I romanzi di formazione

Da il libraio.it

Cos’è il romanzo di formazione? Quando è nato, grazie a chi, e quali sono i romanzi di formazione da leggere assolutamente? Un approfondimento in cui scoprire le caratteristiche di questo genere letterario, gli autori e le autrici principali che lo hanno praticato e i libri cult che lo hanno reso celebre, dal Settecento fino ai nostri giorni…

Che cos’è il romanzo di formazione?

Per romanzi di formazione si intendono le opere di narrativa basate sull’evoluzionedel protagonista dall’età infantile a quella adulta. Si tratta di romanzi (definiti anche Bildungsroman, dal tedesco) in cui si devono quindi affrontare diverse esperienze e sfide, prove e viaggi, errori e scoperte, per conoscere meglio sé stessi, gli altri individui e la società.

Chi ha inventato il romanzo di formazione?

Il primo ad aver parlato espressamente di romanzi di formazione è stato Johann Wolfgang von Goethe (1749-1832), che ha definito così il suo Gli anni di apprendistato di Wilhelm Meister, dato alle stampe nel 1796 e considerato il capostipite di questo genere letterario(anche se opere precedenti avevano già sviluppato una struttura simile).

Quali sono le caratteristiche del romanzo di formazione?

Le principali caratteristiche dei romanzi di formazione sono, in estrema sintesi: la narrazione di una maturazione individuale; l’attenzione ai sentimenti e ai pensieri del protagonista; la descrizione di uno specificoambiente sociale. Come già detto, inoltre, il personaggio principale è spesso un bambino o un ragazzo che fra alti e bassi viene educato (dal latino exducere, cioè condurre fuori, allevare, formare) a vivere nel mondo adulto.

È bene sottolineare che, se al loro interno presentano elementi preponderanti di altri generi letterari, i romanzi di formazione (classici e contemporanei) possono venire considerati al tempo stesso anche romanzi storici, romanzi fantasy, romanzi per ragazzi o per bambini, romanzi d’amore o rosa, romanzi psicologici e perfino romanzi distopici o romanzi d’avventura, dal momento che l’una categorizzazione non esclude l’altra.

Quali sono le varianti del romanzo di formazione?

Le principali varianti del romanzo di formazione sono:

  • il romanzo dello sviluppo (o Entwicklungsroman), incentrato sulla maturazione mentale del protagonista a seguito di una serie di esperienze negative;
  • il romanzo della fase educativa (o Erziehungsroman), nel quale il ruolo del protagonista è più passivo, perché agisce su di lui una forte normatività educativa;
  • la novella della formazione artistica (o Künstlerroman), focalizzata sulla funzione dell’arte nel percorso di crescita individuale.

Nel corso dei secoli, peraltro, i romanzi di formazione hanno sviluppato dellepeculiarità specifiche in base al contesto: ecco perché è opportuno considerare la loro evoluzione dal Settecento ai nostri giorniseguendo una panoramica a volo d’uccello, così da individuare gli autori che hanno praticato questo genere e i principali libri di formazione da leggere, in una selezione che non pretende di essere esaustiva ma che può fornire una visione d’insieme sull’argomento.

I romanzi di formazione nel Settecento

Il Settecento è il secolo dell’illuminismo e di ben tre rivoluzioni cruciali per la storia moderna: la rivoluzione americana, la rivoluzione francese e la rivoluzione industriale. In questo scenario, il romanzo di formazione fa la sua comparsa per raccontare soprattutto il momento della scoperta della giovinezza, cioè quello in cui il personaggio principale entra a contatto con la società del tempo, con tutte le conseguenze del caso.

