Recensione. La casa che era nostra

Louise Candlish

DeA Planeta

Pagine 343

Prezzo 17,00

Sinossi ufficiale

La casa era da sempre il centro di tutto. Il nostro matrimonio, la nostra famiglia, la nostra vita: ogni cosa acquistava davvero senso solo fra le sue mura. Non può essere vero. Deve esistere una spiegazione. Perché nell’imboccare la via dove abita, in un ricco e tranquillo quartiere residenziale alle porte di Londra, Fiona Lawson vede qualcosa di inconcepibile: una coppia di estranei intenta a traslocare al numero 91 di Trinity Avenue. Casa sua. La stessa in cui lei e il marito, Bram, abitano insieme ai figli a settimane alterne, da quando il tradimento di lui li ha portati alla separazione. Mentre l’amica e vicina Merle accorre in suo aiuto, i tentativi di Fiona di mettersi in contatto con quello che legalmente è ancora suo marito non danno alcun frutto. Bram è sparito, volatilizzato nel nulla. Tutto lascia pensare che abbia trovato il modo di vendere Trinity Avenue all’insaputa di Fiona, per trasferire il ricavato su un conto segreto e far perdere le sue tracce. La domanda che rimbalza ossessiva nella mente di Fiona e del lettore è una sola: perché? Segreti, ricatti, ripicche e menzogne abbondano in questo racconto a due voci di un matrimonio – e di un pugno di vite – deragliati in un tumultuoso innescarsi di reazioni a catena. Perché basta un istante per capovolgere tutto ciò che crediamo di sapere sul conto di noi stessi e di coloro che amiamo.

Recensione

Questo libro è assurdo: una storia che sembra un incubo ad occhi aperti, un ritmo incalzante, un racconto che procede su due binari attraverso la storia di Fi a Londra e quella raccontata dal marito Bram con una lunga lettera da Ginevra.

In più la storia di Fi viene fatta attraverso il sito web La Vittima e dopo ogni “puntata” ci sono i commenti a caldo dei lettori.

Già mi è sembrata assurda la separazione tra Fi d Bram e la decisione di mantenere la casa di famiglia, il “nido sicuro”, dove alternarsi per stare con i due figli.

Il personaggio più particolare è Bram, un uomo che ha molte debolezze, segreti, lati oscuri, ma spesso non è facile distinguere la debolezza dalla forza, un eroe da un cattivo. Bram è un infedele, bugiardo, uno che cambia le carte in tavola nelle discussioni, che fa sentire Fi maestrina, poliziotta, guastafeste, spia, musona, vittima.

Un libro da leggere tutto d’un fiato, con un finale sorprendente, degno di tutte le recensioni positive che ha avuto.

«Superbo» – Washington Post

«Pieno di twist inaspettati… Una storia che avvince fin dalle primissime righe» – Sunday Times

«Louise Candlish ci trasporta in un mondo da incubo in cui tutte le nostre certezze vengono meno»Fiona Barton

L’autrice

Louise Candlish vive a Londra con il marito e la figlia, in un quartiere non troppo diverso da quello in cui è ambientato il romanzo. Con La casa che era nostra ha trionfato ai British Book Awards 2019 e conosciuto uno straordinario successo internazionale.

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