Il giornalino di Gian Burrasca

Vamba

Edizioni Giunti Marzocco

Pagine 212

Prezzo 2.400 lire 😊

Che emozione fortissima sistemare i libri e ritrovare questo piccolo gioiello del 1978!

Sfogliarlo e ammirare i disegni in bianco e nero e a colori, bellissimi nonostante la carta ingiallita!

Scritto da Luigi Bertelli nel 1907 con lo pseudonimo di Vamba, il testo è uscito a puntate scritto sul Giornalino della Domenica per un anno e poi in volume nel 1912.

È la storia di Giannino Stoppani, detto Gian Burrasca, un bambino molto vivace, oggi diremmo iperattivo. Ha tre sorelle maggiori, Ada, Luisa e Virginia, proviene da una famiglia fiorentina benestante e un giorno, per il suo nono compleanno, riceve un diario, un giornalino appunto, in cui comincia a scrivere le sue avventure.

È nato il 20 settembre 1897, nello stesso giorno della breccia di Porta Pia ed inizia così ad annotare le vicende che gli capitano, a partire da quando ha sbirciato e copiato il diario della sorella Ada mentre lei era uscita e alla fine ha mandato a monte il suo matrimonio con il ricco ma odioso Adolfo Capitani.

Dopo varie malefatte scappa dalla sorella del padre, la zia Bettina, ma anche a casa sua combina un sacco di guai e finisce per essere rimandato dai genitori.

Non contento, trova il modo di rovinare il matrimonio delle sorelle: durante quello di Luisa accende una girandola sul frac dello sposo, terrorizzando tutti gli invitati, e al matrimonio di Virginia mette dei razzi nel caminetto, ottenendo lo stesso risultato della cerimonia precedente.

Che scena! Il dottore, mentre la girandola gli girava dietro le falde, tremava e urlava senza sapere che cosa fosse accaduto, Luisa era quasi svenuta, gli invitati anch’essi erano tutti impauriti … e io mi divertivo un mondo, quando a un tratto mio padre in mezzo alla confusione generale mi ha preso per un orecchio e mi ha accompagnato fin qui, a forza di parolacce e di pedate.

Gian Burrasca non è solo una piccola peste, è anche un lettore che preferisce Salgari ai Promesso sposi e sogna di diventare un corsaro nero, ma finisce sempre nei guai. Dopo l’ennesima birbanteria, il padre lo porta nel collegio Pierpaoli gestito dal signor Stanislao e dalla signora Geltrude.

Il collegio sembra al bambino uno “stabilimento carcerario”, non si è mai soli neanche quando si dorme e non c’è nessuna libertà per i piccoli ospiti. Giannino si adatta bene e fa amicizia con i più grandi, entrando a far parte del circolo segreto “Uno Per Tutti e Tutti Per Uno” e svelando ciò che mettono i cuochi nella minestra del venerdì.

Non voglio aggiungere altra sulla trama per non rovinare la lettura secondo me piacevolissima anche per un pubblico adulto.

Il protagonista del libro risulta troppo simpatico e leggendo le sue avventure e le marachelle che combina non possiamo non essere dalla sua parte. Giannino è un bambino vivace, istintivo, molto intelligente, che trova sempre un modo per trarsi di impaccio dalle situazione più intricate, pieno di inventiva e immaginazione. Un birbante ma disarmante nella sua fanciullesca tendenza a combinare sempre pasticci.

Le parole ci catturano con la loro semplicità e le lamentele e le proteste racchiuse nel giornalino ci colpiscono al cuore, ci muovono a compassione perché è questo che l’autore del diario vuole fare: portarci dalla sua parte, giustificare le sue malefatte. Come ogni bambino, sa di mettere in atto dei comportamenti sbagliati, ma è più forte di lui e cerca un alibi e un’attenuante alle sue colpe.

Una lettura da fare con i più piccoli ma decisamente consigliata anche a quelli che sono stati piccoli tanti anni fa.

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