Recensione. Mia amata Yuriko

Sinossi ufficiale

Recensione

La bomba sganciata su Hiroshima nel 1945 è un ricordo ancora indelebile nella mente e nel corpo di Yuriko, sorella della suocera della protagonista che ne racconta la vita alternando capitoli abitati nel presente ad altri relegati nel passato.

Nei confronti di Yuriko tutti hanno un atteggiamento guardingo, di condiscendenza e commiserazione, molto protettivo.

La foto iniziale che la ritrae come una giovane roba piena di vita e fascino è sbiadita nel ritratto di una persona malinconica, una sopravvissuta alla bimba di Hiroshima ma soprattutto una donna che si è sforzata di tener vivo a tutti i costi il primo e ultimo amore della sua vita.

Yuriko non ha avuto il coraggio di andare avanti, di voltare pagina, è rimasta con il ricordo al suo fidanzamento e al suo matrimonio

Ma solo una lettera verso la fine del libro svela ciò che le è successo.

È stata una lettura delicata che risente dello spirito di calma e riflessione tipico della letteratura giapponese, lenta e pacata.

Avrai gradito un maggior approfondimento della psicologia della protagonista , uno scandagliare più a fondo nella sua memoria e nei suoi pensieri ma ho comunque apprezzato il fluire della prosa, la ricostruzione storica accurata e l’alternarsi dei capitoli tra passato e presente.

Estratti

“Il pensiero perso dietro le immagini del film, si era lasciata alle spalle la zona del porto e stava attraversando la strada per raggiungere la fermata del tram sull’altro lato, quando vide una luce accecante esplodere nel cielo, e udí un boato spaventoso. Ci fu una violenta scossa, lo spostamento d’aria fu tale che Yuriko si sentí scaraventare a terra. L’aria si oscurò, tutti i vetri delle case andarono in frantumi contemporaneamente diversi edifici crollarono, i pali della luce si inclinarono e una fitta polvere invase la via. Poi calò il silenzio, un silenzio surreale, sinistro.

Per molto tempo Yuriko rimase immobile, terrorizzata. Una bomba particolarmente potente doveva essere caduta sul centro di Hiroshima, pensò. A meno che fosse stato un forte terremoto. No, non era possibile, un terremoto non è preceduto da bagliori nel cielo e non solleva tanta polvere da oscurare l’aria. Queste riflessioni le attraversarono in pochi secondi la mente con una chiarezza di cui si stupí lei stessa.”

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