Recensione. Il mare senza stelle

Sinossi ufficiale

Zachary Ezra Rawlins è uno studente del Vermont che un giorno trova un libro misterioso nascosto fra gli scaffali della biblioteca universitaria. Mentre lo sfoglia, affascinato da racconti di prigionieri disperati, collezionisti di chiavi e adepti senza nome, legge qualcosa di strano: fra quelle pagine è custodito un episodio della sua infanzia. È soltanto il primo di una lunga catena di enigmi. Una serie di indizi disseminati lungo il suo cammino – un’ape, una chiave, una spada – lo conduce a una festa in maschera a New York, poi in un club segreto e infine in un’antica libreria sotterranea. Là sotto trova ben più di un nascondiglio per i libri: ci sono città disperse e mari sterminati, amanti che fanno scivolare messaggi sotto le porte e attraverso il tempo, storie bisbigliate da ombre. C’è chi ha sacrificato tutto per proteggere questo regno ormai dimenticato, trattenendo sguardi e parole per preservare questo prezioso archivio, e chi invece mira alla sua distruzione. Insieme a Mirabel, un’impetuosa pittrice dai capelli rosa, e Dorian, un ragazzo attraente e raffinato, Zachary compie un viaggio in questo mondo magico, attraverso miti, favole e leggende, alla ricerca della verità sul misterioso libro. Ma scoprirà molto di più.

Recensione

Cosa pensereste se leggendo un libro vi imbatteste in una parte che parla di voi? È quello che capita a Zachary “il figlio della veggente”, specializzando in nuovi media, che scopre uno strano libro molto misterioso di un autore anonimo , con storie diversissime fra loro tra cui una che racconta un fatto accadutogli quando aveva 11 anni: aveva scoperto una porta dipinta che l’avrebbe portato nel “Mare senza stelle” ma non l’aveva aperta.

Si apre una caccia al libro misterioso, mentre i capitoli che la narrano si alternano a quelli contenuti nel libro stesso.

Un caleidoscopio di parole, sensazioni, immagini senza fine, vorticoso e seducente, piani temporali che si intersecano grazie ad una prosa liquida e scorrevole, un’immaginazione fervida e limpida che ci trascina in un mondo dove niente è come appare.

Dopo il circo di mezzanotte questa lettura è stata più coinvolgente, mi ha preso di più fin dall’inizio perché ha delle sfumature mistery molto accattivanti

Estratti

Il pirata racconta alla ragazza non soltanto la storia che lei gli ha chiesto, ma molte storie. Storie che si ripiegano in altre storie e vagano dentro frammenti di miti perduti e fiabe dimenticate e stupori ancora da raccontare, che si rigirano l’una nell’altra finché non tornano alle due persone che si guardano attraverso le sbarre di ferro, un narratore e un’ascoltatrice di storie che non hanno più parole mormorate a dividerli.”

“Non dovrebbe essere una lunga camminata», dice Mirabel. «Mi dispiace che oggi la giornata sia così poetica».

«Così cosa?», chiede Zachary, non proprio sicuro di aver udito bene.

«Poetico», ripete lei. «Il tempo. È come una poesia. Dove ogni parola è più di una sola cosa alla volta e tutto è una metafora. Il significato è racchiuso nel ritmo, nel suono e negli spazi fra i versi. È tutto intenso e tagliente, come il freddo e il vento».”

“Una storia è come un uovo, un universo contenuto nell’ambiente che ha scelto. La scintilla di qualcosa di nuovo e diverso, ma completamente formato e fragile. Che ha bisogno di protezione. Anche lei lo vuole proteggere, ma c’è di più. Lei vuole essere lì dentro, lo vedo dai suoi occhi. Avevo l’abitudine di cercare le persone come lei, sono esperta nell’individuare quel tipo di desiderio. Lei vuole essere dentro la storia, non osservarla da fuori. Lei vuole stare sotto il suo guscio. L’unico modo per farlo è romperlo. Ma se lo si rompe, è perduto».

“Secondo te perché la gente veniva qui?», chiede Zachary, prendendo un altro sorso al sapore di mito prima di tendere la bottiglia a Dorian, incapace di dire se l’accelerazione che sente nel cuore e nella testa sia dovuta al vino o al modo in cui le dita di Dorian si muovono sulle sue.

«Penso che la gente sia venuta qui per lo stesso motivo per cui ci siamo anche noi», gli risponde. «Per cercare qualcosa. Anche se non sapevamo cosa fosse. Qualcosa di più. Qualcosa per cui stupirci. Un luogo al quale appartenere. Siamo qui per vagabondare nelle storie degli altri, mentre cerchiamo la nostra. Al cercare», dice Dorian, inclinando la bottiglia verso Zachary.

«Al trovare», risponde lui, replicando il gesto dopo che Dorian gli passa la bottiglia.

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