Fra i primi romanzi di formazione moderni, i più famosi sono quindi in primo luogo Robinson Crusoe di Daniel Defoe (1660-1731) e I viaggi di Gulliver di Jonathan Swift (1667-1745), usciti rispettivamente nel 1719 e nel 1726. Entrambi contengono importanti riflessioni sulla società dell’epoca, dall’ascesa dei valori borghesial confronto con la diversità e all’ipocrisiadelle corti.Sulla stessa scia, restando in tema di romanzi di formazione inglesi, nel 1740 Samuel Richardson (1689-1761) pubblica Pamela, mentre nel 1749 Henry Fielding(1707-1754) dà alle stampe Tom Jones. Si tratta di opere che non si limitano a porre l’accento su avventure e colpi di scena: ogni personaggio, infatti, conosce non solo sé stesso e la vera natura dei rapporti che lo legano al resto del mondo, ma anche la sua irrevocabile condizione di “marionetta”, manovrata dai fili ora del destino e ora della società.

Nel 1759 arriva poi Candido, o dell’ottimismo, racconto filosofico in cui Voltaire (1694-1778) fa vivere al suo protagonista numerose e satiriche controversie, fino a quando Candido non impara l’arte di limitarsi a coltivare il proprio giardino. Il libro è seguito nel 1762 da Emilio, o dell’educazione di Jean-Jacques Rousseau (1712-1778), personaggio che a sua volta percorre le tappe della sua formazione intellettuale e morale entro le regole imposte dalla società, pur restando idealmente capace di resistere alla suainfluenza corruttrice.

A chiudere il secolo è infine il già citato Goethe, con il Wilhelm Meister del 1796. A lui, ritenuto ancora oggi fra i più alti esempi di romanzi di formazionedell’epoca, l’autore affida una nuova riflessione sul rapporto descritto in precedenza tra individuo e società, aggiungendone però anche una ulteriore su come viene recepito in quel periodo il ruolo dell’arte.

I romanzi di formazione nell’Ottocento

Nell’Ottocento i romanzi di formazione continuano ad avere per lo più una funzione pedagogica e moralistica. A farlo notare è stato, tra gli altri, Franco Moretti nel saggioIl romanzo di formazione, edito nel 1999 da Einaudi, dove tra i tratti tipici del genere rientrano ancora i rapidi e imprevedibili cambiamenti storici ed economici.

A ciò si aggiunge la difficoltà per i giovani “moderni” di interagire con la middle cass europea, sentendosi accettati fino in fondo e non venendo marginalizzati nel caso in cui siano meno abbienti di chi li circonda, o debbano guadagnarsi il rispetto altrui e la felicità propria con grandi sacrifici.

Corrispondono a questa definizione romanzi di formazione come Il rosso e il nero (1830) di Stendhal (1783-1842), il romanzo gotico Jane Eyre (1847) di Charlotte Brontë(1816-1855) e alcuni capolavori di Charles Dickens (1812-1870) quali Oliver Twist(1838), David Copperfield (1849) e Grandi speranze (1870), che presentano alcune caratteristiche del romanzo storico oltre che, specie nel caso di Dickens, del romanzo picaresco e del romanzo popolare.

Si distacca invece dal modello descritto l’Enrico di Ofterdingen (1801) di Novalis(1772-1801), che inaugura il XIX secolo con una storia di ambientata nel Medioevo e incentrata sulla ricerca da parte del personaggio principale di un fiore azzurroche simboleggia la poesia pura.

La sua idea, ad ogni modo, viene imitata poco nel corso dell’Ottocento, che senza soluzione di continuità rispetto alle opere precedenti vede piuttosto la pubblicazione del ciclo di Piccole donne (1869) di Louisa May Alcott (1832-1888) e a seguire L’educazione sentimentale (1869) di Gustave Flaubert (1821-1880), L’adolescente (1875) di Fëdor Michajlovic Dostoevskij (1821-1881), Ritratto di signora (1881) di Henry James (1843-1916), Bel Ami (1885) di Guy de Maupassant (1850-1893) e, portando la tematica alle sue estreme e più provocatorie conseguenze, Il ritratto di Dorian Gray (1891) di Oscar Wilde (1854-1900).

