Novità editoriali Kimerik

Il sentimento e la follia sono spesso molto vicini e il confine è talvolta così labile da non riuscire a contenerne i margini. Succede quindi che le emozioni si mischiano, si confondono senza più essere riconoscibili. Una contrapposizione tra morte e vita, amore e odio, razionalità e follia, paura e determinazione. Un romanzo accattivante che svela al lettore le sue intenzioni sapientemente. 

Simone Perrone è il nome di battesimo del cantautore Blumosso. È conosciuto al pubblico soprattutto per la sua attività musicale e per il disco In un baule di personalità multiple, pubblicato nel 2018. Schiena cucita è il suo secondo romanzo.

Non, Je ne regrette rien, cantava Édith Piaf. E non possono esserci altre parole per descrivere appieno la protagonista di questo romanzo, Jeanne: una donna controcorrente, coraggiosa, libera, passionale. La sua vita è un’altalena che oscilla tra amore e morte. Eppure, non rimpiange nulla e prosegue a testa alta per la sua strada. La penna di Elvira Trap è schietta e grintosa, esattamente come il suo personaggio. 

Elvira Trap, pseudonimo di Valeria Prat, nasce a Genova nel 1952. Esordisce nel 2019 con il romanzo A volte basta una piuma, premiato al concorso nazionale Raffaele Crovi .

Stefania Vitelli, con i suoi versi, ci apre il mondo della sua sensibilità, consentendoci di guardare, attraverso i suoi occhi di poetessa, una realtà sempre più indecifrabile, che ci atterrisce con la sua assordante confusione, lasciandoci spesso interdetti e passivi, in desolante sconforto. In queste pagine, nell’alternarsi di parole e versi, quello che si presenta ai nostri occhi è un viaggio di ricerca, a volte doloroso, dentro i misteri del nostro vivere, le verità che possano dare risposte alle eterne domande che ci affliggono.

Motel Insonnia parking evoca l’ossimoro imperante del mondo attuale, ove non dormire è diventato un dovere, un must dettato dalla moda, che ci induce a essere sempre pronti, connessi sui social, smaniosi di caricare un nuovo selfie da commentare con l’ennesimo inutile post. In tale contesto, Barbara Appiano permette ai lettori di osservare questa realtà in modo diverso, affinché comprendiamo come la velocità, enfatizzata dall’abuso della lingua inglese, ci abbia abituati a vivere in maniera distorta, considerando non la nostra essenza, bensì il riflesso di un essere incapace di autodefinirsi. 

Barbara Appiano è un fenomeno letterario. Una penna fulminea che passa da temi sociali diversi sempre con la stessa passione e immaginazione. Scrittrice prolifica con una penna ad alta velocità di scrittura, riunisce nella parola immaginazione evocazione emozione, senso storico e ricerca costante della verità. Artista di grande spessore avulsa ai riflettori, si smarca da ogni tipo di etichetta. Dopo un percorso lavorativo in una multinazionale tedesca in cui si è occupata di marketing di prodotto, ha virato come è nel suo stile nel mondo della scrittura producendo senza sosta cultura.

Una storia familiare che assume i tratti del romanzo di formazione in cui si narra la vicenda di Ugo, un giovane pugliese che si mette alla ricerca delle proprie origini in Canada. La motivazione del viaggio è la nascita del figlio Damiano, un evento che lo travolgerà letteralmente. È proprio il colore della pelle di Damiano che, lungi dal suscitare reazioni razziste e discriminatorie, è motivo di acquisizione di identità, espediente per la rivelazione di legami di “sangue” inaspettati. Ugo, infatti, scoprirà di avere un padre, Robert, che invece credeva morto, e un fratello gemello di nome Rafael di cui ignorava l’esistenza. La venuta al mondo del figlio ha con sé una forza motrice tale da condurre il protagonista a far pace con se stesso, a mettere in ordine la propria vita, riscoprendosi come mai prima era accaduto. Molto interessante è la struttura narrativa del testo che, per la sua agilità, sembra assimilabile a un copione teatrale. In contrapposizione alla semplicità strutturale vi è la presenza di una serie di tematiche tanto attuali quanto interessanti, quali per esempio quelle legate alla famiglia e ai rapporti interni a essa, che sono affrontate dall’autore con un approccio lieve e a tratti ironico, ma mai banale. L’opera si avvale altresì della Prefazione di Marco Gatto, docente di Teoria della letteratura e critico letterario. 

Note autore: Salvatore Manni nasce a Toronto nel 1962, ma vanta origini italiane da parte di entrambi i genitori. Cresciuto e vissuto nella grande metropoli canadese e in particolar modo nella vivace Little Italy, ha poi studiato Scienze politiche alla York University, rimanendo sempre attivo nella vita politica e sociale italo-canadese. Non trascurando le sue radici, ha sempre viaggiato per l’Italia, dove attualmente vive, trasferendosi definitivamente a Roma al suo cinquantesimo anno di età. Attualmente è insegnante di Inglese nelle scuole primarie e secondarie. Rasta Pasta è il suo romanzo d’esordio

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