Recensione. Confusione. La saga dei Cazalet

Sinossi ufficiale

E alla fine sono arrivati gli anni Cinquanta. Il capitolo conclusivo della saga dei Cazalet si apre con una perdita significativa: la Duchessa viene a mancare. Andandosene, porta via con sé gli ultimi frammenti di un mondo che sta scomparendo: quello della servitù domestica, della classe sociale, della tradizione. È quel mondo polveroso, dalle atmosfere d’altri tempi, che ci aveva conquistati all’inizio di questa appassionante storia. Molti anni sono passati, molte vicende ci hanno fatto sorridere e commuovere, molte cose sono cambiate. Il mondo moderno si dimostra pieno di insidie, e gli uomini Cazalet si rivelano poco equipaggiati per affrontarlo e incapaci di seguire le orme del padre: la gestione dell’azienda di famiglia non è cosa facile, e ogni certezza viene meno. Nel frattempo, le donne cercano di farsi strada, ognuna a modo suo. Louise, ormai divorziata, resta invischiata in una relazione con un uomo sposato, mentre Polly e Clary faticano a conciliare il matrimonio e la maternità con le loro idee e ambizioni lavorative; Villy, da tempo abbandonata dal marito, alla fine deve imparare a vivere in maniera indipendente. Ma sarà Rachel, che ha sempre vissuto per gli altri, a dover affrontare la sfida più difficile. Nelle commoventi pagine finali, una nuova generazione Cazalet si ritrova a Home Place per Natale. Solo una cosa è certa: niente sarà mai più lo stesso.

Recensione

Il terzo volume dei Cazalet abbraccia gli eventi che si verificano durante i tre anni, dal 1942 al 1945. Sono gli anni in cui l’Asse sembra avanzare sullo scacchiere bellico ma poi si passa al contrattacco nel 43 e via via fino alla resa di Hitler. La famiglia Cazalet viene coinvolta in queste vicende e l’autrice ce ne presenta i vari membri in preda a quello che è il titolo, la confusione. La morte di Sybil ha sconvolto un po’ tutti, inoltre Louise è in crisi per il matrimonio e per l’invadenza della suocera, la madre Villy è in crisi per la sua relazione con Lorenzo è il marito Edward per il suo rapporto con l’amante storica Diana. Clary ePolly sono terribilmente incerte sul loro futuro, anche la zia Rachel si sente inutile, non potendo partecipare allo sforzo bellico e restando inchiodata a casa a badare ai genitori e alla vecchia zia. Angela passa da un uomo ad un altro, mentre Zoe, che non sa se considerarsi vedova, ha un amante.

Lo stile semplice e piano dell’autrice ha reso accattivante anche la lettura di questo terzo volume, che somiglia alla serie televisiva Downton Abbey ma solo in parte, perché la servitù in questa famiglia ha molto meno spazio rispetto a quello che aveva nella serie suddetta: la cuoca, l’autista, il giardiniere sono solo delle figure marginali e di secondo piano. Al centro di tutto c’è questa grande famiglia allargata, con i bambini che ormai sono cresciuti e hanno trovato ognuno la propria strada, con i figli del patriarca che sono alle prese chi con la vedovanza chi con una relazione troppo ingombrante, il Generale è sempre più fragile e la duchessa si difende come può dai colpi del tempo.

Il personaggio che più mi ha impressionato è lo Wiz, la primogenita di Willy ed Edward, che sognava di fare l’attrice ma poi a causa della guerra abbandonato il party il suo sogno e poi ho conosciuto Michael, un pittore molto più grande di lei, di cui si innamora perdutamente. L’improvviso matrimonio con Michael la destabilizza, perché lei non è sicura completamente di quello che sta per fare e poi viene catapultata in una famiglia in cui la suocera è una persona molto invadente e dispotica. Ma presto il matrimonio le verrà annoia anche a causa della prolungata assenza del marito impegnato nei combattimenti e quindi sarà facile per lei trovare dei diversivi.

«E allora ti ha fatto la proposta?».

«Sì».

«E tu hai risposto di sì?».

«Sì».

«Sei felice?».

«Felice? Non lo so. Sì, più o meno…».”

Il commento di Stella era stato: «Certo, è per questo che Shakespeare e Čechov sono gli unici drammaturghi di genio. I loro personaggi somigliano a delle uova. Da qualunque angolazione uno li guardi non sono mai piatti, ma nascondono sempre qualcosa di misterioso, dietro un angolo che non è nemmeno un angolo… eppure allo stesso tempo è sempre possibile immaginarne la forma intera…».

Lei invece, che non era nemmeno un personaggio fittizio, non si sentiva per niente come un uovo; si sentiva piuttosto come un tassello di un mosaico insensato o come la tessera di un complicatissimo puzzle. Non era una persona con tratti definiti; anche i pezzi spaiati di quel mosaico, o puzzle che fosse, non li sentiva come appartenenti a sé ma come una serie di piccoli ruoli a cui si era abituata e che riusciva a interpretare in maniera convincente.

A volte si sentiva come l’accessorio di un gioco di prestigio, il coniglio bianco che lui, con grande abilità, faceva apparire dal nulla. Mrs Hadleigh sembrava esistere solo in presenza di altre persone.

La guerra fa da sottofondo continuo alle vicende dei protagonisti, ricorre molto spesso nelle loro chiacchierate, nelle loro ansie, nelle loro paure, nel loro desiderio di tornare ad una normalità che è stata quasi dimenticata. Poi alcuni personaggi sono coinvolti in prima persona nella guerra, per esempio il marito di Louise, il marito di Nora e l’amante di Zoe.

Un’ennesima prova di come l’autrice riesca a tenere desta a lungo l’attenzione del lettore.

Estratti

Poi le venne in mente che forse non voler pensare a una cosa era brutto quanto non volerne parlare, e lei di certo non voleva seguire le orme della sua ipocrita famiglia che, così le pareva, stava facendo di tutto per continuare a vivere come se niente fosse successo.

Dopo che se ne fu andato e che il treno si fu avviato lentamente lungo il ponte, si mise a guardare fuori dal finestrino (nel frattempo nel suo vagone erano saliti altri passeggeri) tentando di districare il groviglio di sentimenti che provava nei confronti di Edward. Risentimento e anche rabbia, al pensiero di dover mettere al mondo quel figlio senza il suo aperto sostegno, di dover patire tante ristrettezze, di dover cercare un posto dove stare, un posto dove sistemare se stessa e quattro figli: già non aveva idea di come pagare le rette scolastiche per i primi tre, figurarsi poi il quarto”

“Lo amava, e questo era tutto ciò che era disposta a tenere in considerazione.”

L’intimo convincimento che l’aveva sempre afflitta – che la sua vita fosse una specie di tragedia intorno a un elemento mancante – tornò a tormentarla con tutta la sua forza spaventosa e a lei fin troppo nota. Una cosa era essere innamorati l’uno dell’altra e dovervi rinunciare, tutt’altra era scoprire che la disparità tra i reciproci sentimenti era tale da escludere l’amore, almeno come lei lo concepiva. Ora le era chiaro che lui aveva provato solo attrazione fisica, una debolezza che sapeva comune a molti uomini ma da cui lei, Villy, era completamente immune.

3 pensieri riguardo “Recensione. Confusione. La saga dei Cazalet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...