Recensione. E verrà un altro inverno

Sinossi ufficiale

Bruno Manera e Federica Pesenti sembrano una coppia felice. Lui è un ricco cinquantenne, lei di anni ne ha trentacinque ed è l’erede di una dinastia di imprenditori della “valle”, operoso distretto del Settentrione dove dominano i maggiorenti, l’élite dei capitani d’industria che ha costruito l’ordine del duro lavoro per tanti, del profitto per pochi e delle menzogne per tutti. Su insistenza di Federica, Bruno accetta di trasferirsi in paese, varcando la frontiera invisibile della provincia profonda. Ma quando Manera comincia a subire una serie di gravi atti intimidatori, la situazione precipita. Ad aiutarlo c’è solo Manlio Giavazzi, un vigilante dalla vita sfortunata, convinto che certe faccende vadano risolte tra paesani. Poi il caso gioca un tiro mancino e in una girandola di fulminanti colpi di scena scivoliamo nelle pieghe di un mondo marcio – il nostro – in cui l’amicizia è il vincolo di un’associazione a delinquere, l’amore una speculazione, il matrimonio un campo di battaglia, la solidarietà tra conterranei un patto d’omertà e la famiglia una connection criminale. Massimo Carlotto strappa la maschera a personaggi avvelenati dagli inganni delle loro doppie vite, perché l’avversario è chi ti dorme accanto e il nemico è colui di cui ti fidi. Nel segno della fatalità sovverte la logica del poliziesco, mostrando senza reticenze la ferocia inconfessabile della brava gente e inchiodandoci all’enigma che nessuna detection può risolvere: il mistero di chi siamo davvero.

Recensione

Non avevo mai letto un libro di questo autore e devo dire che ne sono rimasta piacevolmente sorpresa.

Carlotto ha ambientato il suo libro in una valle non meglio identificata dove i magggiorenti, cioè le famiglie più ricche, controllano tutto e gli altri sono destinati ad essere semplici spettatori delle loro imprese. Federica Pesenti appartiene ad una ricca famiglia caduta in disgrazia che sposa un uomo molto più vecchio di lui, Bruno Manera, che sarà vittima di alcune aggressioni e infine sarà ucciso nella sua villetta. Dietro queste azioni si pensa ci siano dei killer venuti da fuori ma la realtà è molto più complessa di quel che sembra: intrighi, vecchi rancori, voglia di emergere, desiderio di riscatto sociale sono i moventi delle azioni intimidatorie e del delitto in un ambiente dove si cerca di “risolvere tutto tra paesani” e dove sprovveduti poveri diavoli si improvvisano assassini e finiscono per tradirsi e rimanere invischiati in situazioni difficili da gestire.

La lettura scorre veloce e il libro si finisce tutto d’un fiato, complici tutta una serie di colpi di scena che ci sorprendono e ci conquistano.

La scrittura di Carlotto è fluida e accattivante, i suoi personaggi imprevedibili perché sono persone comunissime, dalle quali non ci si aspetterebbe tanta crudeltà o mancanza di scrupoli.

Una lettura che mi ha incuriosito talmente tanto che voglio scoprire altri titoli dello stesso autore

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