Recensione. Le vite nascoste dei colori

Sinossi ufficiale

Nero mezzanotte con una punta di luna, indaco che sa di mirtillo, giallo della pesca matura un attimo prima che si stacchi dal ramo: Mio sa cogliere e nominare tutti i colori del mondo. Ha appreso l’arte dei dettagli invisibili guardando danzare ago e filo sui kimono da sposa, e ora i colori sono il suo alfabeto, la sua bacchetta magica, il suo sguardo segreto. Aoi, invece, accompagna le persone nel giorno più buio: lui prepara chi se ne va e, allo stesso modo, anche chi resta. Conosce i gesti e i silenzi della cura. All’inizio sembra l’amore perfetto, l’incanto di chi scopre una lingua comune per guardare al di là delle cose. Ma il loro incontro non è avvenuto per caso. Laura Imai Messina torna al romanzo con una storia luminosa e potente come un talismano, che ha il dono di guarire tutte le ferite. Comprese quelle dell’anima.

Recensione

Verde giovane, un azzurro vecchio sei anni, un giallo che fa il girotondo, il blu del cielo delle sette di sera: Mio aggiunge parole ad altre per descrivere i colori che vede.

Dove alcuni vedono un semplice colore, lei intuisce dieci gradazioni diverse per le quali non riesce a trovare una sola parola che le riassuma tutte; è un’osservatrice attentissima, scruta i suoi famigliari con occhi sagaci e cerca sempre di scoprire il colore intimo di ogni persona, la sfumatura precisa che la riassumeva . Cresciuta in un atelier di kimono da sposa molto rinomato, si immerge tra stoffe e colori e osserva tutte le sfumature eccitata ed entusiasta, creando per loro parole mai usate da nessun altro.

Aoi ama le piante e poter classificare ogni cosa. Il padre gestiva un’agenzia di pompe funebri e la sua familiarità con la morte lo ha reso sensibile verso le persone. Egli associa i suoi pensieri per Mio alla crescita precipitosa di alcune piante e tra i due è quello più preoccupato per la nascita di questo amore giovane e impetuoso, perché nasconde un segreto sul loro incontro che prima poi dovrà rivelare alla ragazza.

Mi ha affascinato la sua riflessione sulla morte, che lui definisce come una pianta che cresce dentro ognuno di noi, aggiungendo che è una cosa preziosa, un limite naturale alla nostra vita e che sapere che ogni giorno facciamo un piccolo passo verso quel confine, ci serve a vivere meglio. Aoi afferma anche che dopo un lutto s’impara da capo la vita, ci vuole del tempo, ma ci si abitua a vivere bene anche senza qualcuno. morire è un po’ come crescere, significa “andare avanti senza”.

L’incontro tra i due è pura poesia: due anime che si riconoscono al primo sguardo, che si avvicinano sempre più l’una all’altra ma in modo guardingo, passo dopo passo.

Tra i due personaggi quelli di Mio mi ha incantato: la sua capacità di cogliere infinite possibilità di colore, di dare nomi speciali alle più impercettibili sfumature, la sua tendenza a meravigliarsi e a stupirsi di fronte al mondo che la circonda, senza dare niente per scontato la rendono una persona fuori dal comune, un essere fragile e sensibilissimo, che riesce a dar vita a tutto ciò che vede per mezzo delle parole.

Mi è piaciuto molto l’atteggiamento che ha Mio di fronte all’amore: lo considera come una malattia da cui non si guarisce mai e se lei ama, lo fa completamente, pensando che una volta accordato a qualcuno il permesso di entrare nella propria vita, quello sarebbe stato per sempre.

La Prosa poetica e profonda, elegante e carezzevole dell’autrice ci prende per mano per tutto il racconto, si libra ad altezze straordinarie nelle descrizione dei colori, si fa profonda nelle riflessioni sulla morte, sulla vita e sull’amore, è magistrale nel raccontare l’arte del vestire una sposa.

Una scoperta meravigliosa questo libro e soprattutto questa autrice!

Estratti

“Innamorarsi, in fondo, è una cosa che c’entra soprattutto con sé. Per amare, invece, si ha bisogno di sapere l’altro chi è.”

“Non è condividere tutto che è vicino le persone, fare lo stesso mestiere, parlare la stessa lingua o vedere lo stesso colore: ciò che davvero le salda è quel qualcosa di nuovo che nasce dalla loro unione”

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