Recensione. Fiori per i Bastardi di Pizzofalcone

Sinossi ufficiale

Savio Niola, proprietario di uno storico chiosco di fiori, è stato ammazzato. Un delitto che sconvolge Pizzofalcone, perché l’anziano era amato da tutti nel quartiere. Lo consideravano una specie di «nonno civico», che non avendo una famiglia propria si prodigava per quelle degli altri. Aiutava i giovani spingendoli a studiare, cercando di tenerli lontani da strade senza ritorno; chiunque si rivolgesse a lui poteva contare su una parola gentile, su un po’ di attenzione, se necessario su un sostegno materiale. Eppure è stato letteralmente massacrato. Chi può avere tanto odio, tanta rabbia in corpo da compiere un gesto simile? Poco tempo prima l’uomo si era esposto contro il racket che taglieggia i commercianti della zona, ma la pista della criminalità organizzata non convince i Bastardi, ancora una volta alle prese con un caso difficile da cui, forse, dipendono le sorti del commissariato. Un commissariato che, per loro, è ormai molto piú di un luogo di lavoro. Come per Savio era il suo chiosco.

I BASTARDI DI PIZZOFALCONE

Luigi Palma, detto Gigi: vicequestore.
Fior di Campanula.

Giorgio Pisanelli, detto il Presidente: sostituto commissario.
Fior di Bouvardia.

Elsa Martini, detta la Rossa: vicecommissaria.
Fior di Lavanda.

Giuseppe Lojacono, detto il Cinese: ispettore.
Fior di Loto.

Francesco Romano, detto Hulk: assistente capo.
Fior di Echinacea.

Ottavia Calabrese, detta Mammina: vicesovrintendente.
Fior di Potentilla.

Alessandra Di Nardo, detta Alex: agente assistente.
Fior di Aconito.

Marco Aragona, vorrebbe essere detto Serpico: agente scelto.
Fior di Geranio.

Recensione

L’incipit di questo ennesimo capitolo della serie dei Bastardi ci porta dritti alla primavera, di cui viene celebrato l’inizio nel quartiere di Pizzofalcone, segni discreti e straordinari della nuova stagione che avanza e che in questa zona di Napoli ha un qualcosa di straordinario e inaspettato. Ma tanta bellezza stride con la morte del vecchio proprietario del chiosco di fiori che nella zona era amato e rispettato da tutti. Chi ha potuto ucciderlo in modo così efferato? È quello che dovranno scoprire i bastardi in un’indagine fondamentale per la sopravvivenza del loro commissariato.

La bellezza dei fiori, il loro straordinario profumo, il loro significato stona con la morte efferata sulla quale si indaga in questo libro ma la violenza non bada a nulla, non ha pietà di nessuno, nemmeno di un personaggio così benvoluto come la vittima, un benefattore, una persona che tutti apprezzavano nel quartiere, coraggioso e impavido, generoso e sempre pronto ad aiutare chi è in difficoltà.

La cosa sorprendente è che l’interesse per questa serie non viene mai meno neanche dopo tanti libro, perché l’autore oltre alle indagini ci racconta la vita privata dei protagonisti nei quali è facile riconoscersi.

Aspetto con ansia il prossimo capitolo.

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