Fra i romanzi di formazione più letti dai ragazzi e che, più in generale, rientrano fra quei libri da leggere tuttora consigliati durante l’adolescenza, figurano inoltre Alice nel paese delle meraviglie (1865) di Lewis Carroll (1832-1898), Tom Sawyer(1876) e Le avventure di Huckelberry Finn(1884) di Mark Twain (1835-1910), L’isola del tesoro (1883) di Robert Louis Stevenson (1850-1894) e Capitani coraggiosi (1897) di Rudyard Kipling(1865-1936).

In questo caso, siamo davanti a vicende in cui l’immaginazione ha un ruolo preponderante, e l’ambientazione fantastica, esotica o comunque scanzonata permette di coinvolgere giovani lettori e lettrici attraverso dei romanzi avvincenti; va però sottolineato che i testi in questione non sono solo dei libri per bambini o dei libri adolescenziali, e che se hanno fatto la storia della letteratura è perché hanno saputo lanciare un velato ma deciso messaggio di denuncia o di satira nei confronti della società.

È il momento di immergersi nei grandi classici: cinque consigliI romanzi di formazione nel NovecentoI romanzi di formazione, nell’Ottocento e nel Novecento, presentano tratti molto diversi fra loro: se, come abbiamo osservato, nel XIX secolo ci si mantiene infatti nel solco della tradizione, nel XX secolo si assiste invece a una brusca rottura con il passato, accompagnata da una forte propensione per il romanzo sperimentale.Di tale fermento i romanzi di formazione risentono doppiamente: subiscono un primo contraccolpo quando si inizia a mettere in discussione la pedagogia, e non possono non essere coinvolti dai nuovi modi di narrare che influenzano scrittrici e scrittori, così affascinati dall’introspezione psicologica, dalla contaminazione degli stili e da tecniche quali il flusso di coscienza e il monologo interiore

Dalla Belle Époque alle due guerre mondiali

Le istanze di cui abbiamo parlato, com’è comprensibile, non si riscontrano ancora pienamente nelle storie pubblicate agli albori del Novecento, che continunano a risentire di un gusto e di un approccioottocenteschi.È il caso del celebre romanzo per ragazzi di Frank Baum (1856-1919) intitolato Il mago di Oz (1900) e dei tre libri più famosi di Frances Hodgson Burnett (1848-1924), ovvero Il piccolo Lord (1886), La piccola principessa (1905) e Il giardino segreto(1909): più che storie per bambini, storie sociali o addirittura storie tristi, come vengono a volte definite in modo approssimativo, sono storie da leggere per intravedere la nuova e crescente attenzione per i traumi e per le inquietudinidell’adolescenza.Un po’ come accade con Peter Pan (1902) di James Matthew Barrie (1860-1937), I turbamenti del giovane Törless (1906) di Robert Musil (1880-1942), I ragazzi della via Pál (1906) di Ferenc Molnár (1878-1952) e Anna dai capelli rossi (1908) di Lucy Maud Montgomery (1874-1942), considerati fra i più bei romanzi di formazione del primo Novecento

Una messa a fuoco più matura, e una prospettiva più in linea con la sensibilità del nuovo secolo, arriva poco dopo con Martin Eden (1909) di Jack London (1876-1916) e si sviluppa con Ritratto di un artista da giovane (1916) James Joyce(1882-1941), con i romanzi di formazione Demian (1919), Siddharta (1922) e Narciso e Boccadoro (1930) firmati da Hermann Hesse (1877-1962) e, non da ultimo, con Di qua dal Paradiso (1920) di Francis Scott Fitzgerald (1896-1940) e con La montagna incantata (1924) di Thomas Mann (1875-1955).Dopodiché, nel primo dopoguerra e nel corso del secondo conflitto mondiale, le avverse condizioni sociopolitiche collettive e la difficoltà individuale di esprimersi e di crescere entrano a gamba tesa nella produzione letteraria, ispirando romanzi di formazione pregnanti e iconici come Mary Poppins (1934) di Pamela Lyndon Travers(1899-1996), Morte a credito (1936) di Louis-Ferdinand Céline (1894-1961), Chiedi alla polvere (1939) di John Fante(1909-1983), L’età della ragione (1945) di Jean-Paul Sartre (1905-1980) e Pippi Calzelunghe (1945) di Astrid Lindgren(1907).

