Recensione. L’Odissea raccontata da Penelope, Circe, Calipso e le altre

Marilu’ Oliva

Solferino libri

Pagine 218

Prezzo 16,00 €

Sinossi ufficiale

L’Odissea non è la storia del viaggio di un uomo: è la storia d’amore di molte donne. C’è Calipso, che, avvinta dalle sue stesse reti di seduzione, si innamora di Ulisse ma deve lasciarlo andare. C’è Euriclea, la nutrice che lo ha cresciuto, e ci sono le Sirene, ciecamente decise a distruggerlo. C’è Nausicaa, seduttrice immatura ma potente, che non osa nemmeno toccarlo. C’è Circe dominatrice, che disprezza i maschi finché non ne incontra uno diverso da tutti gli altri. E naturalmente c’è lei, Penelope, la sposa che non si limita ad attendere il marito, ma gli è pari in astuzia e in caparbietà. In questo libro, sono loro a cantare le peregrinazioni dell’eroe inquieto, ciascuna protagonista di una tappa della grande avventura, ribaltando la prospettiva unica del maschile nella polifonia del femminile: che conquista, risolve, combatte. Alle loro voci fa da controcanto quella di Atena, dea ex machina, che sprona sia Telemaco sia Ulisse a fare ciò che devono: la voce della grande donna dietro ogni grande uomo. In un curioso e riuscito alternarsi di punti di vista, torna in vita e vibra di nuovi significati un classico immortale, in una narrazione che vola alta sulla varietà e sulla verità dei sentimenti umani.

Recensione

La Storia è sempre costruita attorno alle figure leggendarie di grandi uomini, eroi, mariti, padri, figli, guerrieri, statisti, scrittori.

Le donne sono sempre relegate in secondo piano, come se anche loro non avessero contribuito a costruire ciò che è successo, come se non avessero avuto parte agli avvenimenti, come se non avessero anche loro gioito o sofferto, patito e rimpianto, amato e odiato.

Questo romanzo mi ha aperto gli occhi sulla Storia narrata dalla parte delle donne, dee, regine, ninfe, maghe, principesse, sirene che hanno avuto a che fare con il viaggio di Ulisse, con il suo peregrinare nel Mediterraneo, ora ostacolato ora aiutato dagli Dei dell’Olimpo.

Penelope, Circe, Atena, Calipso erano presenti anche nel poema omerico e avevano ampio spazio anche li’, ma in questo testo si sente di più la loro voce, i loro pensieri, la loro descrizione di Ulisse, l’eroe per antonomasia, bello, affascinante, astuto.

I punti di vista più interessanti sono quelli di Atena e Circe sugli uomini. Atena ne da’ una definizione originale, affermando che sono degli esseri che hanno bisogno di toccarsi e di ricordare le loro vite precarie, necessitano di parole e credono che la loro voce sia un mezzo per arrivare all’infinito. Circe invece li crede sciocchi, creduloni, in fondo noiosi.

Dalle parole di tutte queste donne accorate, trepidanti, ammalianti, innamorate emerge un ritratto straordinario di Ulisse, un uomo che ha come unico desiderio quello di conoscere, affascinante, sicuro di se’, che si abbandona anche alle lacrime come ogni essere umano dotato di sensibilità, pieno di nostalgia per la sua isola e la sua famiglia, fiero della sua indole coraggiosa e battagliera, dal molteplice ingegno e dalle infinite risorse, che non si arrende mai neanche di fronte agli ostacoli più ardui.

Un libro nato da un grande amore per i miti greci, che con uno stile narrativo emozionante e magico ci trascina nel mondo fantastico creato da Omero e ci fa palpitare e disperare insieme alle donne che hanno incontrato il grande eroe itacese.

L’autrice

Insegna lettere al liceo. Ha pubblicato racconti per il web e testi di saggistica. Ha collaborato con diverse riviste letterarie. Tra i suoi libri ¡Tú la pagarás! (Elliot 2011), Fuego (Elliot 2011), Mala Suerte (2012) e Musica sull’abisso (HarperCollins, 2019).

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