L’amica geniale

Elena Ferrante

Edizioni e/o

Pagine 327

Prezzo 18,00 €

Questa è la seconda possibilità che concedo ad Elena Ferrante. Ho già letto L’amore molesto ma non ha lasciato in me nessuna sensazione esaltante o comunque in linea con le recensioni da urlo che ho letto.

Mi sono quindi avvicinata a questo primo libro della quadrilogia senza grandi aspettative e in effetti sono rimasta moderatamente colpita dal testo.

La storia di Lenu’ (Elena) e Lila (Raffaella), cresciute negli anni Cinquanta in un rione della periferia di Napoli, si snoda attraverso la voce della prima, una bambina timida, tranquilla che ammira ma teme nello stesso tempo la seconda, sempre pronta, sfrontata, sicura di se’.

Tutti temono Lila per la sua agilità mentale, il suo carattere forte e la sua cattiveria, ma Lena ne è affascinata e fa di tutto per starle vicino e per guadagnarsi la sua attenzione.

Devo ammettere presto che ciò che facevo io, da sola, non riusciva a farmi battere il cuore, solo ciò che Lila sfiorava diventava importante. Ma se lei si allontanava, se la sua voce si allontanava dalle cose, le cose si macchiavano, si impolveravano. La scuola media, il latino, i professori, i libri, la lingua dei libri mi sembrarono definitivamente meno suggestivi della finitura di una scarpa e questo mi depresse.

Le due bambine crescono prendendo poi due strade diverse: mentre Lenu’ frequenta la scuola media e poi il ginnasio, Lila lavora nella calzoleria di famiglia. Cominciano i primi amori, i cambiamenti del corpo, gli sbalzi d’umore tipici del l’adolescenza , il tutto intrecciato alla vita del rione violenta, fatta di odio profondi, vendette, alleanze tra famiglie.

Le vite delle due si allontanano ulteriormente quando Lila si fidanza con uno dei giovani più ricchi del quartiere, mentre Lenu’ si deve accontentare dell’amore devoto di un povero muratore.

Lenu’ è succube dell’amica: subisce il fascino di Lila, nonostante da bambina sia piccola, quasi insignificante e soprattutto abbia attorno a se’ un’aura negativa, la capacità di far capire agli altri che nessuno potrà farle del male perché lei sarà sempre pronta a farne di più. Anche quando Lenu’ proseguirà gli studi, Lila sarà sempre un passo avanti a lei con la sua propensione innata per imparare tutto, persino il latino da sola, con la sua meravigliosa proprietà linguistica che le fa dare vita a ciò che scrive.

Tornai a sentirmi umiliata della capacità di scrittura di Lila, da ciò che lei sapeva plasmare e io no, mi si appannarono gli occhi. Ero felice, certo, che lei fosse così brava anche senza scuola, senza i libri della biblioteca, ma quella felicità mi rendeva colpevolmente infelice.

Lila è un animale selvaggio , forte, risoluta, ha il coraggio di puntare un trincetto alla gola di uno dei giovani più ricchi e ammirati del rione, divora i libri della biblioteca di quartiere, scrive un libro, progetta scarpe, ha sempre un sogno da inseguire, è sempre la migliore, la prima in tutto, è oggetto dell’attenzione di tutti.

Attorno alle due ragazze troviamo diversi personaggi, come il fratello di Lila, Rino, un punto fermo per la sorella che la difende dalla violenza e dalle incomprensioni del padre, Nino il figlio del “poeta” del rione, di cui Lenù è innamorata, poi Antonio, il fidanzato di quest’ultima e Stafano, il fidanzato di Lila, poi tutto il gruppo di amici, Pasquale, Alfonso, Ada, Antonio, Marisa. Giovani di belle speranze e dalla vita difficile.

Non ho nostalgia della nostra infanzia, è piena di violenza. Ci succedeva di tuto, in cada e fuori, ogni giorno, ma non ricordo di aver mai pensato che la vita che c’era capitata fosse particolarmente brutta. La vita era così e basta.

Indubbiamente è un bel libro, la trama è ben articolata, i personaggi hanno un loro spessore e soprattutto Lila è resa con grande maestria. Il lettore si sente coinvolto e suo malgrado non riesce ad essere esente dal suo fascino perverso e nello stesso tempo prova pena per Lenu’, sempre costretta a rimanere in secondo piano e ad arrancare dietro la sua amica. il linguaggio è molto curato e la prosa calda e avvolgente, ma a volte il ritmo narrativo rallenta un po’ troppo, almeno per i miei gusti e il finale è troppo poco definitivo, anche se è chiaro che bisogna leggere il libro successivo per trovare un senso a questa conclusione.

Non so se continuerò la lettura della saga, sono molto indecisa, magari farò decantare un po’ la storia e poi affronterò i restanti volumi.

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