Recensione. Il quaderno rosso

Sinossi ufficiale

Leyli Maal è una donna maliana molto bella, madre di tre figli, che vive in un minuscolo appartamento della periferia di Marsiglia in compagnia di una collezione di civette e di una montagna di segreti. Quella che apparentemente è la vita tranquilla di un’immigrata ben inserita viene però scossa da due delitti sanguinari in cui sembra coinvolta la figlia maggiore Bamby, ventenne bellezza mozzafiato. I due omicidi si rivelano ben presto essere il coperchio del vaso di Pandora del racket dell’immigrazione clandestina, scoperchiato il quale vengono alla luce scheletri nell’armadio di personaggi insospettabili e agghiaccianti organizzazioni che lucrano sulla pelle dei più derelitti. A cercare di dipanare la matassa è Petar Velika, un commissario fin troppo navigato, coadiuvato dal tenente Flores, giovane poliziotto tecnologico, ma senza esperienza sul campo, che si è innamorato degli occhi dell’assassina appena li ha visti sulle registrazioni delle telecamere di sorveglianza. In quattro giorni e tre notti è un susseguirsi pirotecnico di cacce all’uomo, omicidi sventati o eseguiti, dirottamenti di yacht, traversate del Sahara, naufragi. È il misterioso tesoro di Leyli quello che in realtà tutti stanno cercando? O il suo diario segreto, il famoso quaderno rosso che contiene troppi nomi di intoccabili perché ci si possa permettere che venga trovato? E cosa c’entra in quell’intrico di delitti e bugie il pallone Morocco 2015 di Tidy, il figlio più piccolo di Leyli?

Recensione

Leyli ha tre figli: Bamby forse responsabile dell’omicidio di un funzionario di un’azienda che lavora con gli immigrati, Alpha un ragazzo inquieto e che ha abbandonato la scuola, Tidiane, un bambino di 10 anni che non abbandona mai il suo pallone. Leyli è una dei tanti immigrati che abitano nella periferia di Marsiglia ma ha un segreto che cerca di tenere ben nascosto, un tesoro maledetto. Oltre a questo mistero ce ne sono altri due: il primo è il quaderno rosso in cui la protagonista ha trascritto i nomi e le notizie relative a tutti gli uomini che avuto durante la sua vita, l’altro è il pallone da cui il figlio più piccolo non si separa mai.

Particolare degno di nota è che mentre apprendiamo le vicende di Leyli, dei suoi figli e seguiamo lo svolgimento delle indagini su due omicidi veniamo a sapere anche il passato della donna, attraverso i racconti che lei fa al suo vicino di casa o al direttore dell’albergo presso cui lavora.

Questo libro ci attira come fa il miele con le mosche, si fa leggere tutto d’un fiato per l’intreccio particolarmente studiato e accattivante, per i personaggi delineati in modo preciso, in particolare la protagonista e i suoi figli, Per l’alone di mistero che li coinvolge fin dall’inizio e che si svelerà solo man mano che andiamo avanti nella lettura, per il ritmo serrato del racconto per il fatto che niente è come sembra.

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