Recensione. La pedina di vetro. Biografia di Giulia figlia dell’imperatore Augusto

Antonella Tavassi La Greca

Di Renzo editore

Pagine 264

Prezzo 13,50 €, eBook 6

Sinossi ufficiale

«Non avevo ancora dieci anni, ma ero già sfuggita a due fidanzamenti ufficiali, il primo con Antyllus, il figlio di Antonio, il secondo addirittura con un barbaro: il futuro re dei Geti, Cotiso. In realtà sulla scacchiera della politica contavo come una pedina di vetro ai latrunculi, il gioco con il quale fin da bambina ero solita intrattenermi con mio padre. Ero diventata abile a impadronirmi della pedina del Re, che conserva la libertà di movimento anche quando il giocatore perde la Regina. Vincevo spesso e Augusto era deluso come un bambino, quando mangiavo la sua pedina venutasi a trovare tra due di colore diverso». Giulia Maggiore, figlia unica di Ottaviano Augusto, è la prima donna ad aver sfidato le leggi di un mondo costruito su misura per condottieri e imperatori. Bella, intelligente e colta, viene allevata con l’amorevolezza e la sapienza degne di un erede al trono, cosa insolita per una donna dell’epoca. Destinata dal padre ad assicurare una discendenza alla gens Iulia, sposerà prima il giovane Marcello, nipote prediletto di Augusto, poi il fido condottiero Agrippa e, in ultimo, il temibile fratellastro Tiberio. Tacito, Svetonio, Dione Cassio, Macrobio e Plinio il Vecchio ne lodano le innumerevoli doti, la squisita educazione e l’estrema dolcezza d’animo, che tuttavia non basteranno a salvarla dagli intrighi di palazzo della matrigna Livia, che con un’accusa di adulterio la costringerà a un duro esilio sull’isola di Ventotene, prima, e nella remota provincia di Reggio Calabria, poi. Queste sono le memorie che non ha mai scritto.

Recensione

Il romanzo ha due grandi protagonisti: Ottaviano Augusto, l’uomo che mise fine alle guerre civili, che diede la pace a Roma e al suo impero, e sua figlia Giulia, sacrificata in nome di quella che Machiavelli avrebbe definito la “ragion di stato”.

Giulia si definisce una “pedina di vetro” sulla scacchiera del gioco dei latrunculi, un antenato del gioco degli scacchi, in quanto almeno due matrimoni sono stati dettati dagli interessi paterni: mentre quello con il fedele amico di Ottaviano, Agrippa, le ha dato dei figli e una vita tutto sommato piacevole, quello con Tiberio, il figlio della matrigna e sua acerrima nemica Livia, e’ stato solo fonte di amarezza che si è tramutato in dolore e sgomento dopo l’esilio.

Dalle pagine del libro emerge una figura di una donna piena di vita, indomita, dedita ai piaceri della vita, spensierata, amante del lusso, della compagnia di personaggi come Calpurnio Pisone, Mecenate, Virgilio, una donna che non ha mai scelto i propri mariti ma ha avuto il coraggio di scegliere i suoi amanti, una madre che ha dedicato la sua vita ad allevare e amare i propri figli, sempre pronta a difendersi dai colpi bassi di Livia, umiliata e tradita dal padre che la costringe a sposare Tiberio, che aspetta dall’esilio notizie da Roma, che non vuole piegarsi a nessun costo.

Dall’altra parte scorgiamo anche un ritratto di Ottaviano molto particolare, come di un uomo pieno di incertezze, spesso preda dei propri umori, superstizioso, che teneva in gran conto i cattivi presagi.

Il romanzo ricostruisce la vita di questa donna straordinaria attraverso l’uso dei testi di storici come Svetonio, Tacito, Dione Cassio, Plinio il Vecchio e vi aggiunge una prospettiva molto personale e umana che, con grande chiarezza di pensiero e un eloquio misurato ma ampio nello sviluppo dei periodi, ci porta a perderci tra le pieghe della mente di questa donna sacrificata da un padre con il quale aveva un rapporto molto intimo, di amore e rivalità, di tenerezza nonostante la pressione degli eventi politici.

Una lettura che ci aiuta a penetrare nei lati più nascosti della Storia, dietro le quinte dei grandi eventi che conosciamo attraverso i libri, ad avvicinarci ad un personaggio che non ha mai avuto grande spazio nella storiografia ufficiale, ma che merita tutto il nostro affetto e la nostra partecipazione al suo triste destino.

L’autrice

Antonella Tavassi La Greca (Napoli 1951 – Roma 2008) si è laureata in Storia e filosofia e ha insegnato per più di vent’anni nei licei della capitale. “La pedina di vetro” è la sua opera prima. Con Di Renzo Editore ha pubblicato anche il dramma teatrale “Voce di Giulia” (2003).

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