La gemella sbagliata

Ann Morgan

Edizioni Piemme

Pagine 392

Prezzo 19,50 €, eBook 6,99 €

Immaginate due gemelle di 6 anni fisicamente identiche, Helen ed Ellie. La prima è più sveglia e intelligente, l’altra è un po’ lenta in alcune cose e la sorella se ne approfitta per metterla in imbarazzo. La madre delle bambine alterna giornate nere ad altre grigie, soprattutto dopo che il padre ha preso quella che tutti chiamano la Terribile Decisione, che all’inizio sembra il divorzio ma poi pian piano si scopre essere un suicidio.

Un giorno le sue bambine si scambiano per gioco e una vicina di casa non se ne accorge, continuano con lo scherzo anche a casa e nemmeno la madre le riconosce. Allora Helen ammonisce Ellie che il gioco sta per finire e che dal giorno successivo tutto tornerà come prima … invece Ellie continua a far finta di essere Helen e le riesce anche bene, tanto che tutti ci cascano. Per Helen inizia una vita d’inferno: va in crisi, perde le sue amiche, in aula viene messa in disparte con l’insegnante di sostegno e passa le ore a disegnare, comincia ad avere degli incontrollabili attacchi di rabbia che la portano ad essere violenta e sente delle voci che le parlano.

Mentre la finta Helen ha sempre più successo nella vita privata e professionale, la vera Helen, che nel corso del libro viene chiamata Smudge, precipita in un baratro di degrado e squallore finché il cognato la cerca per dirle che sua sorella è in coma a causa di un incidente e le chiede di andare a farle visita.

Il passato e il presente si avvicendano nei capitoli del libro con un ritmo serrato e uno stile rapido e chiaro. Tutto quello che Smudge ha passato è agghiacciante e solo in parte, alla fine, il destino la risarcirà per tutto il male che ha subito, ma non potrà più ridarle la vita di menzogna che è stata costretta a vivere.

L’unica cosa che l’ha fatta sopravvivere, in alcuni momenti di lucidità, è stata la sua passione per l’arte, la sua capacità di esprimersi attraverso linee e colori, la possibilità di tirare fuori i suoi mostri e di fissarli sulla carta.

Il libro della Morgan apre una riflessione sulla parte, anzi sulle parti che ognuno di noi recita ogni giorno, costretti a ricoprire dei ruoli a seconda delle circostanze e a non essere mai fino in fondo noi stessi. Siamo troppo presi a soddisfare le aspettative che gli altri hanno nei nostri confronti che non ci accorgiamo che finiamo per tradire la nostra parte più vera, facciamo e diciamo ciò che gli altri si aspettano da noi e a volte rimuoviamo nel profondo le nostre esigenze e le nostre opinioni, solo per essere accettati, per non essere emarginati, allontanati dalla comunità. Ma tutto questo sacrificio prima o poi si farà sentire e farà crollare tutto il fragilissimo castello di carta che ci siamo costruiti attorno.

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