Recensione. Il purgatorio dell’angelo. Confessioni per il commissario Ricciardi

Sinossi ufficiale

A Posillipo, in riva al mare, viene trovato il cadavere di un anziano prete. Padre Angelo era per tutti un santo, eppure qualcuno lo ha ucciso. Non sarà un caso di facile soluzione per Ricciardi, la cui stessa vita, del resto, è sempre più complicata. Ora lui ed Enrica si frequentano e Luigi Alfredo non potrà continuare a nasconderle la ragione che tanto a lungo li ha tenuti separati. Sarà perché è maggio e nell’aria c’è un’energia particolare, sarà perché la vittima dell’omicidio su cui indaga era un confessore, ma per il commissario è arrivato il momento di dire la verità.

Recensione

“Ci pensate? Uno nasce, lavora e muore. E nel mondo non rimane nessuna traccia di lui. Io questo dicevo ad Angelo, sempre. È tutto un purgatorio, non credete? “

L’omicidio di padre Angelo, un veduta coito e benvoluto da tutti, confessore dell’alta società napoletana, è al centro di questa indagine di Ricciardi e del fedele Maione. Per di più l’idillio con Enrica sembra essersi spezzato definitivamente e ciò complica le cose .

Come sempre stato un piacere leggere le avventure del commissario uscito dalla penna di Maurizio de Giovanni, anche se questa lettura mi messo addosso un po’ di malinconia soprattutto perché mi sto avvicinando la fine della serie.Ricciardi ancora una volta si è rivelato un uomo dotato di un genio sopraffino, che riesce a tenere separata vita privata e vita professionale, che tenta di tenere a bada il fatto, come lo chiama lui, cioè la capacità di vedere coloro che hanno abbandonato questa vita in modo violento e di sentire i loro ultimi pensieri. La nuova indagine gli permette di riconfermare la sua convinzione che i delitti sono generati sempre solo da due cause: la fame o l’amore. Ed è proprio quest’ultimo a tormentarlo, perché sapendo di non poter offrire ad Enrica un futuro normale, fatto di una casa, una famiglia e dei figli, soffre terribilmente. La solitudine non lo spaventa, lo spaventa ancora di più la possibilità di tramandare la sua maledizione ai propri figli ed è per questo che finora ha deciso di tenersi alla larga da qualsiasi tipo di relazione.

“Signori’, per le cose si combatte. Si trova il coraggio e si combatte. Perché le cose, tutte le cose, quelle belle e quelle brutte, contano solo per quanto si è disposti a lottare. Cosí è. Dalla vita non si scappa, dalle avversità non si scappa. Figuratevi se si può scappare dall’amore.”

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