Recensione. Villa Metaphora

Le principali ragioni fondative di ogni comunità umana sono il bisogno di compagnia e quello di protezione reciproca. […] oggi nessuno ha più la minima voglia di occuparsi di nessuno, nemmeno quando ne condivide la casa e il letto; nessuno ha più abbastanza attenzione, o pazienza, o tempo, da dedicare ad altri al di fuori di sé. Si possono concedere al massimo un paio di minuti, poi basta. Se hai bisogno di più, vatti a cercare un aiuto professionale.

Sinossi ufficiale

Una piccola isola vulcanica ai margini estremi del Mediterraneo meridionale, Tari. Uno squisito resort di lusso arrampicato sulle rocce, Villa Metaphora. Pochi ospiti internazionali, ricchi e famosi, in cerca di qualche giorno di tregua dalle pressioni del mondo. Quattordici personaggi che si passano il testimone di capitolo in capitolo: un architetto e imprenditore milanese, la sua assistente e amante tarese, un marinaio nato sull’isola, un falegname dall’animo artistico, un raffinato chef spagnolo, una ragazza italo-irlandese alla ricerca delle sue origini, una giornalista francese in incognito, un potentissimo banchiere tedesco e sua moglie, due anziani coniugi italiani dediti al gioco della deduzione, una giovane star americana e suo marito, inventore di un metodo per risolvere problemi altrui, un politico italiano che cerca il sostegno dei “poteri forti”. Quattordici punti di vista, ognuno con la sua voce, il suo mondo, i suoi riferimenti. Ognuno credibile, coerente, e del tutto inconciliabile con gli altri. Una trama serrata, piena di coincidenze, complicazioni, colpi di scena. Un tour de force stilistico, sfaccettato in una varietà di prospettive e di modi di raccontare. Con “Villa Metaphora” Andrea De Carlo scrive il suo romanzo più ambizioso, ironico, cattivo, avventuroso, polemico, raccogliendo la sfida di raccontare il mondo di oggi, con le sue virtù e i suoi difetti peggiori, i suoi vizi, le sue paure, le sue insostenibili contraddizioni.

Recensione

Personaggi

Lara Laremi ospite, scenografa

Gianluca Perusato architetto e proprietario del resort

Lucia sua assistente e amante

Paolo Zacomel falegname

Ramiro Juarez chef

Tiziana Cobanni e il marito Giulio ospiti

Simone Poulanc, ospite, Recensisce ristoranti e alberghi

Bryan Neckhart e sia moglie Lynn Lou show attrice, ospiti

brigitte e Werner Reitt, banchiere tedesco, ospite

Mattias, assistente di Reitt

Carmine, cugino di Lucia e marinaio/tuttofare

Onorevole Gomi, in visita a Reitt

Due Cameriere e un aiuto cuoco

Ogni ospite si trova per motivi diversi sull’isola: Lara per scordare un amore tormentato , Lynn Lou per riprendersi dopo l’ennesima crisi sul set di un film, Reitt per sfuggire ad uno scandalo che con il progredire della storia si chiarisce, la Poulanc per stroncare il resort, solo il motivo dei coniugi Cobanni è più sfuggente

Lo chef Ramiro è uno dei personaggi più interessanti insieme al falegname Paolo. Ramiro ha spinto molto in avanti i limiti della propria tecnica, dematerializza i cibi, sperimenta, ricerca, perfeziona, osa, cercando sempre nuovi effetti, tentando di generare nel cliente sorpresa, stupore, riflessioni che si diramano in direzione impreviste. Paolo il falegname è un altro esploratore, un selvaggio, un uomo che si trova benissimo a suo agio a contatto con la natura e lontano dai suoi simili, che non accetta legni levigati ma materiali di recupero da incastrare senza viti o elementi di ferro, solo incastrando i vari materiali tra di loro per raggiungere un effetto di straordinaria semplicità e naturalezza.

Ho apprezzato i vari spunti di riflessione disseminati nel lungo corso della narrazione, ad un certo punto diventata un po’ eccessiva, E la straordinaria capacità che ha l’autore di mettersi nei panni dei suoi personaggi, di farci vedere ciò che capita attraverso i loro occhi, con un punto di vista interno molto ben realizzato. sicuramente avrei apprezzato una lunghezza un po’ ridotta rispetto alle 921 pagine del testo, la narrazione ne avrebbe giovato

Una persona non cambia, semmai si adatta temporaneamente ad una situazione e poco dopo ritorna al punto di partenza. L’unico vero modo di cambiare una persona e cambiarla nel senso di sostituirla con un’altra

Una storia vista dal di dentro è sempre più difettosa di come vogliamo credere e far credere, forse ci siamo sempre un po’ anche se non siamo attori di professione, rivestiamo la verità con quello che vorremmo fino a quando l’involucro si rompe e la verità torna fuori, ancora peggiore di come la pensavamo.

5 pensieri riguardo “Recensione. Villa Metaphora

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