Recensione. Follia

Patrick McGrath

Adelphi

Pagine 296

Prezzo 12,00

Sinossi ufficiale

Descrizione

«L’amore non è stato il mio tema preferito. Sono sempre stato più interessato alla follia, al disordine mentale: poi ho cominciato a capire che l’amore è proprio una forma di disturbo mentale.»
«In Follia c’è sempre un’autorità che definisce chi è pazzo e chi non lo è. Questa autorità è lo psichiatra.»
«Tutti noi temiamo di avere un briciolo di follia. Per la maggior parte delle persone in questo periodo la sicurezza è più importante dell’intensità, la tranquillità più augurabile del rischio, la normalità è più ricercata della passione.»
«Penso che ci sia sempre il desiderio, anche se ne abbiamo paura: la letteratura è un modo, un mezzo per liberare questa voglia di follia.» – dall’intervista “L’amore come follia: incontro con Patrick McGrath” – Wuz.it, 1999

Una grande storia di amore e morte e della perversione dell’occhio clinico che la osserva. Dall’interno di un tetro manicomio criminale vittoriano uno psichiatra comincia a esporre il caso clinico più perturbante della sua carriera: la passione tra Stella Raphael, moglie di un altro psichiatra, e Edgar Stark, artista detenuto per uxoricidio. Alla fine del libro ci si troverà a decidere se la “follia” che percorre il libro è solo nell’amour fou vissuto dai protagonisti o anche nell’occhio clinico che ce lo racconta.

Recensione

Il libro arriva dritto alla pancia del lettore con una storia di amore e morte e una prosa meravigliosamente solenne ed elegante che, sia nelle parti narrate in terza persona sia in quelle narrate dal dottor Cleave , porta il lettore ad arrivare impaziente all’epilogo della catastrofe annunciata sin dalle prime righe.

Il triangolo amoroso Max – Stella – Edgar appare sbilanciato fin dall’inizio. Il marito distratto e concentrato sui suoi malati e sulla cura del nuovo giardino non ha il tempo o non vuole guardare ciò che succede alla moglie, una donna fragile che si fa irretire in una storia malata, un’ossessione che porterà alla distruzione di 4 vite.

Stella è il centro di tutto, moglie di uno psichiatra ambizioso che è passata per diverse cliniche e si trova a vivere nell’ennesima struttura dove inizia a vedere i pazienti non più con gli occhi del marito, ma attraverso il loro personalissimo e distorto punto di vista. È una donna passionale, che non vuole essere seppellita in un matrimonio senza amore, che ha bisogno di sentirsi viva, apprezzata. È una donna che vive la propria maternità con grande disagio e neanche il pensiero delle conseguenze che la sua relazione con Edgar potrà avere sul figlio la distoglie dai suoi propositi. Il suo è un gioco al massacro: capisce che la sua relazione con Edgar distruggerà la sua famiglia ma non può fare a meno di essere attratta da lui, lo sente vicino in ogni momento, ha fiducia in lui, non riesce a razionalizzare i suoi comportamenti, stare tanto tempo a contatto con gli psichiatri non le aveva insegnato nulla. “in cosa credi consista il tradimento? (….) Non è mai il fatto nudo e crudo, sono le conseguenze che avrebbe se si venisse a sapere: l’atto in sé è insignificante”.

“in cosa credi consista il tradimento? (….) Non è mai il fatto nudo e crudo, sono le conseguenze che avrebbe se si venisse a sapere: l’atto in sé è insignificante”.

L’altro grande protagonista del libro è Edgar, un uomo violento, preda di terribile attacchi di gelosia, di manie di persecuzione che agli occhi della sua Andrew appare come un’adorabile canaglia, sicuro di se’ e maturo. Un artista e un uomo profondamente disturbato.

“Perché non fai i contorni? Sarà una domanda stupida, ma è come … come se non sapessi chi sono.”

“È questo il punto” disse Nick

“Quello che non voglio “ disse Edgar “è vederti …”

[…]

“Vedermi come?”

“Come ti vedi tu. O come ti vedono gli altri. Come una donna affascinante, bellissima. Non me ne importa nulla. Io cerco solo un’immagine realistica. La realtà , capisci?”

Anche il fatto di aver traditi il marito odi aver abbandonato suo figlio non la scalfisce più di tanto, e’ come se Stella fosse morbosamente e inevitabilmente attratta verso il baratro come una falena è attratta dalla luce e non può fare a meno di avvicinarsi.

Mi ha colpito molto la narrazione dell’accaduto fatta dall’amico di famiglia e poi psichiatra di Stella, il dottor Cleave, un uomo che non sembra sempre perfettamente lucidi nelle sue ricostruzioni e che ci fa pensare che a volte gli occhi di quelli che consideriamo pazzi riescano a vedere molto meglio dei cosiddetti sani di mente.

Il libro è un viaggio nelle profondità dell’animo umano, alla ricerca delle cause che generano le sue azioni, del movente che lo spinge a prendere determinate decisioni che vanno contro il comune buon senso.

Ma chi decide ciò che è giusto e ciò che è sbagliato? La razionalità è sempre la via migliore? Non è forse vero che in ognuno di noi c’è un pizzico di follia?

L’autore

Libri di Patrick Mcgrath

Scrittore inglese. Il padre lavorava come psichiatra nel manicomio criminale di Broadmoor, dove il giovane Patrick passa gran parte della propria infanzia.
A 21 anni si è trasferito in Canada dove ha lavorato nell’ospedale di Oakridge. Non ha perciò seguito la strada del padre e non si è laureato in psichiatria; la sua irrequietezza lo ha portato altrove, alla scrittura, ed ha immediatamente conquistato i lettori con la trama originale e coinvolgente di Follia, con oltre 500 mila copie vendute, e un successo che dura nel tempo. Tra gli altri suoi libri si ricorda: Racconti di follia (La Nave di Teseo, 2020).
Dai suoi romanzi sono stati tratti i film The Grotesque (1995), di John-Paul Davidson, Spider(2002), di David Cronenberg e Asylum, di David Mackenzie nel 2005.

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