Sabato incipit. Circe

Buongiorno e benvenuti al consueto appuntamento con gli incipit dei libri che sto leggendo. Oggi vi propongo l’inizio di Circe di Madeleine Miller Edito da @sonzogno.

“Nacqui quando ancora non esisteva nome per ciò che ero. Mi chiamarono ninfa, presumendo che sarei stata come mia madre, le zie e le migliaia di cugine. Ultime fra le dee minori, i nostri poteri erano così modesti da garantirci a malapena l’immortalità. Parlavamo ai pesci e coltivavamo fiori, distillavamo la pioggia dalle nubi e il sale dalle onde. Quella parola, ninfa, misurava l’estensione e l’ampiezza del nostro futuro. Nella nostra lingua significa non solo dea, ma sposa.
Mia madre era una di loro, una naiade, guardiana di fiumi e sorgenti. Aveva catturato lo sguardo di mio padre quando lui era in visita al palazzo di Oceano, il padre di lei. In “quei giorni, Elios e Oceano condividevano spesso il desco. Erano cugini, e di pari età, sebbene non lo sembrassero. Mio padre risplendeva luminoso come bronzo appena forgiato, mentre Oceano era nato con occhi rugiadosi e una barba bianca lunga fino alla cintola. Eppure erano titani entrambi, e preferivano la compagnia reciproca a quella degli dèi nuovi di zecca in cima all’Olimpo, che alla creazione del mondo non avevano assistito.

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