Recensione Le sette morti di Evelyn Hardcastle

Stuart Turton

Neri Pozza editore

Pagine 525

Prezzo 18,00 €

Con il GDL #gameofbooks abbiamo letto questo libro che è stato un vero e proprio caso editoriale, in cui come si legge dal risvoltò di copertina “Agatha Christie incontra Black Mirror”.

Trama

Nella magione in disfacimento di Blackheath House Lord Peter e Lady Helena Hardcastle organizzano un ballo in maschera in una data molto particolare, cioè 19 anni dopo la morte del loro figlioletto Thomas, invitando le stesse persone presenti in quell’occasione.

Alle 11 la figlia della coppia, Evelyn, muore per un colpo di pistola al ventre e finisce nel lago della tenuta. Ma la cosa strana è che uno degli ospiti, Aiden Bishop, si sveglia per otto giorni di seguito in otto personaggi diversi con l’obiettivo di scoprire l’assassino di Evelyn e poter lasciare la casa.

Recensione

Era tanto che non leggevo un giallo di questo tipo: è una girandola di personaggi, di giornate che si interrompono e poi riprendono, piccoli minimi gesti che vengono impercettibilmente modificati e stravolgonoil corso degli eventi, medici della peste che danno consigli ambigui, un lacchè che cerca di uccidere le varie persone in cui Bishop si reincarna, rivelazioni scottanti e vecchi segreti che vengono scoperti dopo tanti anni, armi che spariscono, pezzi degli scacchi che servono da oggetto di riconoscimento in un crescendo impressionante che culmina nel finale.

Bishop è un personaggio straordinario: ogni volta che si reincarna finisce per prender qualcosa del carattere della persona che lo “ospita” .

Possibile che sia io a piegarmi alla loro volontà anziché al contrario? Se le cose stanno così devo essere cauto. Un conto è ritrovarsi prigioniero nel corpo di queste persone, ma abbandonarsi completamente ai loro desideri è tutt’altra cosa.

[…] i pensieri gli ronzano in testa come mosconi, indugiando abbastanza a lungo per distrarlo, ma senza mai fermarsi.

Il mondo di Blackheath House è una specie di universo parallelo, dove ogni giornata ricomincia da capo e, anche se non sembra, nulla di ciò che vi si verifica è inevitabile. È solo che gli eventi si ripetono sempre uguali perché gli ospiti prendono le stese decisioni ogni giorno, non vedono alternative, prospettive diverse.

Tra maggiordomi, legali di famiglia, giocatori d’azzardo, vecchi banchieri, membri dell’alta società, agenti di polizia e domestici, lo svolgimento della storia richiede un’attenzione e una concentrazione molto serrate, perché non è facile tenere sotto controllo tutte le varie reincarnazioni e ricordare dove si era interrotto il racconto.

L’autore denota una notevole maestria nel tessere le fila di questo affresco straordinario dell’alta società inglese, dedita alla apparenze e agli intrighi, scrivendo un ottimo giallo decisamente degno di Agatha Christie.

L’autore

Stuart Turton si è laureato in filosofia, ha lavorato in una libreria di Darwin, insegnato inglese a Shanghai, collaborato per una rivista di tecnologia a Londra, scritto articoli di viaggio a Dubai. Ora è un giornalista freelance e, dopo Le sette morti di Evelyn Hardcastle, il suo primo romanzo, uno dei più acclamati scrittori inglesi.

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