Nuove uscite in libreria dal 18 al 24 aprile

Federico ha una vita di merda, un lavoro che odia, pochi soldi, sesso occasionale più o meno scadente e una storia d’amore complicata. Come molti altri trentenni. Frank Gramuglia racconta la sua storia in questo romanzo cinico, oltraggioso e politicamente scorretto, in cui si ride, ci si emoziona e, a volte, capita di ripensare a ogni scelta sbagliata che abbiamo fatto solo per noia o per abitudine.

«Pensavo che vorrei scappare in Thailandia, farmi una skinny teen di quelle che si vedono su YouPorn, portarla a Las Vegas, videochiamare mia madre e dirle: “Ciao, mamma, questa è mia moglie”, solo per vedere la faccia che fa. Pensavo che trovare un pretesto per litigare prima di partire per un lungo viaggio può aiutarti a sentire meno la mancanza della persona da cui ti separi. Pensavo che, comunque, non avrei mai il coraggio di andarmene da qui. Pensavo a quanti pochi uomini rifiuterebbero le donne che chiamano “amiche” se queste ultime gliela sbattessero esplicitamente in faccia. Pensavo che, quando ho poco tempo, mi piacerebbe entrare in camera e trovare Camille con i preliminari già fatti. Pensavo che se dovessimo fare la conta degli orgasmi ricevuti e procurati, Camille me ne dovrebbe un bel po’. Pensavo che disporre di molto denaro può facilitare i tradimenti. Pensavo che quando le persone ti piazzano lì una battuta, in realtà, spesso, stanno manifestando il loro vero pensiero. Pensavo che molte persone lavorano più tempo di quanto ne passino a dormire. Pensavo che “birra media” è un’espressione che uso spesso. Pensavo al mio timore che Camille possa lasciarmi per andare con uno più ricco. Pensavo che quando bevi e ti droghi per parcheggiare fuori la realtà, lei si fa sempre più famelica e più affamata. Pensavo che i soldi forniscono libertà; ma per avere i soldi bisogna lavorare, e il lavoro toglie la libertà.»

Il primo volume della nuova trilogia dell’autrice di RedBlue e Green.

A volte bisogna imparare a vedere le cose con occhi diversi. E un mondo nuovo si spalancherà davanti a te.

Quinn è cool, brillante e molto popolare tra i ragazzi. Matilda fa parte dell’odiatissima famiglia dei vicini di Quinn, ha una passione per i romanzi fantasy e non è chiaramente il suo tipo. Ma una notte succede una cosa pazzesca: Quinn viene aggredito per strada da esseri che non hanno nulla di umano e finisce in coma. Al suo risveglio si ritrova con qualche osso rotto e con una percezione della realtà molto particolare: vede teschi che gli sorridono e sente statue che gli parlano in versi. Difficile confidarsi con qualcuno, a meno che quel qualcuno non sia Matilda, una tipa di cui non gli importa nulla e che sua madre gli ha appioppato come «infermiera». E che comunque Quinn non intendeva catapultare in un’avventura piena di pericoli in un mondo parallelo a quello reale. Nè, tantomeno, pensava che si sarebbe innamorato perdutamente di lei…

Uno straordinario racconto di formazione, cinque meravigliosi romanzi per la più classica delle saghe Epic Fantasy.

Un gioiello magico dall’immenso potere. Un Dio avido condannato al sonno eterno, da cui il suo infame accolito tenta di destarlo. Un giovane orfano in una fattoria remota e una profezia enigmatica. Chi sarà a decidere il destino dell’universo?

Una coppia di nobili e il loro autista sono assassinati in un agguato. Il delitto rischia di avere gravi conseguenze politiche: tutto porta verso la pista socialista. Eppure qualcosa non torna. In particolare a Clara Simon, collaboratrice senza firma de «L’Unione». Clara è giovane, bella e ricca. Quello che non le perdonano a Cagliari è di essere per metà cinese e di voler diventare la prima giornalista investigativa italiana.

