Recensione. Le imperfette

Al desiderio si era sostituita la consuetudine, all’ascolto il già detto , alla curiosità l’indifferenza. Certi amori di muoiono un giorno dopo l’altro. Senza scampo.

Sinossi ufficiale

Anna sta recitando una parte, ma non lo sa. O forse non vuole saperlo, perché altrimenti dovrebbe chiedersi chi è, e cosa desidera dalla vita. Del resto, ha due meravigliosi bambini, un padre che la adora e un marito chirurgo estetico che è appena diventato primario di Villa Sant’Orsola, la clinica privata di famiglia. Ha anche un amante, Javier, il papà spagnolo di una compagna di scuola del figlio: si incontrano due volte alla settimana in un appartamento che diventa subito uno splendido altrove, un luogo di abbandono. E allora, cos’è che non funziona? I nodi, si sa, presto o tardi arrivano al pettine. Il suo matrimonio, il suo rapporto con i figli, la reputazione della clinica: uno dopo l’altro, tutti i pilastri della sua esistenza iniziano a vacillare. Anna è costretta a fare ciò che non avrebbe mai immaginato: aprire gli occhi e attraversare il confine sottile che separa l’apparenza dalla realtà. Per scoprire che le ferite, anche se fanno male, a volte sono crepe dalle quali può entrare una nuova luce.
Con straordinaria lucidità e una scrittura che non concede niente alla retorica, Le imperfette getta uno sguardo su quel groviglio interiore che ci portiamo dentro, dove le bugie che gli altri ci raccontano si mescolano agli inganni dei nostri stessi sensi.

Recensione

La protagonista Anna resta impressa nella mente del lettore in modo indelebile, con la sua esuberanza, le sue paure, il suo mondo che crolla da un giorno all’altro, la sua passione per Javier, il suo amore per il padre, i suoi dubbi su Guido, la sua diffidenza verso Maria Sole.

Anna per la maggior parte della sua vita è stata inconsapevole di ciò che le accade attorno, di quello che sta capitando nella clinica di famiglia o al suo matrimonio, poi improvvisamente prende coscienza di tutto.

Lei e il marito si separano: lui ha il coraggio di ammettere che si sono allontanati, che avessero fatto le cose troppo in fretta, e così Anna recupera pian piano la sua libertà e i suoi spazi, si sente viva, torna a respirare, vive una situazione liquida in cui si sente a suo agio, comincia a mentire senza sentire nessun rimorso, vive una seconda vita segreta fatta di incontri furtivi con il suo amante, mente a tutti: ai suoi figli, al marito, al padre. Ha cominciato a sporcare la sua vita con bisogni e omissioni e anche se è la prima volta che lo fa, le viene naturale.

I temi al centro del romanzo sono molti: il matrimonio in crisi, l’attaccamento al padre, la voglia di sentirsi di nuovo viva, di riappropriarsi dei propri spazi, la consapevolezza di se’, il senso di colpa della protagonista ogni volta che dedica qualche momento a se stessa anziché ai figli.

Il più importante è sicuramente la ricerca della perfezione, il tentativo continuo soprattutto da parte delle donne di ambire a una completezza che sanno essere irraggiungibile, il loro continuo volersi migliorare per assomigliare ad un ideale di bellezza lontano, il desiderio di essere apprezzate e amate soprattutto per il loro aspetto esteriore, senza tenere minimamente conto dell’interiorità.

La Prosa elegante e morbida della De Paolis, avvolgente, ci porta nelle zone più nascoste dell’anima di Anna, ci permette di insinuarci tra i suoi pensieri più reconditi, di penetrare tra i suoi segreti più inconfessabili.

Un libro davvero molto emozionante.

Estratti

Un dettaglio del pomeriggio apparve, involontariamente, come un movimento gastrico: Javier che la afferrava ke natiche, le dita forti, nodose. “Befane aqui.” Anna si alzò di scatto , non riuscendo a contenere il turbamento, aveva paura che l’onda di sensazioni salisse in superficie, tradisse l’epidermide, si trasformasse in un’emozione congrua, visibile. Nessuno le aveva mai detto cose come quelle. Il sesso con Guido era una silenziosa duna nel deserto.

“Le imperfette”, come le chiamava suo marito. C’era qualcosa di malevolo in quel nomignolo. Guido, nonostante amasse il suo lavoro, in fondo deprecava chi ricorreva alla chirurgia. Il sentimento opposto animava Attilio: per lui tutte le donne erano imperfette, tutte erano in cerca di qualcosa che le completasse. E per il padre di Anna il discorso non si limitava alla bellezza: era un’inquietudine dell’anima che portava le donne a cercare di migliorarsi, come se la condizione del femminile fosse votata a una ricerca perpetua, una spinta costante.

5 pensieri riguardo “Recensione. Le imperfette

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