Recensione. Io sono l’abisso

Sinossi ufficiale

Sì, le disse lui col pensiero. Sono stato partorito da una fetida piscina, ho imparato a respirare dentro l’acqua sporca. Quel buco per terra la mia placenta. La melma, il mio liquido amniotico.

Sono le cinque meno dieci esatte. Il lago s’intravede all’orizzonte: è una lunga linea di grafite, nera e argento. L’uomo che pulisce sta per iniziare una giornata scandita dalla raccolta della spazzatura. Non prova ribrezzo per il suo lavoro, anzi: sa che è necessario. E sa che è proprio in ciò che le persone gettano via che si celano i più profondi segreti. E lui sa interpretarli. E sa come usarli. Perché anche lui nasconde un segreto. L’uomo che pulisce vive seguendo abitudini e ritmi ormai consolidati, con l’eccezione di rare ma memorabili serate speciali. Quello che non sa è che entro poche ore la sua vita ordinata sarà stravolta dall’incontro con la ragazzina col ciuffo viola. Lui, che ha scelto di essere invisibile, un’ombra appena percepita ai margini del mondo, si troverà coinvolto nella realtà inconfessabile della ragazzina. Il rischio non è solo quello che qualcuno scopra chi è o cosa fa realmente. Il vero rischio è, ed è sempre stato, sin da quando era bambino, quello di contrariare l’uomo che si nasconde dietro la porta verde. Ma c’è un’altra cosa che l’uomo che pulisce non può sapere: là fuori c’è già qualcuno che lo cerca. La cacciatrice di mosche si è data una missione: fermare la violenza, salvare il maggior numero possibile di donne. Niente può impedirglielo: né la sua pessima forma fisica, né l’oscura fama che la accompagna. E quando il fondo del lago restituisce una traccia, la cacciatrice sa che è un messaggio che solo lei può capire. C’è soltanto una cosa che può, anzi, deve fare: stanare l’ombra invisibile che si trova al centro dell’abisso.

Recensione

Il nuovo romanzo di Carrisi si è rivelato all’altezza delle mie aspettative. Finora non me ne sono perso neanche uno e devo dire che rispetto a La casa delle voci se possibile questo mi ha conquistata ancora di più.

Ci sono due personaggi che dall’inizio alla fine hanno una indicazione generica: l’operatore ecologico cioè l’uomo che pulisce e la cacciatrice di mosche e solo alla fine sarà rivelato il nome di uno dei due e la storia dell’altro. Dopo 140 pagine sappiamo pochissimo dei due protagonisti.

In queste 400 pagine scarse vediamo l’evolversi della storia del protagonista che a cinque anni è stato abbandonato dalla madre in una piscina e dall’ora imparato a nuotare anche a cavarsela nella vita, è un uomo invisibile, nessuno lo nota, indossa abiti attinti neutre, usa dei travestimenti, fondamentalmente è una sociale che però un giorno viene colpito dal dolore di una ragazzina e la salva, prendendosene poi cura a suo modo.

Con un linguaggio essenziale, asciutto, uno stile semplice, impeccabilmente chiaro e lineare, Carrisi traccia una storia che al contrario è molto articolata e più va avanti e più si complica. D’altra parte una delle frasi che più mi è rimasta impressa è proprio quella in cui si dice che le storie non sono mai lineari “Invece sono labirinti. E, a volte, ci si imbatte in porte chiuse che immettono in realtà parallele o in altre storie segrete.”

Colpisce soprattutto il profondo dolore che c’è nella vita dell’uomo che pulisce, una sorta di reietto, una persona che ha impiegato tantissimi anni a cercare il proprio valore e che lo ha trovato dove nessun altro aveva avuto il coraggio di guardare, appunto in fondo all’abisso, dove si è reso conto che anche una persona come lui, considerata uno scarto soprattutto dalla madre che l’aveva messo al mondo, poteva essere utile.

Il dolore dell’uomo che pulisce è speculare a quello della cacciatrice di mosche, una donna che ha profondamente sofferto nel passato per una colpa non sua, ma in fondo per il rimorso di aver causato dolore agli altri per interposta persona. È per quello che le è successo che ha iniziato ad aiutare le donne che sono in difficoltà, a seguire e riconoscere gli uomini che le maltrattano.

Un altro grande thriller firmato Carrisi.

L’autore

Donato Carrisi è nato nel 1973 a Martina Franca e vive a Roma. Dopo aver studiato giurisprudenza, si è specializzato in criminologia e scienza del comportamento. È regista oltre che sceneggiatore di serie televisive e per il cinema. È una firma del Corriere della Sera ed è l’autore dei romanzi bestseller internazionali (tutti pubblicati da Longanesi) Il suggeritore, Il tribunale delle anime, La donna dei fiori di carta, L’ipotesi del male, Il cacciatore del buio, La ragazza nella nebbia – dal quale ha tratto il film omonimo con cui ha vinto il David di Donatello per il miglior regista esordiente –, Il maestro delle ombre, L’uomo del labirinto – da cui ha tratto il film omonimo –, Il gioco del suggeritore, La casa delle voci e Io sono l’abisso.

4 pensieri riguardo “Recensione. Io sono l’abisso

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