«L’ambientazione è originale e molto peculiare, i personaggi sono tanti e ognuno in possesso di una realistica e riconoscibile personalità. La storia si svolge in una Cagliari mai raccontata cosí» – Maurizio de Giovanni

Un sontuoso galà di beneficenza ha riunito tutta la buona società cagliaritana allo scopo di raccogliere fondi per i terremotati della Calabria. Vi prende parte anche Clara, la nipote del piú importante armatore dell’isola, per incontrare un funzionario dell’ambasciata italiana di rientro dalla Cina che potrebbe darle notizie di suo padre, disperso durante la rivolta dei Boxer. Tra gli ospiti, i chiacchierati Cabras, che tornando dalla festa sono assaliti e ammazzati. Si sospetta un omicidio politico: il barone era odiato per aver sempre trattato i suoi numerosi lavoratori con il pugno di ferro. Ma allora perché è stato ucciso pure l’autista? Sempre pronta a occuparsi dei piú deboli, e in pena anche per la sorte del giovane nipote dei baroni, verso cui prova un’immediata empatia (o forse qualcosa di piú), Clara non può evitare di indagare sul caso. Nell’atmosfera esotica della Cagliari del 1905, tra la necropoli punica e il porto, tra la comunità cinese della Marina e la malavita locale, scoprirà una verità sconcertante.

Pubblicato a puntate tra il 1950 e il 1951, e un anno dopo in volume, Quaderno proibito è considerato il capolavoro di Alba de Céspedes, un libro che è testimonianza storica di un’epoca e tributo a una generazione pre-femminista decisiva per tutte le rivoluzioni successive; ma soprattutto una magistrale prova letteraria capace di svelare l’identità, frammentata e mutevole, dell’essere umano.

«Ho fatto male a comperare questo quaderno, malissimo. Ma ormai è troppo tardi per rammaricarmene, il danno è fatto»: con queste parole inizia il suo diario Valeria Cossati, la protagonista di questo romanzo, una donna della classe media nell’Italia degli anni Cinquanta. Poco più di quarant’anni, due figli grandi, un marito disattento, un lavoro d’ufficio che svolge senza apparente passione, Valeria è assorbita dal ritmo “naturale” della quotidianità piccolo-borghese, schiacciata, senza quasi rendersene conto, tra i suoi ruoli di moglie, madre, impiegata. Un giorno però, colta da un impulso che a lei stessa appare irragionevole e inspiegabile, acquista un taccuino su cui comincia ad annotare fatti minuti e riflessioni. Nello spazio “proibito” della scrittura, Valeria scopre i conflitti sotterranei che pervadono la sua esistenza, le aspirazioni frustrate, i risentimenti nascosti; dà voce a una vita interiore da anni sopita, esprime una propria individualità, una precisa coscienza rivelata dai gesti e dai pensieri della vita quotidiana.

1915, non lontano da Erzerum, nell’Armenia turca: Araxie ha dieci anni quando, sotto ai suoi occhi, tre predoni curdi uccidono la madre e feriscono la sorellina Haïganouch, che perde la vista. Salvate dai miliziani armeni, le due piccole vengono ospitate dai loro parenti, ma per breve tempo: comincia infatti la deportazione degli armeni che, a Erzerum come altrove, sono costretti a rinunciare ai loro beni e ad abbandonare la loro terra. Deportate nel deserto di Deir ez-Zor e condannate a una morte atroce, le bambine riescono a salvarsi grazie a una vecchia insegnante che le prende sotto la sua ala. Quando poi un medico le compra come schiave per la figlia, le priva della libertà ma permette loro di sfuggire a una fine ineluttabile. Ma la Storia le getta ancora una volta nel caos: separate e spinte verso due capi del mondo opposti, Araxie e Haïganouch sopravvivranno alle guerre e ai tradimenti di un secolo crudele? Troveranno finalmente la pace? Muovendo dal racconto dell’infanzia della nonna, Manook tratteggia la tragica e appassionante odissea di due sorelle in fuga: uno struggente ritratto dei bambini della diaspora armena al quale fa da contorno una galleria di personaggi desiderosi di sottrarsi alla follia degli uomini.

Pensando al Rinascimento è probabile che vi vengano in mente lo splendore delle città, le opere sublimi, la magnificenza di signori e papi. Aprendo questo libro, mettete da parte ciò che sapete: verrete travolti dallo stupore. State per cominciare un viaggio nei meandri di un tempo imprevedibile, fatto di voli pindarici e cadute fragorose. Popolato di artisti strepitosi oggi dimenticati, contesse guerriere e frati ribelli. Al vostro fianco in questa avventura, ci saranno due giganti della storia dell’arte destinati a odiarsi per tutta la vita, Leonardo e Michelangelo, la cui rivalità vi accompagnerà lungo il racconto. Entrambi toscani, geniali e precoci, non potrebbero essere più distanti: Michelangelo è capriccioso, perfezionista, trasandato nei modi ma determinato a farsi strada a colpi di scalpello; Leonardo è un uomo dai contorni sfumati, elegantissimo, non rispetta mai una consegna e, tra le tante mansioni, finisce persino a fare il musicista di corte. Perché questa è una storia con tappe straordinarie e inaspettate, tra buie botteghe d’arte e cappelle che esplodono di colore. Un’epoca in cui, come nelle vite di Leonardo e Michelangelo, non ci sono confini tra le luci e le ombre: l’ingegno solare dei gesti perfetti di un artista convive sempre con le tenebre dell’ossessione. Roberto Mercadini si conferma in queste pagine un narratore d’eccezione, che con una verve fuori dal comune sa far rivivere, scompigliati e umanissimi, i protagonisti del nostro passato e, attraverso scorci mai scontati, ci porta dritti al cuore di un tempo che non smetterà di sorprenderci.

