Recensione. Il senso del dolore. L’inverno del commissario Ricciardi

Sinossi ufficiale

Il talento infinito, l’amore del pubblico, la devozione delle donne, l’amicizia dei potenti: e Arnaldo Vezzi, il più grande tenore del suo tempo, crede di essere un dio. Quindi si prende quello che vuole, se ne serve e lo getta via; calpesta cuori e anime; deride, distrugge. Tutto deve essere suo, nulla gli si può rifiutare. Ma un dio può non essere immortale.

Recensione

“Vedeva i morti. Non tutti e non a lungo: solo quelli morti violentemente, e per un periodo di tempo che rifletteva l’estrema emozione, l’energia improvvisa dell’ultimo pensiero. Li vedeva come in una fotografia che fissava il momento in cui si era conclusa la loro esistenza, con i contorni che andavano man mano sbiadendo fino a scomparire: anzi, come in una pellicola, di quelle che aveva visto qualche volta al cinematografo, che però replicava sempre la stessa scena. L’immagine del morto con i segni delle ferite e l’espressione dell’ultimo attimo prima della fine; e le ultime parole, ripetute incessantemente, come a voler finire un lavoro cominciato dall’anima prima di essere strappata via.

Sentiva l’emozione, più di tutto: coglieva di volta in volta il dolore, la sorpresa, la rabbia, la malinconia. “

Il Fatto è la condanna di Ricciardi: vede i morti e ne percepisce i sentimenti e le ultime parole. Considerato strano dai sottoposti e dai superiori, risolve sempre i suoi casi insieme al fedele Maione. Inoltre il fatto ho ha insegnato che fame e amore sono la causa di ogni infamia, “in tutte le forme che possono assumere: orgoglio, potere, invidia, gelosia.”

Con lo sguardo verde cupo, la ciocca di capelli sul naso affilato, Ricciardi va avanti per la sua strada, da solo, senza un affetto, una compagna, avvolto da un alone di mistero e dolore che sono il suo tratto distintivo insieme ai suoi occhi febbrili e disincantati.

Dei libri di De Giovanni mi manca proprio la serie dei commissario Ricciardi e sono stata ben felice di averla iniziata: ho potuto conoscere un nuovo personaggio ligio al dovere, instancabile, profondo e molto sensibile, dall’animo solitario ma profondamente bisognoso d’amore, con occhi che vedono quello che agli altri sfugge.

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