Segnalazioni Augh!

Non è semplice buio. Sono buie. Otto storie che alla luce del giorno, o tra le trame del tempo, raccontano tagli di otto donne, in otto mondi e vite. Dal ricordo di un passato im- mortale, a giochi di evocazioni de- moniache, dalla fine violenta di una vita routinaria, all’inizio di una non più umana. C’è chi riempie di amo- re una valigia, e chi, ancora piccina, scopre il mondo più nascosto delle relazioni. Buie saltella su immagini dalle tinte grottesche, rincorrendo un riso sardonico con una visione poetica di questa esistenza, che tra luci e ombre – tante ombre – chiede sempre di essere ascoltata.

Non è semplice buio. Sono buie. Otto storie che alla luce del giorno, o tra le trame del tempo, raccontano tagli di otto donne, in otto mondi e vite. Dal ricordo di un passato im- mortale, a giochi di evocazioni de- moniache, dalla fine violenta di una vita routinaria, all’inizio di una non più umana. C’è chi riempie di amo- re una valigia, e chi, ancora piccina, scopre il mondo più nascosto delle relazioni. Buie saltella su immagini dalle tinte grottesche, rincorrendo un riso sardonico con una visione poetica di questa esistenza, che tra luci e ombre – tante ombre – chiede sempre di essere ascoltata.

La surrealtà è l’elemento dominante nelle pagine di questo libro, seguito del precedente La vita tragicomica; le storie narrate a volte sono dram- matiche, a volte divertenti, in alcuni casi molto intimistiche. I personag- gi sono spesso schiacciati dalle stor- ture e dalla cattiveria del mondo, però, grazie a una filosofia di vita e a una tenacia che li distingue dagli altri, non rinunciano alla lotta che li rende degli antieroi. Ecco allora le vicissitudini di uno sfortunato vinci- tore alla lotteria, di un appassionato cinefilo che parla per frasi di film o di uno strambo individuo che declama la sua ricetta della felicità. Non man- cano amare riflessioni sulla guerra, o sull’incertezza del futuro, che dona- no un vago senso di malinconia, ma anche scintille di speranza. Sebbe- ne circondati dalla più totale indif- ferenza, i protagonisti riescono lo stesso a lasciare un segno tangibile delle loro battaglie, da cui emergono paradossi ed eccentricità, metafore evidenti di un’esistenza tragicomica.

È un mondo strano, internet. Una realtà in cui si può essere chiun- que e vivere vite estreme. Riccardo è assuefatto a chat erotiche e sesso virtuale. Ha dimenticato il sogno della pittura. È un nickname con vite fasulle che incontra scono- sciute in rete. Vive per il piacere. Shooting fotografici e festini. Sesso e alcol. Un campione dell’edonismo in una società di apparenza e bugie. Apocalisse di un cybernauta è un vortice che trascina all’inferno il suo protagonista, una decostruzione ai minimi termini di un uomo divorato dai propri demoni, fra donne mera- vigliose, continui limiti da superare e la consapevolezza di essere inca- tenato a una giostra con telecamere che non dormono mai.

A Dové Lisotto è anno di elezioni e tutto il paese è scosso da un profon- do fermento democratico. Perfino le galline, turbate dai toni accesi della contesa elettorale, hanno smesso di deporre e sembrano essere entrate in sciopero delle uova. Le burrasco- se vicende degli abitanti del piccolo Comune brianzolo faranno da corni- ce alla lotta senza quartiere tra le due liste concorrenti: quella del sindaco uscente, Folco Brusadelli, disposto a tutto pur di acciuffare i voti necessa- ri alla rielezione, e quella del notaio Bruto Cogneri detto il Santo, pilota della perfetta macchina “pigliavoti” messa in pista dall’ex primo cittadi- no di Dové, Carmelo Calciastinchi. Ma basteranno le promesse della nuova squadra, unite al fascino degli attuali candidati, per avere la meglio sull’arcigna resistenza del sindaco e della sua Firsledi? Una battaglia per l’ambitissima poltrona da combatte- re “fino all’ultima pannocchia” e sen- za esclusione di colpi, e che porterà i contendenti a sconfinare oltre il Do- verone, oltre la Brianza e l’Italia, fino a Capo Nord e ritorno.

Sono gli anni ’80: Samuele vive a Lucca con la madre Rossella, figlia di italiani emigrati in Australia e tor- nata in patria da sola. Divorziata dal marito, la donna è morbosamente attaccata al piccolo Lele, che è ormai tutta la sua famiglia. Il ragazzo cresce sognando di fuggire a Melbourne, ma il centro del mondo, per il mo- mento, è la periferia di Firenze, dove suo padre Eugenio, uno scanzonato cialtrone, lo trascina nelle sue gran- di avventure fatte di biliardo e di donne. È con l’adolescenza che Lele si scontrerà con due evidenze per lui sconvolgenti: è brutto ed è povero. Le Timberland se le può scordare e, di conseguenza, pure la popolarità e le ragazze. Ma c’è una via di uscita: diventare cattivo, dentro e fuori. Per cominciare la metamorfosi, Lele si fa il buco all’orecchio e fonda un grup- po rock. È l’inizio di un’avventura in cui dovrà fare i conti con l’alcol e l’a- micizia, la droga e l’amore: un senti- mento per cui non è attrezzato e che metterà a nudo tutte le sue fragilità.

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