Recensione. Serenata senza nome. Notturno per il commissario Ricciardi

Sinossi ufficiale

Sono passati più di quindici anni da quando Vinnie Sannino è emigrato in America, imbarcandosi di nascosto su una nave. Là ha avuto successo, è diventato campione mondiale di pugilato nella categoria dei mediomassimi. Ma il suo ultimo avversario, un pugile di colore, è morto, e lui non se l’è più sentita di continuare. Adesso è tornato per inseguire l’amore mai dimenticato, Cettina, la ragazza che alla sua partenza aveva pianto disperata. La vita, però, è andata avanti anche per lei, che ora è donna e moglie. Vedova, anzi: perché il marito, un ricco commerciante, viene trovato morto. Qualcuno lo ha assassinato finendolo con un pugno alla tempia, simile a quello che, in una sera maledetta, Vinnie ha vibrato sul ring dall’altra parte del mondo. Per Ricciardi e Maione, e per i loro cuori, sarà davvero una brutta settimana di pioggia.

Recensione

Ricciardi ascoltava il dolore dei morti e non capiva i vivi e in questo episodio della serie a lui dedicata ha nella sua vita ben tre donne: la contessa di Roccaspina con la quale esce spesso in città per liberarsi da un’accusa di pederastia, la bella vedova Vezzi, Livia che non si è ancora arresa e la dolce Enrica che potrebbe non essere più disposta ad aspettare una sua mossa

Intanto l’indagine sulla morte di un noto commerciante lo tiene occupato insieme al fedele brigadiere Maione, alla ricerca della verità e guidato dal Fatto, la sua capacità di cogliere le ultime parole di chi lascia questo mondo in modo violento

Ricciardi è un personaggio sempre più affascinante, riservato, sempre tormentato dalla maledizione che ha in comune con la madre, troppo spaventato dal poter trasmettere questa sua caratteristica auguri suoi figli per avvicinarsi ad Enrica ma bisognoso comunque di amore e non indifferente al fascino delle donne che lo circondano. Il mistero che lo circonda lo trasforma in un uomo che tutti guardano con apprensione, alcuni suoi colleghi addirittura pensano che porti sfortuna è non osano guardarlo negli occhi; il vicequestore Garzo me è quasi intimorito ma non può no apprezzarne le doti lavorative che lo portano a scoprire sempre la verità.

Sempre più soddisfatta da questa serie

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