Sabato incipit. Il gatto di Depero

In questi giorni ho letto un libro molto interessante che mi ha fatto scoprire un artista italiano che conoscevo poco, Fortunato Depero. Ed è per questo che oggi vi propongo l’incipit del libro di Milka Gozzer.

“Mi chiamo Luigi Mario Nicoluzzi e sono morto. Ho vissuto attraverso quello che un illustre storico ha chiamato il “Secolo breve”. Nacqui il 7 dicembre del 1901 in un villaggio ai confini dell’Impero, Mori, a meno di un giorno di carrozza dalle brezze salubri arcensi e della riviera del Garda. Dalle finestre della bottega, verso marzo, si scorgevano colonne di mezzi con le penne colorate anticipate dal frastuono dei cavalli che scendevano come una folata di vento dal Nord e facevano alzare in volo stormi di passeri e polvere gialla sulla strada maestra. “Guarda, sta passando il re!” Io e mio fratello ci mettevano in ordine la casacca e scrollavamo i piedi per togliere la segatura, ma, anche se sbattevamo forte, i trucioli di ulivo restavano aggrappati ai nostri capelli, alle maniche, alle scarpe e persino alle ciglia. La segatura ti si infilava dappertutto e spesso dovevi grattarti di nascosto, ché non era educazione, soprattutto quando passava il re.”

5 pensieri riguardo “Sabato incipit. Il gatto di Depero

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