All’indomani dei trattati di pace di Parigi, nel 1947, le società contemporanee vivono un senso di spaesamento sempre più totalizzante, collegato sul piano culturale all’abbandono di una funzione moralisticadella lettura e alla volontà di raccontare l’insignificanza dell’esistenza individuale.Il tutto, bisogna aggiungere, in un’epoca segnata dai primi dibattiti collettivi contro il razzismo, il sessismo e il classismo, e nella quale si assiste intanto a un boomdelle nascite, dell’occupazione e del benessere economico, mentre un ruolo parallelo e sempre più massmediatico è giocato da radio e televisione.Ecco allora che la forbice sociale si fa più tagliente, come testimoniato dai romanzi di formazione pubblicati dal secondo dopoguerra in poi: Ragazzo negro (1948) di Richard Wright (1908-1960), un cult come Il giovane Holden (1951) di Jerome David Salinger (1919-2010) e ancora Il signore delle mosche (1954) di William Golding(1911-1993), Sulla strada (1957) di Jack Kerouac (1922-1969) e Goodbye, Columbus e cinque racconti (1959) di Philip Roth (1933-2018), fino ad arrivare a Il buio oltre la siepe (1960) di Harper Lee(1926-2016), a Giovani ribelli (1970) di K.M. Peyton (1929) e a L’amico ritrovato(1971) di Fred Uhlman (1901-1985).

Come si nota, la presenza di autrici e autori angloamericani è sempre maggiore, al pari di quanto accade in seguito anche neglianni Settanta e Ottanta – si vedano Panino al prosciutto (1982) di Charles Bukowski(1920-1994), uno dei libri di Stephen King(1947) più famosi di sempre, cioè It (1986), e Matilde (1988) di Roald Dahl (1916-1990) -, sebbene a loro si uniscano via via dei romanzi di formazione da molte altre parti del mondo.

Ne sono un esempio illustre La storia infinita (1979) del tedesco Michael Ende(1929-1995), Norvegian wood (1987) del giapponese Haruki Murakami (1949) e L’alchimista (1988) del brasiliano Paulo Coelho (1947), quest’ultimo annoverabile potenzialmente per molte altre opere dello stesso genere, tra le quali Brida (1990), Veronika decide di morire (1998) e Undici minuti (2003).

Gli anni Novanta, dal canto loro, lasciano spazio a romanzi di formazione che affrontano il difficile confronto con le generazioni precedenti, come in Generazione X (1991) di Douglas Coupland (1961) o in Paddy Clarke ah ah ah! (1993) di Roddy Doyle (1958).Non mancano nemmeno quelli considerati ormai dei libri classici e dedicati al rapporto con lo sport – si veda Febbre a 90° (1992) di Nick Hornby (1957); con la scrittura, e citiamo il romanzo famigliare Infanzia(1997) e i due volumi seguenti della stessa trilogia, Gioventù (2002) e Tempo d’estate(2009), scritti dal Premio Nobel per la Letteratura 2003 John Maxwell Coetzee(1940); e addirittura con la filosofia (è il caso de Il mondo di Sofia, pubblicato nel 1991 dall’autore classe 1952 Jostein Gaarder).Ma sono anche gli anni in cui, ormai a cavallo con il Duemila, escono tre di quei libri che cambiano la vita a milioni e milioni di Millennials, dei romanzi di formazione brevi in termini di pagine e tuttavia indimenticabili per i loro contenuti: Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare (1996) di Luis Sepúlveda (1949-2020), Noi siamo infinito (1999) di Stephen Chosbky (1970) e soprattutto Harry Potter e la pietra filosofale (1997) di J.K. Rowling (1965).Proprio i libri di Harry Potter, che rientrano a pieno titolo anche nella schiera dei libri fantasy per ragazzi (e non solo), conoscono la loro massima fama internazionale nei primi anni del nuovo millennio, dando vita a un universo multimediale ancora oggi estremamente florido.E se possiamo considerare il romanzo fantasy più venduto al mondo come un romanzo di formazione è perché Harry Potter di fatto cresce, impara e affronta decine di sfide man mano che diventa adulto in un mondo magico, a ben pensarci, nemmeno troppo diverso dal nostro.

