Sabato incipit. La vegetariana

Eccoci al consueto appuntamento con gli incipit dei libri che sto leggendo. Quello di oggi è tratto da La vegetariana di Han Kang edito da Adelphi.

Prima che mia moglie diventasse vegetariana, l’avevo sempre considerata del tutto insignificante. Per essere franco, la prima volta che la vidi non mi piacque nemmeno. Né alta né bassa, capelli a caschetto né lunghi né corti, colorito itterico e malaticcio, zigomi un po’ sporgenti: quella sua aria timida e giallognola mi disse tutto quello che mi occorreva sapere di lei. Mentre si avvicinava al tavolo dove la aspettavo, non potei fare a meno di notare le sue scarpe: un paio di scarpe nere, le più banali che si possano immaginare. E quel suo modo di camminare, né veloce né lento, a passi né grandi né piccoli.
Tuttavia, pur non avendo attrattive speciali, non presentava nemmeno particolari difetti, e quindi non ci fu ragione di non sposarci. La personalità passiva di quella donna in cui non intravedevo né freschezza né fascino, e nemmeno una singolare raffinatezza, faceva perfettamente al caso mio. Non dovetti fingere nessuna inclinazione intellettuale per conquistarla, né preoccuparmi che potesse mettermi a confronto con gli uomini in posa sui cataloghi di moda, e se per caso arrivavo in ritardo a un appuntamento non si arrabbiava.

3 pensieri riguardo “Sabato incipit. La vegetariana

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