Recensione. I Bastardi di Pizzofalcone

Maurizio De Giovanni

Einaudi Stile Libero big

Pagine 316

Prezzo 19,00 €

Sinossi ufficiale

Non hanno neanche il tempo di fare conoscenza, i nuovi investigatori del commissariato di Pizzofalcone. Mandati a sostituire altri poliziotti colpevoli di un grave reato, devono subito affrontare un delicato caso di omicidio nell’alta società. Le indagini vengono affidate all’uomo di punta della squadra, l’ispettore Giuseppe Lojacono, siciliano con un passato chiacchierato ma reduce dal successo nella caccia a un misterioso assassino, il Coccodrillo, che per giorni ha precipitato Napoli nel terrore. E mentre Lojacono, assistito dal bizzarro agente scelto Aragona, si sposta tra gli appartamenti sul lungomare e i circoli nautici della città, squassata da una burrasca fuori stagione, i suoi colleghi Romano e Di Nardo cercano di scoprire come mai una giovane, bellissima ragazza non esca mai di casa, e il vecchio Pisanelli insegue la propria ossessione per una serie di suicidi sospetti.

Recensione

Il secondo capitolo della serie de I bastardi di Pizzofalcone è veramente coinvolgente: attraverso di esso cominciamo a conoscere la squadra investigativa che è stata messa insieme con i scarti dei vari commissariati di Napoli, agenti che avevano avuto dei problemi portato in un commissariato che è stato sciolto per la scoperta di un traffico di droga da parte di 4 suoi componenti e che stava per essere chiuso.

A capo di tutti c’è il commissario Palma, poi il Cinese Lojacono, spostato dalla Sicilia per una denuncia di collaborazione con la mafia, Di Nardo una ragazza schivar riservata che ha spostato un colpo di pistola in commissariato, Romano che ha problemi di ora, Aragona che sembra uscito da un poliziesco americano, Pisanelli che sa tutto del quartiere e Calabrese, l’esperta informatica. Grazie alla collaborazione e all’intuito riusciranno a scoprire pagassimo della moglie di un famoso notaio.

Un libro in cui il delitto come nella maggior parte dei casi è stato causato dall’amore.

L’amore è così. Tu puoi tenerlo nascosto a lungo, puoi celarlo dietro gli sguardi e i gesti di ogni giorno. Puoi lasciarlo in silenzio , coltivarlo come una pianta; ma il giorno in cui decidi di portarlo fuori, alla luce del sole, allora non lo comandi più. Comanda lui, l’amore . Decide per te, si apre come un fiore bellissimo , vuole tutto lo spazio.

Arriveranno.

Arriveranno e si metteranno a fare domande.

Scaveranno nelle parole, nelle espressioni. Cercheranno di capire il colore dei sentimenti, fiuteranno come cani alla ricerca della ragione di un odio.

Magari cercheranno male, perché non cercheranno l’amore. Invece è proprio l’amore , certe volte, quello che mette fine alla vita. L’amore è una corrente forte, gli direi; l’amore è come un fiume, che arriva placido e bello e dietro un’ansa che parte come le altre, che non sembra diversa da tutte quelle del percorso che dalla sorgente arriva fino al mare, trova un abisso e diventa una cascata violenta e terribile.

È interessante notare come le varie personalità dei poliziotti vengono analizzate , svelandone a poco a poco dei particolari importanti, aggiungendo tassello dopo tassello fino a dare un quadro d’insieme completo.

A parte Lojacono, il più interessante per me è stato Pisanelli, un vecchio agente rimasto vedovo dopo che la morte si è uccisa perché non sopportava più il male che la affliggeva. Da quel momento il marito ha cominciato ad indagare su una serie di suicidi che secondo lui sono omicidi perpetrati da uno stesso individui che individua le due vittime tra persone sole e a volte disperate e le aiuta a passare a miglior vita.

Uno stile asciutto ma coinvolgente, dei personaggi ben delineati e una trama perfetta che invoglia il lettore a continuare la serie

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