Blog tour la smemorata dei Parioli e altri racconti: le motivazioni

Le motivazioni

La Smemorata dei Parioli è la mia quarta prova di narrativa. Con questo libro – dopo due romanzi – sono tornato al genere dei racconti, con il quale ho esordito nel 2010.
Avevo molta voglia di scrivere racconti. Per tanti motivi. Scrivere racconti – almeno a me – regala un gran senso di libertà. Quattordici racconti mi hanno dato la possibilità di mettere in scena un gran numero di personaggi anche molto diversi tra loro senza dovermi preoccupare – come appunto deve fare il romanziere – di escogitare un meccanismo (credibile) che li porti a interagire tra loro all’interno di un’unica trama. Mi ha consentito di scrivere quattordici incipit e altrettanti explicit, che giudico i momenti più piacevoli e gratificanti della scrittura. Mi ha permesso di alternare sapori e umori differenti, usando ora un registro più ironico, o grottesco, ora più drammatico.
Aggiungo che la scrittura dei racconti mi è sempre sembrata la più vicina a a quella giornalistica, nascendo ( e restando) io un giornalista. E questo per la necessità di usare un numero limitato di parole (limitato rispetto al romanzo), per definire personaggi, climi, intrecci, situazioni.
Quanto al contenuto, lo sentivo particolarmente congeniale perché la Roma borghese è quella che meglio conosco, essendovi nato, cresciuto, vissuto. Conosco bene anche il travaglio di un ceto che soffre più di qualsiasi altro le conseguenze di questa congiuntura storica, e come narratore sono affascinato dallo strumento di difesa che essa (senza ovviamente cadere nella generalizzazione) preferisce adottare, e cioè quello della dissimulazione. Fino a poco tempo fa la borghesia romana era impegnata a far credere d’avere il superfluo; ora mi sembra impegnata a nascondere che sta perdendo il necessario. Due dissimulazioni speculari, in fin dei conti.
Vorrei che ognuno, leggendo queste storie, ne facesse scaturire pensieri diversi. Sono convinto che se ciascun lettore interpreta una storia a modo suo per lo scrittore non si tratta di una sconfitta, bensì di una vittoria.

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