I romanzi di formazione italiani

Capitolo a parte meritano i romanzi di formazione italiani, caposaldo dei quali si può considerare, a modo suo, I promessi sposi (1827) di Alessandro Manzoni(1785-1873). Naturalmente si tratta di un romanzo italiano fra i più complessi, sfaccettati e tuttora analizzati del nostro panorama, che quindi rientra in molte altre classificazioni narrative, anche se la storia di Renzo e Lucia rimane comunque annoverabile fra i più illustri percorsi di formazione della letteratura ottocentesca.Ottocento e primo NovecentoSe osserviamo le altre pubblicazioni italiane del XIX secolo, noteremo che non mancano poi romanzi di formazione propriamente detti, e afferenti spesso alla produzione cosiddetta “alta”: da Le confessioni d’un italiano (1867) di Ippolito Nievo (1831-1861) a un romanzo siciliano del calibro di Storia di una capinera (1871), o anche de I Malavoglia (1878), entrambi tra i più significativi romanzi di Giovanni Verga(1840-1922).Pochi anni dopo, e precisamente nel 1883, Carlo Collodi (1826-1890) pubblica invece Le avventure di Pinocchio, che è un romanzo di formazione tra i più amati e tradotti in tutto il mondo ancora oggi, e a seguire arrivano Cuore (1886) di Edmondo De Amicis (1846-1908) e nel 1912 Il Giornalino di Gian Burrasca di Vamba(1858-1920): tre opere grazie alle quali – sebbene in maniere differenti – gli scontri generazionali e le difficoltà quotidiane del protagonista hanno a che fare anche con il mondo della scuola.Dopodiché, spostandoci al periodo successivo alla prima guerra mondiale, osesrviamo che il cardine intorno a cui ruotano molti romanzi di formazione italiani diviene l’iniziazione dei sentimenti – fra le pubblicazioni più celebri, ricordiamo Con gli occhi chiusi (1919) di Federigo Tozzi(1883-1920) e Gli indifferenti (1929) e Agostino (1944), scritti dallo scrittore e giornalista Alberto Moravia (1907-1990).

Com’è evidente, tuttavia, nei casi citati non si può parlare di vere e proprie storie d’amore, o di libri romantici, bensì di opere in cui con le vicissitudini ora sociali e ora sessuali, ora familiari e ora esistenziali del personaggio principale ruotano in senso lato intorno all’universo dell’amore.Seconda metà del NovecentoAncora più variegata è la produzione letteraria dei decenni successivi, che vede i romanzi di formazione intrecciarsi con il secondo conflitto mondiale, con la Resistenza e con un’Italia sempre più scossa dai cambiamenti sociopolitici della modernità.Impossibile non menzionare al riguardo Il sentiero dei nidi di ragno (1947) di Italo Calvino (1923-1985), che ha come cornice proprio il movimento partigiano, così come la trilogia I nostri antenati dello stesso autore, che fra il 1952 e il 1959 pubblica Il visconte dimezzato, Il barone rampante e Il cavaliere inesistente.Si tratta di tre storie apparentemente fuori dal tempo, ma che proprio grazie al loro carattere fantastico-allegorico restano fra i libri per ragazzi di 12 anni e oltre più apprezzati fino ai nostri giorni. Con un piede nella realtà e un altro nell’immaginazione si colloca anche L’isola di Arturo (1954) di Elsa Morante (1912-1985), mentre il filone più storico resta preponderante nei racconti Le piccole vacanze (1957) di Alberto Arbasino (1930-2020), e poi nei romanzi di formazione Ragazzi di vita (1955) e Una vita violenta (1959) a firma di Pier Paolo Pasolini (1922-1975).

