Recensione. La donna col vestito verde

“Si sforzò di concentrarsi su quel che stava dipingendo ma, ogni volta che si fermava, il pensiero correva a casa. D’un tratto fissò la tela ancora incompiuta e gridò: «Più m’impegno, più pretendo dalla mia arte! Quanto tempo mi ci vorrà per diventare un bravo pittore?»

«Tutta la vita, Claude».”

Sinossi ufficiale

Nella primavera del 1864 Oscar Claude Monet, un giovane artista di bell’aspetto con la barba scura, gli occhi neri e guizzanti e i modi spavaldi di chi cela una certa timidezza da provinciale, entra nella Libraire Doncieux di rue Dante, attratto dalla bella insegna dipinta a mano che penzola all’entrata. Dietro la scrivania siede una giovane donna. I folti capelli castano-dorati, avvolti in un pesante nastro di velluto nero, brillano alla luce della lampada da tavolo. L’incontro si rivela fatale per entrambi. Camille-Léonie Doncieux diverrà la donna del destino di Monet. Il pittore la accoglierà nel suo atelier lungo la Rive Gauche, un appartamento ingombro di libri, scialli, arredi scenici, sedie, dove trascorrono giornate intere Renoir, Pissarro e Paul Cézanne. La dipingerà diciannovenne, bella e sdegnosa, con un abito verde da passeggio con un lungo strascico. La trascinerà nella sua vita bohémienne, la amerà, la tradirà…

Recensione

Quando pensiamo ad un grande pittore come Monet, ci immaginiamo subito le sue grandi tele con le ninfee e il successo che ha avuto, ma ignoriamo le difficoltà durante i primi anni della sua carriera, quando nessuno lo conosceva, a Parigi non apprezzavano il suo modo di dipingere e doveva elemosinare aiuti economici da tutti, dalla sua famiglia, da quella della sua Camille, perseguitato dai creditori e amareggiato per la mancanza di riconoscimento del suo lavoro. Lo stile meravigliosamente coinvolgente dell’autrice ci porta a conoscere la sua vita, Alternando capitoli dedicati al suo passato a quelli che riguardano il presente, gli ultimi giorni della sua vita. Ne scopriamo i primi passi nel mondo dell’arte fin dai suoi primi inizi come caricaturista al trasferimento a Parigi, dove vive in una piccola stanza insieme a due topi, risparmia sul carbone della stufa e fa importanti conoscenze come quella di Renoir, Pissarro e Cezanne, Manet e Bazille, Tutti nomi importanti nel panorama dell’impressionismo ma che nei primi anni della loro attività facevano molta fatica ad arrivare alla fine del mese, sempre in cerca di un commissione e di qualcosa da mangiare.

“Il gruppo di artisti si incontrava diverse volte la settimana: avevano sempre con sé scatole di colori o album da disegno, e qualche volta delle tele arrotolate e legate. Si ritrovavano dopo aver passato la giornata a dipingere il gelido fiume d’inverno, a cercare qualche commissione per un ritratto, o a tentare di convincere un corniciaio a far loro credito e a esporre le loro opere in vetrina. Tranne Pissarro, erano tutti sotto i trent’anni.”

Impariamo a conoscere la sua ossessione per i colori, il suo soffermarsi sulle varie sfumature e sugli effetti della luce ovunque si trovi, anche durante il suo addestramento militare ad Algeri.

“I colori, però, erano sempre la sua ossessione.

Percepiva le ombre sottili della sabbia e dei muri sgretolati, degli alberi e dei piedi scuri che calzavano un paio di sandali; e poi le ombre delle donne nascoste dietro il velo, e dei musicisti che si accovacciavano nella polvere mentre le corde dei loro strumenti vibravano nell’aria: rossi brillanti e marroni densi e profondi, ricami dorati e il sole rovente su una terra assonnata.”

Poi inizia il racconto del suo rapporto con Camille, a partire dal loro primo incontro attraverso la grande passione che li ha uniti e alle difficoltà economiche che hanno dovuto affrontare insieme, fino alla morte della donna. La sua personalità si svela pian piano attraverso il racconto dell’autrice: appartiene alla grande borghesia, come tutte le ragazze della sua età è destinata ad un matrimonio combinato ma in realtà ha molti progetti per la sua vita, vorrebbe trovare una passione da seguire proprio come Monet che si dedica completamente alla sua arte.

“Era davvero molto giovane, e molto bella. Aveva lineamenti marcati, che ricordavano quelli di una statua greca, con sopracciglia ben disegnate, begli occhi e naso importante. E non era troppo magra, come Claude ebbe modo di apprezzare: i seni pieni premevano contro il corsetto dell’abito a righe bianche e blu. Prima che si voltasse, aveva avuto l’impressione che stesse aspettando qualcuno; sotto il contegno esteriore, aveva percepito un senso di anticipazione, quasi stesse per accadere qualcosa che l’avrebbe resa felice. Provò un intenso brivido di piacere, e subito si rammaricò per quella mancanza di autocontrollo. Devo considerarla una semplice modella, si disse, se voglio lavorare come si deve.”

È meraviglioso vedere come dalle pagine del libro emerga questa figura potente di un pittore famoso ma che ha sofferto molto, un uomo dalle grandi debolezze, tormentato, che spesso non si è sentito all’altezza delle aspettative che la sua donna aveva nei suoi confronti, sconfitto e umiliato perché non è riuscito a darle la vita che lei meritava.

Uno straordinario ritratto di un grandissimo artista.

Estratti

“Riuscite a capire quello che state facendo, tutti voi? Si sente il profumo della terra, l’umidità dell’aria; è tutto qui dentro. E le vostre fanciulle, Monsieur Renoir! Sono così fresche, così felici! Un giorno la gente sarà disposta a spendere una fortuna per i vostri lavori, ma solo se non permetterete a niente e a nessuno di dividervi; dovete rimanere uniti. Ricordate i tre moschettieri, che vivevano un pour tous, tous pour un?”

“Quali che fossero i problemi che aveva dovuto affrontare sinora, aveva sempre potuto rifugiarsi nella pittura… Ma adesso non gli era rimasto neanche questo. Non riusciva più a entusiasmarsi per il colore della neve o degli alberi in inverno, né per la luce del sole su un sentiero: gli era tutto indifferente, ormai.”

“Si era messo accanto alla finestra per dipingere, ma il pennello era rimasto sospeso: non era riuscito a trovare una motivazione per posarlo sulla tela. Dov’era andata a finire la sua passione? Non l’aveva mai abbandonato, prima. La pittura, il mio grande amore, è diventata solo una tela da vendere, pensava. I parchi, le chiese, il mare, i campi: ogni cosa ha smesso di splendere, per me.”

“Il mio amore per te, Minou, lo custodisco nel mio cuore… quasi fosse coperto da una distesa d’acqua. Solo con la pittura sarò in grado di esprimerlo, quando riuscirò a dipingere ancora. Qualunque cosa farò d’ora in avanti, il mio amore per te ne farà parte. In ogni mio dipinto penserò a te, e userò il mio lavoro per far capire al mondo ciò che rappresentavi nella mia vita.”

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