Blog tour Doppia X: motivazioni

Questa storia nasce dalla rabbia e lo sconcerto. Seduto a tavola, all’ora di cena, l’annunciatrice di turno mi rovescia addosso l’ennesimo fatto di sangue: un altro uomo ha ucciso un’altra donna. In alto a destra nello schermo, osservo il display che lampeggia l’aggiornamento del numero dei femminicidi nell’anno in corso, scuoto la testa: rabbia e sconcerto, appunto. Pochi istanti, il flash luminoso del cambio servizio mi distoglie, si parla d’altro; e la mia indignazione si ricolloca su qualcosa d’altro, magari un secondo di pesce troppo salato. Come sempre.
Lo stato dovrebbe fare di più; la società civile dovrebbe fare di più; noi tutti dovremmo fare di più. Qualcuno dovrebbe fare di più.
E se qualcuno decidesse di fare di più? Al di sopra della morale e della giustizia, aiutare una donna fermando il suo aggressore, poi cento, mille altre donne, ergersi a difensore di tutte, nella convinzione di poterci riuscire, tanto vana quanto l’idea di uccidere tutti i moscerini che piovono sulla faccia in una foresta del Borneo: roba da super eroi.
Muoversi, agire, incanalare le molestie e i soprusi subiti in una forza al servizio degli altri.
Ho pensato a una donna che, non troppo lucida né consapevole, si ritrova ad assumere questo ruolo ingrato e diventa Doppia X, la paladina delle donne che subiscono violenze di genere.
Come tutti i super eroi, come recita il Vangelo secondo Stan Lee, dovrà avere costume, identità segreta e super nemico. Ma, Stan non me ne voglia da lassù, siamo in Italia, novellini nel campo dei super eroi ma consumati professionisti nel settore sentimenti. Insieme a lei, ho pensato ad altre solitudini che si coagulano in questo progetto folle e sgangherato per divenire una cosa sola: una famiglia.
Una storia come questa non può che chiudersi un 25 novembre, giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne, nel tentativo di trasformare una data di cui ci si dimentica troppo presto in qualcosa di fattivo e concreto nelle nostre coscienze che germogli e si sviluppi ogni giorno dell’anno. Senza dover ricorrere a utopie o speranze illogiche, come Doppia X.

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