Recensione. Il ritrattista di nudi

Sinossi ufficiale

Una mattina Jaime lascia Siviglia e la donna che ama, Rosalia, per intraprendere un viaggio di cui conosce solo la meta finale: Ancona. Qui la sua vita cambia per sempre quando la contessa Ameliya di Teschen in Ferretti, ormai vedova da qualche tempo, decide di ospitarlo presso la sua villa come fosse un figlio, per poi lasciargli in eredità tutto ciò che possiede. Con questa fortuna Jaime decide quindi di viaggiare e conoscere il mondo, ma solo grazie ai racconti delle donne che ritrae, nude. L’intervista con il ritrattista di nudi, per il giornalista Ludovico Bonelli, non poteva che essere l’occasione da cogliere, ma la storia si rivelerà più grande di lui. Sarà infatti proprio Ludovico, insieme alla sua co-worker Elisabetta, a scoprire la vera storia del “ritrattista di nudi”, scorgendo un filo che sembra legare ogni personaggio della vicenda.

Recensione

Il libro che ho letto stavolta, grazie alla collaborazione con il suo autore, è ambientato nella mia regione, le Marche, in particolare nel suo capoluogo, Ancona. Ludovico, un giovane giornalista incontra uno degli uomini più chiacchierati della città, il pittore spagnolo Jaime, che ha lasciato Siviglia per la città dorica e che qui ha conosciuto una vecchia contessa che l’ha accolto in casa sua e che le ha lasciato tutto il suo patrimonio. il pittore spagnolo però ha deciso di non vivere di rendita ma di continuare a dipingere e di conoscere il mondo attraverso gli occhi delle donne, perché essi hanno una prospettiva diversa e sicuramente migliore rispetto a quella degli uomini. Ad un certo punto la villa in cui vive Jaime brucia e di lui non resta alcuna traccia. Prima di sparire però ha lasciato a Ludovico un’intervista registrata in cui gli racconta solo una piccola parte della sua vita e una serie di lettere, che il giornalista dovrà aprire solo se a Jaime succederà qualcosa. È così che Ludovico e la sua amica Elisabetta cominceranno a leggere queste lettere e a cercare di fare chiarezza nel mistero della scomparsa del pittore spagnolo.

Mi è piaciuto l’espediente delle lettere contenute nel racconto perché sono lo spunto per fare delle riflessioni su tematiche importanti, come i rapporti fra culture diverse, la ricerca della felicità, la politica, la visione della storia, il significato della vita. E soprattutto mi è piaciuto che a fare queste riflessioni siano state delle giovani donne che come detto in precedenza hanno un punto di vista diversi da quello degli uomini, una visione più ampia e forse più giusta delle cose e delmondo.

Apprezzabile anche la descrizione della città di Ancona, dei suoi luoghi più emblematici come monumenti o spiagge che ovviamente ho riconosciuto e che hanno fatto perfettamente da sfondo al racconto in prima persona del protagonista Ludovico.

Unica nota dolente: il finale. Mi sarei aspettata una conclusione meno spiazzante e più credibile, mi è sembrata un po’ forzata, ma nel complesso la lettura è stata piacevole.

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