Recensione. Jäck atto II. La triste notte

Sinossi ufficiale

La città celata aveva un segreto. Due ragazzi lo hanno portato alla luce. Ora la città ha bisogno di un re che la difenda: Cabil sarà all’altezza del ruolo? Il seguito di un fantasy diverso da qualunque altro. L’amore di una madre, il riscatto di un guerriero, le vere origini di un giovane arciere e il mistero della Grande Porta. Jack e Night affronteranno la sfida più grande nel secondo capitolo di questa trilogia. Accendiamo un falò in memoria dei caduti affinché nessuno possa dimenticare i sacrifici, il dolore e il coraggio della città di Adzul. Questo è Jäck atto II: la triste notte.

Recensione

Chi ha apprezzato il primo volume di questa trilogia non può fare a meno di continuarne la lettura con il secondo che già fin dalla copertina presenta una novità importante: infatti oltre a Jack e a Night, I due giovani che abbiamo imparato a conoscere nel libro precedente, troviamo cable, diventato capopopolo della città di Adzul e deciso a tutti i costi a salvarla da un eventuale attacco esterno da parte dell’Alleanza del nord, che non si fa attendere a lungo.

Mi è piaciuto molto lo spazio che Cabil ha avuto in questo testo, spazio che non ha tolto comunque le luci della ribalta agli altri due protagonisti, l’ingenuo Night e l’intrepido Jack, la cui amicizia nel corso della narrazione si rafforza sempre di più. Se vogliamo considerare questi ultimi due, potremmo definire il libro un romanzo di formazione, perché rispetto al primo volume i due ragazzi subiscono entrambi un’importante evoluzione personale. Ho anche apprezzato le figure fantastiche che appaiono nel racconto e che sono rese ancor più intriganti dalle splendide illustrazioni che arricchiscono il libro.

La narrazione è quasi interamente occupata dalla lotta tra il popolo di Adzul, la città celata per tanti anni agli occhi del resto del mondo, e i suoi invasori, uno scontro cruento descritto in modo molto dettagliato e mirabile, con uno stile che ci fare venire voglia di leggere la storia tutto d’un fiato e con un ottimo approfondimento della psicologia dei personaggi e delle dinamiche relazionali che intercorrono tra di loro.

Un testo che fa riflettere sul valore dell’amicizia e sui sacrifici che siamo disposti a fare per gli altri, sulle responsabilità gravi che incombono su chi gestisce il potere. Insomma un libro da non perdere.

Estratti

“Ho deluso tutti, Mamma. Ho fatto morire delle persone… Non importa quello che dice questa gente: io ho fallito.ho fallito nel salvare la città e tre… Che fai?”

La madre gli prese il capo con delicatezza e lo baciò sulla fronte. Allontanò lentamente le labbra e disse: “Non voglio nemmeno sentire queste sciocchezze… Ti ho già detto cosa penso…”

“Ma …”

“No, Cabil. Tu sei troppo critico. Specialmente con te stesso. Devi schiacciare questi pensieri della tua testa. Devi farli andare via e non farli entrare mai più. “

Ci insegnano a nascondere le debolezze. A trattenere le lacrime e mostrare sguardi alteri o fieri che delineano un dominio totale della mente sullo spirito.Sguardi di forza, incorruttibilità. Così dobbiamo essere: incorruttibili. Perche lo spirito non può essere rivelato con tanta facilità, non nel mondo in cui viviamo. La debolezza, che ognuno di noi nasconde bene stipata nel profondo, non cessa mai finché ci ostiniamo a mostrare le emozioni. Finché non abbiamo assimilato la lezione, finché non siamo riusciti, finalmente, a crearci una facciata dura e intransigente con cui far fronte alla difficoltà della vita, saremo sempre e comunque deboli. Per questo esiste il dominio della mente sull’anima. Per questo esistono persone che hanno dimenticato come rimettersi in contatto con lo spirito.queste persone hanno mantenuto quel dominio tanto a lungo da non essere più capace a lasciarlo andare. E allora si finge, si recita, si mima gli effetti dati dal contatto con lo spirito ma senza trarne gli stessi Benefici.ogni recita è un po’ più vuota e silenziosa fino al giorno della nostra morte.e non quella fisica, ma quella spirituale, che è molto peggio.

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