Recensione. La bellezza del vuoto

Giulia Calligola

Pagine 531

Prezzo

Sinossi ufficiale

Cicero è un assassino professionista, profondamente devoto al lavoro e alla Dea nel cui nome lo pratica. Sa quello che fa, come deve farlo, e sa anche trovare il divertente nel suo lavoro. Alcuni potrebbero definirlo pazzo, ma lui non è dello stesso avviso: semplicemente, sa vedere l’ironia, sia nella vita che nella morte.Tuttavia, quando la Congrega cui è affiliato gli affida un nuovo contratto, le cose precipitano.Sembra un incarico facile: uccidere una donna sola, giovane, timida e povera… almeno finché Cicero non la guarda negli occhi e vede il Vuoto. Chi può voler morta una creatura all’apparenza tanto insignificante? Perché questa giovane assomiglia tanto alla Dea? Ma, soprattutto, riuscirà Cicero a compiere il suo dovere, sebbene gli occhi ciechi di lei gli frenino la mano?”La Bellezza del Vuoto” è un romanzo introspettivo, fortemente incentrato sui dialoghi e sull’evoluzione interiore dei personaggi, così da andare a fondo nella psicologia di un assassino e di una vittima mancata. Una storia che tratta argomenti forti nel modo più logico possibile, e che va a toccare temi quali la ricerca della libertà, il confronto tra culture diverse, l’eterna battaglia alla malattia mentale e fisica, la scoperta della sessualità e l’accettazione della morte. Certamente da non perdere per chi ama il genere introspettivo, letterario, e pur tuttavia con ambientazione fantasy e un certo gusto per l’umorismo nero.

Recensione

Cicero e Morrigan sono una copia stranissima: lui assassino al servizio della Grande Madre Selene, lei una povera ragazza cieca che deve essere uccisa da Cicero.

Quest’ultimo è un personaggio assurdo, parla di se stesso in terza persona, fa dei ragionamenti contorti e ha una tale dialettica che quasi riesce a convincerci della validità dei suoi ragionamenti. Il suo scopo è uccidere le persone e consegnarne a Selene, regina del Vuoto e moglie di Helios.

“Cicero ti ha già detto qual è la tua gabbia, piccolo corvo, e non è la cecità.” Lei iniziò a balbettare, le sopracciglia spioventi, come a chiedere pietà. “Come fai a saperlo? Non mi conosci.” “Cicero conosce tutti, tutti i tipi umani, e sa che tutti hanno una gabbia. Finché non la si apre non si può vivere. E tu ti guardi bene dall’aprirla, perché nemmeno sai che c’è. Voli in tondo, in tondo, in tondo e non capisci che sei incatenata.” “Cosa… cosa stai cercando di dire?” “Che la tua gabbia è la paura, piccolo corvo. Hai talmente tanta paura di non farcela che neanche ci provi. Come le scale: quelle maledette scale! Ah! Le fai da tutta la vita, sono sempre le stesse da decenni. Perché vai così lenta?” “Perché non le ve…” “Non hai bisogno di vederle, sai che ci sono!” gridò, “Neanche Cicero vedrà mai la Madre, ma sa che esiste!”

Morrigan all’inizio è debole e impacciata ma stando vicino a Cicero cresce e diventa più sicura di se’. Impara a mettere un piede davanti all’altro senza sentirsi sempre mancare ad ogni passo , ad avere più fiducia nelle sue capacità e nei suoi sensi, a non avere rimorsi per quello che ha commesso in passato.

Un romanzo che scava a fondo nell’anima dei personaggi, che ce lì rende vicini, dandoci la sensazione di essere nella loro mente, di riuscire a prevedere le loro mosse o addirittura i loro pensieri. Un fantasy che si tinge di black humour molto godibile.

Estratti

Il Vuoto è solo Vuoto. […] Le teorie sull’aldilà sono varie nel continente di Euronia: alcuni credono nella reincarnazione, altri nelrestituire l’energia alla terra; molti credono nel concetto immortale dell’anima, e quindi hanno abbracciato la teoria di una vitaseconda, che potrebbe essere nei Campi Elisi, o nell’Iride di Baast, o ancora nel Valhalla, il paradiso dei valenti uomini del nord. […] Di tutte le realtà ultraterrene cui credono i mortali, tuttavia, nessuna è più inquietante del Vuoto. Un mondo che non è un mondo, un aldilà che esiste senza esistere, retto da una Dea che non è una Dea: Selene, i cui occhi sono le lune che si affacciano sul mondo. Lei è la Grande Madre della Morte, la genitrice del Nulla,una dei due grandi contrappesi dell’universo, la forza primaria che cancella tutto, persino sé stessa.

“Certo che fa male, piccolo corvo. Ma è la vita stessa a fare male. Il dolore è solo una delle tante cose da abbracciare e amare, per evitare di averlo come nemico.”

“E allora in cosa dovrei credere?” “Oh, tu appartieni al Vuoto, mia cara. Tu, tua madre… tutti quanti.” “Ah, quindi il Vuoto è il tuo paradiso?” Cicero ridacchiò. “Ah, no! Il Vuoto non è un paradiso! Il Vuoto è solo Vuoto, e basta!” “E allora cosa cambia rispetto a Helheimr? Perché dovrei preferire andare nel Vuoto?” Cicero sospirò, preparando aria per un discorso orgoglioso e altisonante. “Perché il Vuoto è un giusto compromesso. Accoglie tutti e tratta tutti allo stesso modo. Non lascia indietro nessuno, non giudica, non premia come il Valhalla, ma nemmeno punisce come Hel. Non è niente di diverso che la vita terrena. Il Vuoto è equilibrato e non ti farebbe mai, mai sentire in colpa o inferiore per la tua malattia. L’unica cosa che pretende da te è saper accoglierlo.”

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