Blog tour Cronache delle principesse addormentate, seconda tappa

Le donne, i popoli soggiogati, gli schiavi, i cavalli domati: tutti coloro che sperimentano la sottomissione, alla fine, si abituano.

La storia della specie umana è sempre stata segnata dalla prevaricazione dei maschi nei confronti delle donne, oggetto nei secoli di ogni forma di sopraffazione: fisica, politica, morale e culturale. In tempo di guerra le donne, oltre al lutto e alla miseria, hanno sempre pagato anche il prezzo dell’umiliazione, con l’arma dello stupro, l’imposizione di aborti, matrimoni e gravidanze forzate, subendo perfino, ove siano riuscite a sopravvivere, lo stigma sociale del disonore. Ma la posizione delle donne nella società è stata sacrificata anche e soprattutto in tempo di pace.

Ne sono evidenza la negazione dei diritti politici, la limitazione nell’accesso all’istruzione, la subordinazione legale alla potestà maschile e più in generale la dipendenza economica dal lavoro dei maschi e la reclusione culturale in un ruolo esclusivamente privato regolato dal matrimonio. Infatti: nel matrimonio la donna, privata del suo nome, perde la sua identità significando il passaggio di proprietà che è avvenuto tra il padre di lei e il marito. (Carla Lonzi, dal “Manifesto del movimento femminista”).

I personaggi fiabeschi delle “Cronache delle principesse addormentate”, tutti femminili, rappresentano tre diversi aspetti della condizione delle donne: la sottomissione, l’esigenza della perfezione, e infine la forza ribelle e rivoluzionaria dell’amore.

In alcune delle fiabe si racconta quindi l’esperienza dolorosa della sottomissione in guerra come in pace. Utilizzando talvolta una spiazzante inversione dei ruoli maschile e femminile, si trovano tra le pagine episodi di violenza di genere, sfruttamento sessuale, stupri di guerra e, allo stesso tempo, ribellioni e rinascite (La nazione delle donne, Al gran mercato della fibbia, Zaboravljena Djeca Rata, Io sono io, Di quel che accade a Cucuso, Come nascono gli orchi, Germe di grano, La meravigliosa promessa).

A causa di atavici condizionamenti sociali e culturali, pare che le donne si sentano costrette a dimostrare la propria adeguatezza in ogni contesto, sempre e in ogni istante. Questo le porta a una estenuante quanto vana ricerca della perfezione e della bellezza, poiché è difficile mantenersi a lungo in uno stato di perfezione, e per legge naturale ciò che non può progredire, regredisce. (La figlia di Hasanaginica, L’Ape Regina, I due gemelli, Il castello interiore, Dopo l’anima).

In altri racconti, infine vengono rappresentati il coraggio, la forza e la sensibilità delle donne come valore rivoluzionario, forse in grado di operare un reale cambiamento del mondo (Come può una madre, La piccola fata, Ti proteggerò, Il risveglio delle principesse, Idola, La sparizione del fanciullo, Il Dono)

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