Anche gli anni Sessanta sono segnati dagli trascichi della guerra – basti pensare a La ragazza di Bube (1960) di Carlo Cassola(1917-1987), a Il giardino dei Finzi-Contini(1962) di Giorgio Bassani (1916-2000) o a Il partigiano Johnny (1968) di Beppe Fenoglio (1922-1963) -, ma fra i romanzi di formazione iniziano ad apparire anche nuove tematiche, come quella dell’abortoaffrontata ne L’età del malessere (1963) di Dacia Maraini (1936).Influenzati dai fermenti sociali sempre più incalzanti sono anche Ernesto (1975) di Umberto Saba (1983-1957), dedicato a un amore omosessuale, Una giovinezza inventata (1979) di Lalla Romano (1906-2001), Boccalone (1979) di Enrico Palandri(1956), e Altri libertini (1980), raccolta di racconti d’esordio di Pier Vittorio Tondelli(1955-1991): il primo dedicato all’educazione femminile, e gli altri due a degli amori destabilizzanti cui fanno da sfondo i tumulti bolognesi del 1977.Il rapporto con il sesso, con la droga e con il viaggio, insieme a una sempre più forte coscienza politica, rimane cruciale anche nei romanzi di formazione successivi, da Seminario sulla gioventù (1984) di Aldo Busi (1948) a Due di due (1989) di Andrea De Carlo (1952), fino ad arrivare negli anni Novanta a Jack Frusciante è uscito dal gruppo (1994) di Enrico Brizzi (1974) e a Sostiene Pereira (1994) di Antonio Tabucchi (1943-2012).A collocarsi in una dimensione diversa, negli ultimi anni del Novecento, sono invece le opere di Bianca Pitzorno (1942) e di Silvana Gandolfi (1940): le due scrittrici, infatti, oltre a essere molto prolifiche e a strutturare spesso i loro romanzi di formazione dal punto di vista di bambine e ragazzine, descrivono la crescita delle protagoniste con delicata ironia, optando per uno stile meno cupo (e però sempre profondo) e raggiungendo un grande successo con libri come Ascolta il mio cuore (1991), la prima, e L’isola del tempo perso (1997), la seconda.

I romanzi di formazione contemporaneiSe ai romanzi di formazione a partire dagli anni Duemila abbiamo scelto di riferirci con l’aggettivo “contemporanei“, nonostante un mondo che cambia e si evolve sempre più fretta, è perché la loro influenza e le dinamiche delle quali parlano sono ancora le nostre, perfino quando siamo davanti a libri usciti ormai da un ventennio, e che a prima vista ci sembrerebbero già di un’altra epoca.In realtà, proprio nei primi anni del nuovo millennio, si afferma una tendenza ancora diffusa, ovvero quella di raccontare la provincia e la periferia del grande mondo occidentale (e non solo) attraverso gli occhi di personaggi semplici, spesso ai marginidella società, ma il cui coraggio e i cui tentativi di autoaffermazione diventano un commovente modello per chiunque.

Romanzi di formazione “non convenzionali”: i consigli di lettura di Matteo B. BianchiFra i romanzi di formazione più conosciuti in tal senso possiamo ricordare Io non ho paura (2001) di Niccolò Ammaniti (1966), Colla (2001) di Irvine Welsh (1958), La sottile linea scura (2002) di Joe R. Lansdale (1951), Il cacciatore di aquiloni(2003) di Khaled Hosseini (1965), Fuori a rubar cavalli (2003) di Per Petterson(1952), Una barca nel bosco (2004) di Paola Mastrocola (1956) e Il club degli incorreggibili ottimisti (2009) di Jean-Michel Guenassia (1950).

