Recensione. La biblioteca dei sussurri

Sinossi ufficiale

Torino, anni Settanta. Dora vive in una casa sul fiume insieme alla sua numerosa famiglia, chiassosa e stravagante. Le giornate trascorrono secondo regole bizzarre finché un giorno questo strano equilibrio viene incrinato dal lutto. La casa di colpo si fa triste e silenziosa, ma, altrettanto improvvisamente, Dora inizia a sentire rumori sinistri. Per sfuggire a questa atmosfera opprimente, la bambina trova rifugio in un luogo dove il silenzio regna sovrano ma la quiete non è espressione di malinconia bensì di rispetto e raccoglimento: la biblioteca. Qui Dora farà la conoscenza del “lettore centenario”, l’avvocato Ferro, che ha dedicato l’intera esistenza ai libri e che decide di prendere la ragazzina sotto la sua ala per educarla al piacere della lettura. Ma crescere non è facile e la vita di Dora prenderà pieghe inaspettate tra smarrimento e segreti che riaffiorano dal passato mentre la sua famiglia si divide inevitabilmente e la casa sul fiume diventa solo un ricordo.
Un romanzo di formazione in cui l’amore per i libri aiuterà la protagonista a trovare il suo posto nel mondo. Una caccia al tesoro letteraria sulle tracce dei ricordi dell’infanzia.

Recensione

Adoro i libri che parlano di libri e di lettura e questo di Desy Icardi è uno dei più suggestivi che io abbia letto

Il racconto si basa sul contrasto tra rumore e silenzio: la piccola Dora abita in una casa dove tutti sbattono porte e ante dei pensili, dove il rumore dei passi rimbomba per le stanze, perciò si rifugia in una biblioteca dove il silenzio regna sovrano e dove conosce un lettore appassionato, l’avvocato Ferro, che la prende sotto la sua ala protettrice e la aiuta ad avvicinarsi alla lettura. Nel corso del racconto seguiamo le vicende della vita di Dora, la sua crescita come persona e come lettrice, i suoi drammi piccoli e grandi, le bugie, i dolori, le lezioni che la fanno maturare

I libri sono i suoi compagni di vita e questo mi ha fatto riflettere sul fatto che forse è proprio vero che spesso sono loro a sceglierci, che ci aiutano ad affrontare i periodi bui della nostra vita, che da loro possiamo prendere spunto per orientare le nostre decisioni.

«Nulla è per caso quando ci sono di mezzo i libri! Probabilmente è stato il libro a scegliere te. Non guardatemi così, mie care», disse notando i nostri sguardi sorpresi. «Tra lettori e libri si instaura una sorta di attrazione reciproca, un’affinità elettiva, per parafrasare il bel romanzo di Goethe. Il vero lettore talvolta entra in libreria per acquistare un certo titolo, poi però un altro libro lo chiama da uno scaffale. I libri hanno una voce e quando la si sente conviene badarle, perché il libro che ci chiama è certamente quello del quale in quel momento abbiamo più bisogno».

Le perle di saggezza che l’avvocato Ferro dispensa alla piccola Dora sono assolutamente straordinarie e soprattutto riesce a consigliarle delle letture che le saranno di conforto e di aiuto, che le insegneranno ad affrontare i problemi che la vita le riserverà, perché ogni volta che dovrà risolvere una questione potrà pensare a come si sono comportati i protagonisti dei libri che ha letto vivendo circostanze simili a quelle in cui si è trovata lei. Perché è come sostiene Eco: “chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposo’ Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… perché la lettura è un’immortalità all’indietro”

“L’infanzia però è una malattia curabile dalla quale presto guarirai e, una volta che te ne sarai sbarazzata, sarai libera di prendere le tue decisioni. Ti accorgerai, tuttavia, che non è affatto facile decidere per se stessi, motivo per il quale molti adulti non sanno prendere alcuna decisione se non quella di non decidere affatto; ma tu non infoltirai quel triste gregge, amica mia, perché sei una lettrice e i lettori sanno bene che senza prendere posizione il flusso narrativo si interrompe. Noi lettori abbiamo una grande fortuna», riprese dopo alcuni profondi colpi di tosse. «Leggendo possiamo vivere molte vite e avvantaggiarci delle esperienze di infiniti personaggi. Noi lettori non ci lasciamo turbare dagli eventi, perché sappiamo cos’è un colpo di scena e quanto sia importante per dare ritmo a una storia; siamo in grado di sostenere ogni fardello perché ci siamo allenati facendoci carico di quelli dei personaggi che abbiamo amato: conosciamo la disperazione del giovane Werther, il senso di inadeguatezza di Jane Eyre e la noia di Emma Bovary. Noi lettori sappiamo fronteggiare ogni problema, perché l’abbiamo già affrontato seguendo la scia d’inchiostro tracciata dai grandi autori del passato».

Una lettura meravigliosa, la conferma del talento narrativo della Icardi!

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