Recensione. I fiori nascosti nei libri

Silvia Montemurro

Rizzoli editore

Pagine 304

Prezzo 18,50 €

«Spesso mi dicono che c’è qualcosa di elegante nei miei lavori, qualcosa di fresco, primaverile. Ma nessuno si mette a osservare davvero. Tutta la collezione è dedicata ai fiori. Però non è un richiamo ostentato, capisci? È un po’ come una specie di filo conduttore, visibile solo agli occhi più attenti. E i tuoi lo sono.»

ATTENZIONE SPOILER NEGLI ESTRATTI!!!

Sinossi ufficiale

A volte le pagine di un libro sono il posto più sicuro per custodire un segreto.

I fiori che nascondiamo nei libri sono i segreti che non riusciamo più a raccontare. Rimangono anni, tra le pagine, in attesa che qualcuno porti alla luce la nostra vera storia.

Chiara è una giovane e promettente stilista che vive a Firenze. Quando il direttore di un hotel di lusso di Sankt Moritz la invita a organizzare una sfilata per i suoi ospiti, si sente baciata dalla fortuna. Così si mette in viaggio, ma per una bufera di neve arrivare a destinazione diventa impossibile. Alla dogana le consigliano di fermarsi a Villa Garbald, dove Chiara arriva e incontra prima il vecchio custode, Arold, e poi il figlio, Thomas. Entrambi sembrano turbati dalla sua presenza, forse per via della straordinaria somiglianza tra Chiara e la donna di un ritratto appeso in uno dei corridoi, che misteriosamente nottetempo svanisce. Il dipinto ritrae Irena, una ragazza polacca che, per sfuggire alla Seconda guerra mondiale, si è finta cittadina svizzera ed è stata accolta da un’amica della madre a Villa Garbald: lì, insieme ad altre giovani di buona famiglia, impara l’arte della tessitura e conosce Toni, un contrabbandiere. E il loro sarà un incontro che le cambierà per sempre la vita. Silvia Montemurro ci racconta di due donne lontane nel tempo e nello spazio ma legate da un unico destino e compone, tassello dopo tassello, una narrazione appassionante, che ci fa assaporare appieno il potere dei sentimenti, la magia dell’amore, la potenza delle storie.

Recensione

Avevo grandi aspettative da questo libro: ne avevo letto delle impressioni molto positive e anche la trama e il titolo mi facevano sperare in una lettura magica, romantica e intrigante.

A conti fatti devo ammettere che la magia c’è stata, soprattutto sotto forma di mistero, coincidenze, incontri apparentemente casuali, ma purtroppo è mancato qualcosa che ha fatto scattare il colpo di fulmine tra me e questo libro.

La storia è divisa in 6 capitoli, quelli centrali portano i nomi dei fiori che segneranno lo sviluppo della narrazione e questo è un particolare che ho gradito molto.

Come mi è piaciuta moltissimo una delle frasi che poi è legata al significato del titolo.

«Irena, ricordati: non c’è fiore che possa appassire, se nascosto in un luogo sicuro. Bisogna proteggerlo, come un amore appena nato.»

Altra nota positiva è stata la caratterizzazione del personaggio di Irena, coraggiosa, orgogliosa della sua origine polacca che ha dovuta negare per tanti anni, tenace nel difendere il suo amore per Toni prima e per la figlia poi, un amore ostacolato dal tempo e dalla distanza ma mai sopito nel suo cuore, fino al suo ultimo battito.

In definitiva ci sono stati diversi aspetti del libro che mi sono piaciuti, ma nell’insieme la storia non mi ha ammaliato come credevo. Ripeto, forse mi aspettavo una lettura straordinaria e mi sono imbattuta semplicemente in una piacevole narrazione.

L’autrice

Nata a Chiavenna la notte di San Lorenzo del 1987, Si è laureata nel 2011 con una tesi in Criminologia, riguardante l’assassinio di suor Maria Laura Mainetti. Ha partecipato nel 2010-2011 alla XIV edizione del corso RAI Script Fiction per sceneggiatori. Ha scritto diversi romanzi ancora inediti, uno dei quali ha ottenuto nel 2011 il secondo posto al Premio Malerba. L’inferno avrà i tuoi occhi è il suo esordio, segnalato anche dal comitato di lettura del Premio Calvino 2012. È autrice della trilogia Shake my Colors (Sperling) che ha esordito sui Wattpad.

Estratti

«Il tempo sistema le cose» si limitò a dire quest’ultima. Nel tragitto verso casa, con Ingrid che le camminava alle calcagna, Irena pensò che non era vero. Il tempo, la maggior parte delle volte, non sistema un bel niente. Non c’è pace, per chi sente la mancanza di qualcuno. Non c’è luogo in cui trovare rifugio, quando il cuore decide di innamorarsi.

«Se n’è andata nel sonno, come avrebbe voluto» aggiunse Daniel, «e con la certezza che tu avresti portato il suo messaggio a Violetta.» «Non potrà più rivedere mia madre» bisbigliò Chiara.

. «Ma tu potrai parlarle di lei, farle leggere la sua storia. Darle i fiori che ha conservato per tutti questi anni solo per lei e Toni. Potrai raccontarle che è stata una gardenia a far sbocciare il loro amore. E che un narciso li ha uniti per l’eternità. E di quel giorno, quando si sono incontrate. Violetta e la regina dei fiori.»

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