Recensione. Sei la mia vita

Ferzan Özpetek

Mondadori

Pagine 228

Prezzo 6,99 € formato EPUB

Sinossi ufficiale

Un’auto lascia Roma di primo mattino. Alla guida, c’è un affermato regista. Sul sedile accanto, l’uomo che da molti anni ama di un amore sconfinato. Dove stanno andando? Mentre la città si allontana e la strada comincia a inerpicarsi dentro e fuori dai boschi, il regista decide di narrare al compagno silenzioso il suo mondo «prima di lui»: «La mia vita è la tua e ora te la racconterò, perché domani sarà solo nostra». Inizia così un viaggio avanti e indietro nel tempo: i primi anni in Italia, dove era giunto dalla Turchia non ancora diciottenne con il sogno di studiare e fare cinema, le persone che hanno lasciato il segno, gli amici, gli amori, le speranze, le delusioni, i successi. Storie che conducono ad altre storie, popolate da figure indimenticabili e bizzarre: una trans egocentrica sul viale del tramonto, un principe cleptomane, un centralinista con il rimpianto della recitazione, una cassiera tradita dalle congiunzioni astrali, una bellissima ragazza dallo spirito inquieto. E poi, raffinati intellettuali, inguaribili romantiche, noti cinefili, amanti respinti e madri niente affatto banali. Sullo sfondo, il palazzo di via Ostiense dove tutto accade, crocevia di solitudini diverse, ma anche di intense amicizie e travolgenti passioni. Il palazzo che nel tempo si è trasformato, conservando però intatti i suoi più intimi segreti. E, soprattutto, la città di Roma, come nessuno l’ha mai raccontata. Gli anni Settanta-Ottanta e la contagiosa atmosfera di libertà senza freni, le lunghe estati nel segno della trasgressione, il femminismo, la progressiva presa di coscienza di sé della comunità gay, la solidarietà che cementa i legami, gli incontri folgoranti con alcuni protagonisti del cinema italiano, le stagioni, i luoghi e le voci di un passato ormai perduto per sempre. Tante storie, esilaranti eppure commoventi, che compongono «la Storia» di un’esistenza che si annulla in un’altra come estremo dono d’amore. Un Amore che non si arrende, un sentimento assoluto capace di resistere a qualsiasi prova. Con sguardo irresistibile, lieve e toccante al tempo stesso, al suo secondo libro Ferzan Ozpetek, il regista che più di ogni altro sa parlare di sentimenti, ci rivela un mondo sospeso tra lacrime e risate, fiction e realtà, fino all’epilogo, struggente e inaspettato. Un mondo che pare fatto della stessa materia dei suoi film. E che, pagina dopo pagina, ci incanta e ci colpisce. Proprio come la vita.

Recensione

Leggere Özpetek è un’esperienza meravigliosa, si giudica immergersi in un’anima profonda e sensibile, cogliere i particolari più sfuggenti con un occhio attento e vigile, andare in profondità a nelle situazioni e nelle persone e soprattutto significa assaporare un linguaggio dell’anima per l’anima, fatto di mille sensazioni, riflessioni, intuizioni espresse in forma poetica che ti conquistano fin dalla prima riga.

Il libro è in parte autobiografico e in parte romanzato, comunque in esso troviamo molte delle atmosfere e anche delle scene e dei personaggi a cui ci hanno abituato i meravigliosi film di questo regista, come i pranzi in terrazza con una comitiva chiassosa e unita da qualcosa che va ben al di là’ dei semplici legami di sangue.

Özpetek ci porta nella sua vita e nel suo mondo, nella sua Roma degli anni Ottanta, con i suoi quartieri meno noti e meno alla moda, come via Ostiense e il palazzo in cui il regista ha veramente abitato e che ritroviamo in molte sue pellicole, con i suoi personaggi veri e profondamente empatici. Ci racconta anche l’esperienza di un giovane omosessuale prima e dopo la diffusione dell’AIDS, con la sua sfrenatezza e poi le sue paure, i suoi terrori. Ma ci racconta principalmente la storia di un uomo che si è sempre aperto alla vita, ad ogni incontro e possibilità che questa gli abbia offerto, che ha vissuto cercando quello che ognuno di noi cerca ogni giorno: la felicità.

Questo libro è un lungo ricordo della vita del protagonista e della sua storia d’amore, un amore che come spesso l’autore sottolinea a volte è solo questo di fortuna o del caso: se non avessimo fatto una certa azione o l’avessimo fatta dieci minuti più tardi, non ci sarebbe stato quell’incontro che poi potrebbe cambiare la nostra intera vita. L’amore come tutto ciò che ci capita e’ appeso a un filo sottile che potrebbe rompersi da un momento all’altro, sta a noi far sì che quel filo non si spezzi, rafforzarlo, renderlo più stabile per poterci camminare sopra, mantenendoci in equilibrio costante.

Questa per esempio è una delle più belle definizioni dell’amore che io abbia mai letto, semplice e disarmante, a cui non c’è nulla da togliere o aggiungere.

Un altro aspetto del libro che mi ha incantato è la descrizione delle due città che sono state fondamentali per il protagonista ma anche per l’autore: Istanbul, la sua città d’origine, e Roma, la sua città d’adozione, che fanno da sfondo meraviglioso a questo racconto emozionante.

Non avevo mai letto un libro di Özpetek ma ho visto tutti i suoi film. Questa lettura mi ha fatto apprezzare ancor di più l’animo sensibile di uno dei migliori registi in circolazione, capace di trasferire sulla pellicola e sulle pagine il suo immenso amore per la vita e di parlarne in modo straordinario.

L’autore

Regista e sceneggiatore; dal 1976 vive a Roma. Autore di numerosi film tra cui Il bagno turco (Hamam) – con cui esordisce -, Le fate ignoranti, La finestra di fronte, Cuore sacro, Saturno contro, Mine vaganti, Allacciate le cinture. Nel 2013 esce per Mondadori il libro Rosso Istanbul; nel 2015 esce Sei la mia vita.

Estratti

“Sarò capace di continuare a lottare, a illuminare il buio nel quale sento che ti sto smarrendo? Mentre me lo chiedo ho già la risposta: chi ama non si arrende mai.”

Quando vivevo solo e avevo smesso di credere nell’amore, nemmeno immaginavo in che maniera la mia esistenza sarebbe cambiata. Tu hai reso la mia vita migliore. Mi hai restituito la stessa spensieratezza di quando avevo vent’anni e guardavo il mondo dall’alto senza avere la certezza di riuscire a realizzare i miei sogni.”

Poi ci sono gli amori che esplodono come una bomba, facendo terra bruciata tutt’intorno. Nascono e muoiono senza nemmeno lasciarti il tempo di capire che cosa stia succedendo e, a volte, lasciano ferite impossibili da rimarginare. Allora ti aggiri per anni tra le macerie di ciò che avevi vissuto come la tua unica opportunità di essere felici, e non riesci a credere di essere ancora vivo.

Infine, ci sono gli amori che sanno unire la forza gentile della tenerezza alla potenza del fuoco della passione. Che ti travolgono e non smettono più di farlo. Amori che ti aiutano a restare vivi l’uno per l’altro, qualsiasi cosa succeda.”

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