Recensione. Senza paura

Sinossi ufficiale

Senza paura è ispirato alla storia di Ciro Esposito, il ragazzo ucciso nei pressi dello Stadio Olimpico di Roma il 3 maggio 2014, prima della finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina. È un romanzo che si legge tutto d’un fiato, che scuote e commuove profondamente, nel quale le perverse dinamiche che culminarono in un assassinio e le ombre dell’inchiesta su ”Mafia Capitale” si fondono in un contesto completamente reinventato. Così la storia di Bruno, il ragazzo protagonista, prende corpo nel pieno della sua tormentata adolescenza, segnata dalla prematura morte della madre e sospesa tra l’amore per la bellissima Na’weh – una giovane straniera cresciuta in Italia, che si ostina a difendere la purezza dei valori dello sport – e il rapporto controverso che lo lega a suo padre, Antonio – un ultrà, un malato di pallone, un uomo che vive nella sua folle normalità tutto il degrado cui può condurre un’insana passione per il calcio. Ma si andrà ancora oltre e padre e figlio affronteranno chi vive il tifo come un fondamentalismo religioso e odia l’avversario al punto da volerlo morto. Nella ricerca ostinata dell’amore del padre, Bruno e Antonio arriveranno allo scontro aperto, ma, alla fine, nell’ora della verità, si ritroveranno a lottare fianco a fianco, insieme nel momento più difficile. Voce narrante della vicenda è il nonno di Bruno, che ha imparato a odiare il calcio e che nasconde ostinatamente un piccolo ma atroce segreto: ed è lui, forse più degli altri, che sente di essere artefice di un destino al quale è tuttavia impossibile sfuggire.

Recensione

Un nonno, un genero e un nipote: tra di loro un legame che si è spezzato con la morte della madre del ragazzo che ha lasciato dietro di se’ un grande vuoto.

Dalle parole del nonno vediamo crescere il nipote e conosciamo la passione sfrenata del genero per il calcio, nel suo ruolo di capo degli ultrà del Napoli. Una passione sfrenata che diventa sregolatezza e violenza, sfogo e irrazionalità, malattia e mancanza di amore.

Con una prosa scorrevole e chiara, seguiamo le vicende di questa famiglia sfortunata che è passata attraverso lutti e dolori e che grazie al nonno – narratore è rimasta in piedi, percorriamo le vicende di tre generazioni che si allontanano e si riavvicinano, che cercano un modo per comunicare, che non si arrendono di fronte alla ferocia di certi comportamenti aberranti, che nascondono segreti e rimpianti.

Una lettura sul mondo del calcio ma soprattutto sugli affetti e le relazioni

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