Segnalazione. Tutta colpa del COVID e dell’amore

Sinossi ufficiale

Del corona virus sappiamo già tutto, ma non dell’intricata vicenda sentimentale e familiare di Sveva che inizia proprio durante il lock down, in un palazzo al centro di Roma. Una città eterna e silenziosa, le strade deserte, le piazze vuote e l’aria riempita solo dallo scrosciare delle fontane. Sveva Weber, venticinquenne romana, osserva l’immutabilità del mondo intorno: i giorni si allungano in una Roma deserta e spettrale, resa immobile dal virus che dilaga, fino ad un passo da lei. I ricordi di una quotidianità lontana che dava per scontata, si intrecciano ai giorni grigi della pandemia, finché la routine diventa claustrofobica e la paura si tramuta in rabbia, quando si tratta di rimandare i progetti di vita con il suo fidanzato Tommy. La solitudine e la malinconia, a poco a poco, la spingono a vivere un’esperienza sorprendente, che non avrebbe mai pensato potesse appartenerle, fatta di sguardi fugaci e nascondigli in penombra. E allora la trasgressione, la disobbedienza alle regole e la passione, la trascinano in un vortice che la spinge a mettere in discussione tutti i suoi piani, in un limbo incerto di emozioni sconosciute che sono più forti perfino della ragione e della logica. L’amore è imprevedibile ma la vita lo è ancora di più: le certezze continuano a sgretolarsi tra le sue mani e la convivenza forzata con la sua famiglia le permette di scoprire lati nascosti di ciascuno dei suoi cari. Gli anni passano, il virus è solo un brutto ricordo, ma i tormenti e le inquietudini sfociate nei giorni dell’epidemia, si affacciano ogni notte prepotentemente. E’ la versione romanzata di una tragedia a cui tutti abbiamo assistito come fosse una guerra, è un romanzo sull’amore, sull’adolescenza dell’età adulta, sul cambiamento, sulla scoperta, sulla metamorfosi, sui sogni e sulle illusioni, sui desideri e sul destino che proviamo ad ostacolare con forza. La verità è che ci accorgiamo di ciò che abbiamo solo quando stiamo per perderlo o lo abbiamo già perso, in ogni caso troppo tardi. Ma…andrà tutto bene, quasi sempre.

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