Segnalazione. Sul velluto

AUTORE: Rebecca Quasi

EDITORE: Words Edizioni

GENERE: Romance contemporaneo 

FORMATO: Cartaceo (15,90)

RELEASE DATE: 08.06.2022

 

 

DISPONIBILE SU AMAZON E IN TUTTE LE LIBRERIE

 

 

“Quando sei sul palco, con centinaia di occhi che ti fissano e che tu non puoi vedere, puoi fare affidamento solo su quello per andare avanti, sulla capacità reciproca di far scivolare l’altro sul velluto. E tu mi fai stare così.”

 

 

 

TRAMA


Nell’era degli influencer la verità scompare e rimane solo la tendenza.

 

Nereo Castrogiovanni, attore impegnato, conosce bene questa legge non scritta, eppure, durante un talk show in prima serata, non esita a lasciarsi andare a una serie di discutibili affermazioni che gettano ombre sulla sua integerrima immagine e rischiano di distruggere la sua carriera. A farne le spese, comunque, non è il solo: anche Marianna Guerra, la sua ex assistente, nonché cuoca, finisce, suo malgrado, nell’occhio del ciclone mediatico, travolta da pettegolezzi veri e presunti.

 

Ma com’è cominciato tutto? Corrispondono a verità le insinuazioni su una loro relazione sentimentale immortalata sul lungomare di Riccione? E perché Nereo ha deciso di cacciarsi nei guai e di trascinare Marianna con sé?

 

 

 

Nereo Castrogiovanni è quanto di più lontano dal concetto di uomo poco complesso possa esserci. Attore di fiction che sogna il teatro e un progetto importante, vive seguendo le regole che lui stesso ha stabilito e che comprendono un dogma assoluto: mai assumere donne. Quando il suo assistente-cuoco Pietro ha un infortunio, nella sua vita piomba Marianna – compagna, poi ex, di Pietro. E per Nereo, Marianna è quanto più lontano dal concetto di donna possa esistere. Eppure, la cuoca silenziosa che calza gli anfibi in estate inoltrata e che ha una ciocca di capelli colorata, diventa pian piano parte integrante della sua vita. Tanto che Nereo non riesce più a farne a meno, nonostante lei si ostini a sentirsi fuori posto al suo fianco e a tentare di fuggire a ogni occasione utile. 

 

Sarà uno scoop, in una calda mattina estiva sul lungomare di Riccione, a mettere in crisi l’equilibrio tra loro. E sarà proprio Nereo, in diretta tv, a trascinare Marianna in un allucinante vortice di eventi.

 

Nereo e Marianna sono due personaggi “alla Rebecca Quasi”, due mondi a sé stanti che si credevano completi prima che le loro rotte s’incrociassero e che si scoprono mancanti di un pezzo, poi. Con la sua prosa intelligente e ironica, Rebecca ci mostra le difficoltà di far coesistere questi due mondi, in un continuo rincorrere e fuggire, ma anche quanto, in un’epoca moderna fatta di programmi trash e di ricerca di informazioni online, la verità sia altamente manipolabile a proprio piacimento. 

 

 

 

 

 

 

ESTRATTI: 

 

1. «Marianna!»

«Che c’è? Una di Temptation Island ha vinto il Nobel per la letteratura?»

«Parlano di te, cretina!»

Di me?

Marianna avrebbe voluto riderle in faccia, ma Anita era una donna di sostanza (a parte i gusti televisivi), difficilmente si sarebbe inventata, alle sette e trentaquattro di un martedì mattina, una boiata simile.

«Dove, scusa?»

«Dappertutto, in TV, sui social… c’è pure un video su YouTube.»

«Impossibile.»

«Guarda.»

In TV non c’era lei, c’era quel coglione per cui aveva lavorato fino alla settimana prima, Nereo Castrogiovanni, attore simil-impegnato, di quelli su cui si può sbavare senza passare per pervertite.

Il lavoro lo aveva mollato lei. Se n’era andata, si erano lasciati non benissimo, per colpa di una visione, diametralmente opposta, di una faccenda esistenziale sulla quale Castrogiovanni era stato alquanto puntiglioso.

«Dicono che sei ispanica» commentò Anita.

«In televisione non capiscono un cazzo.»

«Comunque Mariana Guerra, pronunciato Gherra, sei tu.»

Sì, sono io, convenne tra sé Marianna, rendendosi conto che il coglione era anche stronzo.

 

 

2. «Comunque l’idea di base è che ti scusi.»

«Con chi?»

«Con le donne.»

«Con tutte? Sono tre miliardi e mezzo, potrebbe volerci un po’.»

 

 

 

 

3. «A me sembra un bacio vero» sentenziò.

«Non è un bacio vero.»

«E invece sì.»

«Tu di solito baci così?»

«Io bacio come mi pare e comunque questo rientra alla grande nella categoria baci. È stato eccitante» chiarì.

«Prego?»

Non poteva averlo detto.

Non lei e non così.

«L’ho trovato eccitante» ripeté.

«In che senso?»

C’erano varie accezioni del termine. Magari intendeva interessante o curioso.

«Me l’hai dato sul velluto.»

«Data. La battuta. Era un esercizio scenico.»

«Era arrapante» chiarì Marianna.

«Ah.»

«Tu niente, invece?»

«Niente.»

Non era del tutto vero.

C’era una vibrazione a bassa frequenza che ultimamente lo pungolava e che, ne era certo, aveva a che fare con Marianna. E con il sesso. Con entrambi, sì. E con lo stare sul velluto.

 

 

 

4. «Solo per la cronaca» concluse l’attore, «se ti avessi baciata sul serio, l’avrei presa larga.»

Quindi, prima di darle il tempo di capire cosa volesse dire, la cinse con un braccio, l’avvicinò a sé e le impedì di rispondere chiudendole la bocca con la propria, lingua compresa.

Non lesinò sul tempo, sull’ardore e nemmeno sul pudore. 

Le passò le dita fra i capelli, le accarezzò la nuca e insistette fino a che non la sentì gemere con una punta di disperazione.

«Spero che adesso ti sia chiara la differenza» disse senza fiato anche lui.

«Chiarissima» ansimò Marianna.

 

 

 

5. «Devi fare bella figura? Ti serve una persona con una conversazione brillante, versatile e minimamente preparata sul mondo dello spettacolo? Sì» si rispose da sola. «Ti pare che questa persona possa essere io? No.»

Il ragionamento filava.

Lui però voleva lei. Non sapeva esattamente perché, ma capiva che era la scelta giusta.

Non se la sentiva di andare a quella cena con Chantal, la considerava una mina vagante, perché sarebbe stata capace di farsi venire una crisi di nervi se le avessero servito dei carboidrati. Voleva andarci con qualcuno che lo facesse sentire in una botte di ferro e non poteva essere una sconosciuta. Gli era già capitato di partecipare a qualche evento con accompagnatrici professioniste, perfette sotto tutti i punti di vista, niente da eccepire, ma era come guidare una macchina a noleggio: stai sempre in tensione.

E con Marianna non sarebbe stato così, se lo sentiva.

Anche se non erano mai usciti insieme, lei gli gestiva da mesi tutti i contatti esterni e le pubbliche relazioni senza sbagliare un colpo; presentarsi con lei, con la persona che riusciva a condensare in tre righe una mezza dozzina di informazioni elegantissime e di una chiarezza abbacinante, gli infondeva sicurezza. Tutto qui. Era chiedere troppo?

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