Spesso consigliate fra i libri per ragazzi di 13 o 14 anni, queste a ben vedere sono tutte opere a sfondo sociale e di ampio respiro, che descrivendo contesti storici e geografici di privazione, sfruttamento e intimidazione ci trascinano lontano da casa per spingerci a riflettere sulle complesse condizioni di vita dei nuovi giovani, e che risultano significative da leggere a tutte le età.Un ulteriore filone che possiamo rintracciare nel XXI secolo riguarda, poi, quei protagonisti le cui difficoltà nella crescita non sono legate a elementi dell’ambiente circostante, bensì a un mondo interiore fatto di ritardi mentali, di disturbi psicologici o anche “solo” di traumi e di disagi psichici: ad aprire le danze è Mark Haddon (1962) con Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte, nel 2003, a cui si aggiunge due anni dopo Molto forte, incredibilmente vicino di Jonathan Safran Foer (1977).Intanto, in Italia, esce Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire (2003) di Melissa P. (1985), che passa poi il testimone allo statunitense Peter Cameron(1959) di Un giorno questo dolore ti sarà utile (2007) e a numerosi altri romanzi di formazione ancora in auge, come Chiamami col tuo nome (2007) di André Aciman(1951), del quale è uscito un adattamento cinematografico nel 2018, e La solitudine dei numeri primi (2008), con cui nello stesso anno Paolo Giordano (1982) ha vinto il Premio Strega e il Premio Campiello Opera Prima.Anche gli anni Dieci, in continuità con i precedenti, vedono l’affermarsi di romanzi di formazione sempre più complessi, fra le cui pagine si intrecciano i due andamentidei quali abbiamo appena parlato: esemplificative al riguardo sono la tetralogia de L’amica geniale di Elena Ferrante, uscita fra il 2011 e il 2014, e l’opera Il cardellino (2013) di Donna Tartt(1963), autrice alla quale si doveva già nel 1992 il bestseller Dio di illusioni.

Ultima, ma non per importanza, tra i romanzi di formazione che segnaliamo in questa sede è la saga di Olga di carta(2015) di Elisabetta Gnone (1965), un libro contenente vari inserti in papercut e che, tramite la storia della piccola e creativa protagonista, ci ricorda (in una perfetta quadratura del cerchio trattato fino a qui) quanto la differenza, l’imperfezione, la sensibilità e la delicatezza restino di fatto i tratti che ci rendono umani, a prescindere dalla nostra età anagrafica.

Le opere degli ultimi anni

D’ora in avanti staremo a vedere quali, tra i romanzi di formazione più recenti, pubblicati cioè dal 2015 in poi, avranno la forza (e la fortuna) di diventare nel tempo dei veri e propri cult: servirà qualche anno in più per capire quali libri leggere come dei classici moderni.Potrebbe trattarsi di quello che finora siamo stati abituati a concepire come un romanzo rosa o un romanzo epistolare, come unromanzo distopico o come un fantasy: chi può dirlo?

Quel che è certo è che non mancano già dei casi editoriali da tenere d’occhio, in cui l’elemento digitale e la transmedialità si fanno sempre più preponderanti, e in cui la crescita in una società postcontemporanea è marcata da molti dei dibattiti ancora in corso, e da svolte epocali quali la nascita del progetto Erasmus (nel già lontano 1987), la crisi del 2009, gli attentatirivendicati dall’ISIS dal 2014 o, più di recente, la pandemia da Covid-19.