Una giovane donna recentemente balzata alla ribalta per i suoi post virali sui social media viaggia in tutto il mondo per incontrare i suoi fan adoranti. La sua esistenza è ormai un’immersione totale nella navigazione online, nel nuovo linguaggio e negli usi e costumi di quello che lei chiama “il portale”. Nemmeno l’incombere di minacce esistenziali di enorme portata (il cambiamento climatico, il dilagare della precarietà economica, l’ascesa di un dittatore senza nome e un’epidemia di solitudine) è in grado di arrestare la valanga di immagini, dettagli e riferimenti che si accumulano per formare un paesaggio che è post-senso, post-ironia, post-tutto. “Siamo all’inferno?” si chiedono gli abitanti del portale. “Continueremo a fare questo fino alla morte?” Improvvisamente, due messaggi di sua madre bucano questa densa cortina di chiacchiericcio digitale: “Qualcosa è andato storto” e “Tra quanto riesci ad arrivare?”. Mentre la vita reale e la sua posta in gioco si scontrano con la crescente assurdità del portale, la protagonista si ritrova alle prese con un mondo che sembra contenere sia un’abbondanza di prove dell’esistenza di bontà, empatia e giustizia nell’universo, sia un diluvio di prove del contrario.

Firenze, 1504. A cinquantun anni, con addosso una corta tunica di colore rosato e un mantello di velluto verde, Leonardo da Vinci incarna in tutto e per tutto il rinomato artista che da Milano è piombato fra i tradizionalisti repubblicani fiorentini, con le loro vesti lunghe e semplici e i capelli tagliati corti. Nel suo studio, tra disegni sparpagliati ovunque, garzoni che macinano pigmenti, mecenati e muse scontente, prende vita, pennellata dopo pennellata, il ritratto di Lisa del Giocondo, la graziosa moglie di un mercante di sete. Ma la figura che affiora dalla tavola di pioppo, il suo sorriso, soprattutto, non hanno molto a che fare con la modella in posa davanti al ca – valletto. Come Prometeo, Leonardo ha infuso nella sua opera migliore il fuoco della vita, e ora Monna Lisa ha un’anima propria che le consente non solo di percepire tutto ciò che la circonda, ma anche di farsi sentire dal suo creatore, a cui la lega un amore assoluto. Per anni da Vinci e il suo dipinto peregrinano da una città all’altra, incapaci di vivere l’uno senza l’altro, fino a quando la morte dell’artista non giunge a separarli, lasciando l’opera in balia di un incerto destino. Cinquecento anni dopo, Monna Lisa osserva il mondo dalla sua prigione di vetro al Louvre, visitata ogni giorno da migliaia di turisti disposti a fare ore di coda solo per guardarla a bocca aperta. È considerata l’opera d’arte più celebre del mondo, ma nessuno conosce il segreto della sua esistenza. Eppure, le sue avventure meritano attenzione, poiché ha vissuto molte vite ed è stata amata da imperatori, re e ladri. È sopravvissuta a rapimenti e aggressioni, a una rivoluzione e due guerre mondiali. E ora vuole solo raccontare la sua storia, una storia di rivalità, intrighi e potere. Ma anche una grande storia d’amore, la storia di ciò che siamo disposti a fare per coloro che amiamo.

Sfuggito al Capitalismo, idolo dei guerriglieri in rivolta, un rampollo pacifista made in USA si trasforma in doppiogiochista. L’eroe perfetto del celebre film di Woody Allen: Il dittatore dello stato libero di Bananas.

Che ci fa su una strana isoletta in balia di una feroce dittatura l’erede di una ricca e onorata famiglia di Boston? Arthur “El Gavilan” – forzuto, candido rampollo – è convinto che CIA significhi Comitato Internazionale dell’Amicizia. El Toro, l’orribile tiranno, vorrebbe che si infiltrasse fra i ribelli, gli procurasse armi e segreti, per poi spedirlo al creatore. Ma le cose vanno in tutt’altro modo: Arthur, che punterebbe peraltro a un “sostanziale-rilancio dell’Agricoltura”, diviene una superstar fra i guerriglieri, di cui, ahinoi, spiffera a El Toro l’indicibile.

