Recensione. La ragazza del Kyūshū

Matsumoto Seicho

Adelphi

Pagine 208

Prezzo 18,00 €

Sinossi ufficiale

In un mattino di primavera una giovane donna entra nello studio di un illustre penalista di Tokyo. È Kiriko. Ha appena vent’anni, il volto pallido dai tratti ancora infantili, ma qualcosa di inflessibile nello sguardo, «come fosse stata forgiata nell’acciaio». Non ha un soldo e ha attraversato il Giappone dal lontano Kyushu per arrivare fin lì, a implorare il suo aiuto. Il fratello, accusato di omicidio, è appena stato arrestato, e Kiriko è la sola a crederlo innocente. L’avvocato rifiuta il caso: non ha tempo da perdere, tanto meno per una difesa che dovrebbe assumersi senza essere retribuito. Kiriko si scusa con un piccolo inchino, esce dallo studio e così come è arrivata scompare. Il fratello verrà condannato e morirà in carcere qualche mese dopo, poco prima che l’esecuzione abbia luogo. È solo l’antefatto da cui prende il via questo gelido noir di Matsumoto. Dove un caso-fantasma, ripercorso nei minimi dettagli, lascia spazio a una vendetta esemplare che si fa strada da lontano. E mentre ogni colpa – consapevole o inconsapevole – viene pesata accuratamente, come su una bilancia cosmica, una tensione impalpabile, un «rumore di nebbia» accompagnano questa storia da cima a fondo. Finché lei, Kiriko, la ragazza del Kyushu, non otterrà ciò che le spetta.

Recensione

La letteratura giapponese ha un fattore molto particolare: atmosfere e personaggi sono eterei, sfumati, indistinti. Anche nelle caratterizzazioni più approfondite non si riesce mai ad andare a fondo dell’anima di una figura, che resta sempre misteriosa è sfuggente allo sguardo del lettore, alla sua comprensione.

Sono figure compassate e misurate, mai eccessive nelle loro reazioni, quasi educate e pudiche, controllate ad ogni costo come la pergamena protagonista di questo noir, Kiriko che si sobbarca un lungo viaggio e siede i suoi risparmi per far difendere il fratello innocente da un famoso avvocato.

Kiriko viene descritta attraverso le sue azioni, è determinata, coraggiosa, crede ciecamente nell’innocenza del fratello, e’ pronta ad implorare per ottenere ciò che vuole: la giustizia. Dai suoi gesti e dalle sue parole non traspare rabbia o aggressività, e’ fredda, decisa a raggiungere il suo obiettivo a tutti i costi, paziente come un ragno che tesse la sua tela, vendicativa e crudele.

La sua controparte è l’avvocato Ōtsuko, dalla grande reputazione, poco incline alla compassione, attaccato al denaro, pieno di rimorsi per aver rifiutato di difendere il fratello di Kiriko, un grande penalista che leggendo attentamente gli atti del processo e degli interrogatori riesce a scoprire la verità, ma sarà troppo tardi e lo pagherà a caro prezzo.

L’autore procede con estrema calma e lentezza a svelare il piano di Kiriko, passo dopo passo ci fa avvicinare a ciò che la realtà nasconde, ci porta per mano e ci fa approssimare ai personaggi che sono nati dalla sua abile penna, ma ci fa restare ad un passo di distanza, sempre in superficie, sempre senza andare in profondità, lasciandoci con il dubbio di essere davanti ad una storia reale o ad un sogno evanescente, che scompare al primo apparire della luce dell’alba.

Una sapiente costruzione della trama, uno stile chiaro e coinvolgente che ricostruisce perfettamente il Giappone degli anni ‘60 e ci fa sentire la differenza profonda tra la grande città e il provincia, da cui viene Kiriko che all’inizio può sembrare ingenua e sprovveduta ma poi si rivela scaltra e furba, molto efficace nell’ottenere ciò che vuole.

Una lettura che ci fa scoprire un altro lato affascinante del paese del Sol Levante.

L’autore

Ebook di Seicho Matsumoto

Seicho Matsumoto (1909-1992) è stato un giornalista e scrittore giapponese. Autore molto conosciuto in patria e vincitore del premio Akutagawa nel 1953, ha scritto oltre 300 romanzi e diversi racconti.
Da alcuni definito il “Simenon giapponese” è stato pubblicato per tre volte nel Giallo Mondadori: La Morte è in Orario del 1957 è l’opera più conosciuta, seguita da Come sabbia tra le dita del 1961 e Il palazzo dei matrimoni del 1998. Le tematiche dei suoi gialli affondano spesso le radici nei problemi sociali giapponesi, il tutto unito ad una predilezione per l’indagine strettamente logica ed intuitiva. Nel 2018 Adelphi ha pubblicato Tokyo Express, apparso nell’edizione originale nel 1958, da cui è stato tratto nel 2007 il film Ten to sen, con Takeshi Kitano.

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