Recensione. Gelosia

Sinossi ufficiale

Recensione

Jo Nesbo è uno dei miei autori di thriller preferiti e stavolta mi ha un po’ spiazzato con questa raccolta di racconti in cui lo stile è un po’ diverso da quello dei suoi libri precedenti. Non ci sono delitti efferati e detective tormentati come Harry Hole, ma esseri umani colti nel momento in cui gli istinti più bassi prendono il sopravvento.

Nel racconto che da’ il titolo al libro c’è un omicidio dettato appunto dalla gelosia su cui è chiamato ad indagare Nikos Belli perché Dicono che senta l’odore della gelosia che è un sentimento che ha una sua propria storia.

E proprio ascoltando quella storia, sia il detto che il taciuto, riesco a stabilire se mi trovo davanti a un animale disperato, ferito. Ascolto e capisco… Capisco perché cerco di sentire me stesso, Nikos Balli. Capisco perché sono anch’io un animale ferito.

“ La fila” è la storia, narrata in modo cinico e lineare, di un delitto perfetto perpetrato da una donna stanca di subire soprusi e prepotenze, in particolare quelle azioni di prevaricazione che sembrerebbero una sciocchezza rispetto ad altre ben più gravi , come saltare il proprio turno nella fila e passare davanti agli altri in coda. Dopo aver fatto file interminabili al suo paese di origine per il cibo, per uscire dalla sua città in guerra, per entrare ed uscire da un campo profughi, è stanca di dover rimanere in silenzio davanti a chi impunemente non rispetta il proprio turno, lei che di turni ne ha rispettati fin troppi.

“La confessione” è un lungo monologo di un assassino di fronte ad un agente imperturbabile , che ascolta lo sfogo del protagonista impassibile, senza alcun cenno di partecipazione. Assistiamo ad un crescendo di emozioni, in cui i riferimenti all’omicidio commesso si intrecciano ai ricordi del reo confesso circa la sua tormentata storia d’amore con la moglie Simone, una donna volubile, passionale ma pronta a stancarsi presto degli oggetti e delle persone.

Il colpo di genio è nel racconto intitolato “Odd” dove uno scrittore sfrutta la sua capacità immaginativa per architettare una sua sottrazione dalle scene, cosa che lo rende ancora più interessante agli occhi del mondo, quasi ossessionato dalla sua scomparsa.

Sono racconti perfetti, con una suspence che ti tiene attaccati alle pagine ma molto lontani dalle storie alle quali Nesbo ci ha abituati, sono ossessivi e sconvolgenti, inquietanti al limite del tollerabile, disturbanti e spiazzanti, l’ennesima prova della grandezza di questo scrittore.

4 pensieri riguardo “Recensione. Gelosia

  1. Amo i thriller, ma non riesco a leggere autori del Nord Europa, hanno uno stile che per mio gusto prettamente personale é troppo lento, magari questo invece non lo é…

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