Recensione. Non ditelo allo scrittore

A Vani basta notare un tic, una lieve flessione della voce, uno strano modo di camminare per sapere cosa c’è nella testa delle persone. Una empatia innata che lei mal sopporta, visto il suo odio per qualunque essere vivente le stia intorno, e che però è fondamentale nel suo mestiere. Perché Vani è una ghostwriter. Presta le sue parole ad autori che in realtà non hanno scritto i loro libri. Si mette nei loro panni. Un lavoro complicato di cui non può parlare con nessuno. Solo il suo capo sa bene qual è ruolo di Vani nella casa editrice. E sa bene che il compito che le ha affidato è più di una sfida: deve scovare un suo simile, un altro ghostwriter che si cela dietro uno dei più importanti romanzi della letteratura italiana. Solo Vani può farlo uscire dall’ombra. Ma per renderlo un comunicatore perfetto, lei che ama solo la compagnia dei suoi libri e veste sempre di nero, ha bisogno del fascino ammaliatore di Riccardo. Lo stesso scrittore che le ha spezzato il cuore, che ora è pronto a tutto per riconquistarla. Vani deve stare attenta a non lasciarsi incantare dai suoi gesti. Eppure ha ben altro a cui pensare. Il commissario Berganza, con cui collabora, è sicuro che lei sia l’unica a poter scoprire come un boss della malavita agli arresti domiciliari riesca comunque a guidare i suoi traffici. Come è sicuro che sia arrivato il momento di mettere tutte le carte in tavola con Vani. Con nessun’altra donna riuscirà mai a parlare di Chandler, Agatha Christie e Simenon come con lei. E quando la vita del commissario è in pericolo, Vani rischia tutto per salvarlo. Senza sapere come mai l’abbia fatto. Forse perché, come ha imparato leggendo La lettera scarlatta e Cyrano de Bergerac, ogni uomo aspira a qualcosa di più grande, che rompa ogni schema della razionalità e della logica.

Recensione

Il terzo volume della serie dedicata a Vani Sarca è una straordinaria conferma del talento di Alice Basso che ha dato vita ad un personaggio assolutamente irresistibile.

Il romanzo deve essere letto in ordine dopo L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome (2015), Scrivere è un mestiere pericoloso(2016) e anche se l’autrice ripete molti particolari della vita di Vani Sarca, della sua famiglia e della sua cerchia di amici o conoscenti, non se ne possono apprezzare fino in fondo gli sviluppi se non si sono letti anche i due volumi precedenti.

Nel primo capitolo c’è un concetto che mi ha molto colpito e che l’autrice mette in bocca al professore preferito da Vani: alla base delle grandi rivoluzioni ci sono stati sempre dei libri e che quando si studia la letteratura, non si studiano soltanto i libri, ma si studia la miccia della storia. I romanzi e le poesie non sono solo frutto delle esperienze personali fatte da loro autore, ma sono strettamente legate al periodo storico in cui sono venuti alla luce, sono connaturati agli eventi storici e politici a loro contemporanei e attraverso il loro studio possiamo comprendere molto di quello che stava accadendo nella società nel momento in cui dono stati concepiti e poi pubblicati. Anzi, addirittura molte opere di letteratura hanno preceduto e ispirato la storia, quella con la S maiuscola, quella che finisce nei manuali e che i ragazzi studiano a scuola. Purtroppo a volte è difficile far comprendere ai giovani questi legami, perché concepiscono le varie materie di studio come dei comparti stagni e fanno fatica a cogliere i collegamenti.

La protagonista del romanzo non aveva certo di questi problemi, perché a scuola è stata sempre una lettrice appassionata e onnivora, molto attenta e sagace, qualità che ha mantenuto anche una volta che lasciato i banchi di scuola. In più ha una specie di sesto senso che le permette di entrare nella mente delle persone, di capire a fondo quello che pensano da un minimo gesto, qualità che lei stessa chiama “empatia senza simpatia” e che mostra soprattutto nei confronti degli scrittori nei quali si deve immedesimare per svolgere il suo lavoro di ghostwriter.

In questo libro ritroviamo la sua amica Irma, un’anziana cuoca che ha avuto modo di conoscere durante la stesura di un libro, una donna che potrebbe essere lei con cinquant’anni in più, mentre dall’altra parte c’è Morgana, la ragazzina che abita al piano di sopra e che le ricorda se stessa con 20 anni di meno.

Non si può fare a meno di affezionarsi a Vani, nonostante quasi tutto il genere umano le faccia mediamente schifo, sentimento dal quale sono escluse le due figure suddette, il commissario Berganza e suo nipote Ivano. Ad un certo punto del libro la protagonista si rende conto di essere stanca per il fatto di essere sempre in guerra contro tutto e tutti, forse è arrivato anche per lei il tempo di trovare un po’ di pace e di “normalità“, una situazione che rappresenterebbe per Vani una vera e propria novità, ma magari potrebbero piacerle e potrebbe farci l’abitudine.

Questo terzo volume della serie secondo me è un po’ un romanzo di formazione, perché la protagonista mantiene sempre l’aspetto caustico del suo carattere, la sua ironia pungente e dissacrante, il suo fastidio per tutto il mondo, ma in un certo senso cambia e si accorge che tutto il genere umano, che finora ha cercato di tenere alla larga, magari non deve essere condannato in toto, che qualcuno si salva e che vuole che nella sua vita entrino delle persone.

È un romanzo che mi ha fatto sorridere spesso perché mentre leggevo sono riuscita a vedere perfettamente davanti a me Vani con il suo inconfondibile abbigliamento dark, le sue espressioni, le sue terribili occhiate che dicono molto più di 1000 parole. A volte riuscivo persino a immaginare esattamente anche il tono con cui pronunciava le sue battute sarcastiche.

Non mi sono fermata alla fine del romanzo ma ho letto subito il successivo.

L’autrice

Alice Basso è nata a Milano nel 1979. Ha lavorato per diverse case editrici come redattrice, traduttrice e valutatrice di proposte editoriali. Nel tempo libero finge di avere ancora vent’anni, ama cantare e scrivere canzoni, suonare il sassofono e disegnare. Cucina male, guida ancora peggio e di sport nemmeno a parlarne. Con Garzanti ha pubblicato le avventure della ghostwriter Vani: L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome (2015), Scrivere è un mestiere pericoloso(2016), Non ditelo allo scrittore (2017), La scrittrice del mistero (2018), Un caso speciale per la ghostwriter(2019), più i racconti La ghostwriter di Babbo Natale(2017), Nascita di una ghostwriter (2018), Un caso speciale per la Ghostwriter (2019) e Il morso della vipera(2020).

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