Sono tanti i bambini e i ragazzi con cui Torey Hayden ha avuto a che fare nella sua lunga carriera di insegnante e di psicologa infantile, prima negli Stati Uniti e poi nel Galles. E tutti portano con sé un carico di sofferenze tale per cui è difficile aiutarli ad affrontare la vita con serenità. Come Eloise, una teenager che viene spostata da una famiglia affidataria all’altra senza che le assistenti sociali riescano a garantirle un minimo di stabilità. Dopo aver subito violenze e abusi proprio da chi avrebbe dovuto avere la sua fiducia incondizionata, Eloise ha sviluppato dei comportamenti complessi da gestire. Lotta per riuscire a separare la realtà dalla finzione rendendo molto difficile il compito alle persone che si occupano di lei e che realmente cercano di aiutarla. In certi casi ci vogliono proprio tutto l’amore e tutta la professionalità del mondo per riuscire a essere la persona che fa la differenza nella vita disastrata di un’adolescente come Eloise, e Torey Hayden, senza mai scoraggiarsi, accoglie questa nuova sfida, sapendo che lottare al fianco di ogni singolo bambino o ragazzo significa contribuire a rendere il mondo un posto migliore in cui vivere.

Aria Davidson è un’aspirante fotografa senza prospettive. Con un’infanzia dolorosa alle spalle e nessun posto da chiamare casa, è costretta a reinventarsi come domestica per un’importante famiglia di Miami, gli Harrison. Nella loro villa in riva all’oceano, i fratelli Harrison trascorrono le giornate tra feste sfrenate e auto sportive. Sono belli, ricchi e viziati, e hanno l’aria di cattivi ragazzi in cerca di guai. Per Aria, invece, il nuovo lavoro è l’occasione per conquistare l’indipendenza e riuscire finalmente a realizzare i suoi sogni. Il suo passato, però, l’ha resa piena di rabbia e rancore, le basta un nonnulla per perdere le staffe e Aidan, il più scostante e tormentato degli Harrison, se ne accorge all’istante. Aria e Aidan sono due facce della stessa medaglia: lui controllato, lei istintiva, lui imperscrutabile, lei appassionata. All’apparenza sembrano avere solo una cosa in comune: la sofferenza. Fra litigi e provocazioni, i due si avvicinano sempre di più, cedendo all’attrazione reciproca. Aria, però, non conosce le pericolose verità che incombono sulla famiglia Harrison e quando i segreti si rivelano, è ormai troppo tardi, non può più andarsene. In un crescendo di tensione, gli Harrison si preparano a giocare la partita più difficile di sempre. Aria sarà solo una pedina sulla scacchiera di due famiglie rivali? Riuscirà a fare scacco matto all’uomo che con un solo sguardo le ha rubato il cuore?

Stare per sempre insieme a Mason è tutto ciò che Sam desidera. Svegliarsi accanto a lui, scambiarsi un buongiorno assonnato e condividere la colazione per tutti i giorni della loro vita. È un sogno. Eppure, quando Mason le chiede: «Mi vuoi sposare?» Sam tentenna, perché ha paura di non essere all’altezza. Ha paura di ripetere gli stessi errori dei loro genitori, che tanto hanno pesato sulla vita di entrambi. Ma, prima che possa spiegare il suo tentennamento, i due innamorati vengono interrotti. La strada, per loro, è ancora piena di ostacoli da superare, a iniziare dalle loro madri, che ancora non vedono di buon occhio la coppia, e dalle gelose compagne di università di Sam. Poi, non ultimo, c’è anche Logan, che non riesce proprio a evitare di cacciarsi nei guai. Per Sam e Mason non è una novità dover lottare contro il mondo per il loro amore. Eppure gli basta sfiorarsi per trovare un attimo di serenità nella loro vita caotica. Per questo Sam sa che Mason è il suo destino. E vuole spingersi al limite, trovare la sua strada e poterlo aiutare, così come lui ha sempre fatto con lei, sostenendola incondizionatamente. Perché vuole essere pronta a crescere insieme a lui. E dirgli, finalmente, quel fatidico, agognato, sospirato «sì». Tijan è riuscita a inventare una storia d’amore indimenticabile, diventando un fenomeno mondiale. Con Finalmente per sempre, ci regala il lieto fine che, sin dal primo libro – Finalmente noi– migliaia di giovani lettrici stavano aspettando. Perché per quanti ostacoli si possano incontrare nella vita, se siamo sicuri di quello che siamo e vogliamo, l’amore è a portata di mano.

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