Già da tempo, per restare al passo con le novità di oggi e con i testi di culto di domani, abbiamo raccolto in specifici articoli (come questo del 2016) alcuni tra i romanzi di formazione più significatividell’anno in corso, riproponendo il format nel 2018, nel 2020 e naturalmente nel 2021, anno in occasione del quale abbiamo individuato oltre 40 nuovi consigli per bambini dai 3 anni fino agli 8 e 10 anni, e oltre 30 consigli per ragazzi dagli 11 anni in su.Che tra questi ci siano ci siano dei titoli destinati a diventare degli evergreen fra i romanzi di formazione è indubbio; appuntamento tra qualche tempo per scoprire insieme di quali si tratterà

I romanzi di formazione contemporaneiSe ai romanzi di formazione a partire dagli anni Duemila abbiamo scelto di riferirci con l’aggettivo “contemporanei“, nonostante un mondo che cambia e si evolve sempre più fretta, è perché la loro influenza e le dinamiche delle quali parlano sono ancora le nostre, perfino quando siamo davanti a libri usciti ormai da un ventennio, e che a prima vista ci sembrerebbero già di un’altra epoca.In realtà, proprio nei primi anni del nuovo millennio, si afferma una tendenza ancora diffusa, ovvero quella di raccontare la provincia e la periferia del grande mondo occidentale (e non solo) attraverso gli occhi di personaggi semplici, spesso ai marginidella società, ma il cui coraggio e i cui tentativi di autoaffermazione diventano un commovente modello per chiunque.PUÒ INTERESSARTI ANCHE Matteo B. Bianchi17.05.2017Romanzi di formazione “non convenzionali”: i consigli di lettura di Matteo B. BianchiFra i romanzi di formazione più conosciuti in tal senso possiamo ricordare Io non ho paura (2001) di Niccolò Ammaniti (1966), Colla (2001) di Irvine Welsh (1958), La sottile linea scura (2002) di Joe R. Lansdale (1951), Il cacciatore di aquiloni(2003) di Khaled Hosseini (1965), Fuori a rubar cavalli (2003) di Per Petterson(1952), Una barca nel bosco (2004) di Paola Mastrocola (1956) e Il club degli incorreggibili ottimisti (2009) di Jean-Michel Guenassia (1950).

Ultima, ma non per importanza, tra i romanzi di formazione che segnaliamo in questa sede è la saga di Olga di carta(2015) di Elisabetta Gnone (1965), un libro contenente vari inserti in papercut e che, tramite la storia della piccola e creativa protagonista, ci ricorda (in una perfetta quadratura del cerchio trattato fino a qui) quanto la differenza, l’imperfezione, la sensibilità e la delicatezza restino di fatto i tratti che ci rendono umani, a prescindere dalla nostra età anagrafica.

Le opere degli ultimi anni

D’ora in avanti staremo a vedere quali, tra i romanzi di formazione più recenti, pubblicati cioè dal 2015 in poi, avranno la forza (e la fortuna) di diventare nel tempo dei veri e propri cult: servirà qualche anno in più per capire quali libri leggere come dei classici moderni.Potrebbe trattarsi di quello che finora siamo stati abituati a concepire come un romanzo rosa o un romanzo epistolare, come unromanzo distopico o come un fantasy: chi può dirlo?

Quel che è certo è che non mancano già dei casi editoriali da tenere d’occhio, in cui l’elemento digitale e la transmedialità si fanno sempre più preponderanti, e in cui la crescita in una società postcontemporanea è marcata da molti dei dibattiti ancora in corso, e da svolte epocali quali la nascita del progetto Erasmus (nel già lontano 1987), la crisi del 2009, gli attentatirivendicati dall’ISIS dal 2014 o, più di recente, la pandemia da Covid-19.

Già da tempo, per restare al passo con le novità di oggi e con i testi di culto di domani, abbiamo raccolto in specifici articoli (come questo del 2016) alcuni tra i romanzi di formazione più significatividell’anno in corso, riproponendo il format nel 2018, nel 2020 e naturalmente nel 2021, anno in occasione del quale abbiamo individuato oltre 40 nuovi consigli per bambini dai 3 anni fino agli 8 e 10 anni, e oltre 30 consigli per ragazzi dagli 11 anni in su.Che tra questi ci siano ci siano dei titoli destinati a diventare degli evergreen fra i romanzi di formazione è indubbio; appuntamento tra qualche tempo per scoprire insieme di quali si tratterà

5 pensieri riguardo “I romanzi di formazione

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