5 cose che… 5 autori che vorrei approfondire nel 2021

Oggi primo appuntamento con la rubrica ideata da Twins BookLovers che chiede cinque autori da approfondire nel 2021.in realtà come sempre ce ne sarebbero molti di più ma vediamo quali ho scelto.

In un tempo e un luogo non precisati, all’improvviso l’intera popolazione diventa cieca per un’inspiegabile epidemia. Chi è colpito da questo male si trova come avvolto in una nube lattiginosa e non ci vede più. Le reazioni psicologiche degli anonimi protagonisti sono devastanti, con un’esplosione di terrore e violenza, e gli effetti di questa misteriosa patologia sulla convivenza sociale risulteranno drammatici. I primi colpiti dal male vengono infatti rinchiusi in un ex manicomio per la paura del contagio e l’insensibilità altrui, e qui si manifesta tutto l’orrore di cui l’uomo sa essere capace. Nel suo racconto fantastico, Saramago disegna la grande metafora di un’umanità bestiale e feroce, incapace di vedere e distinguere le cose su una base di razionalità, artefice di abbrutimento, violenza, degradazione. Ne deriva un romanzo di valenza universale sull’indifferenza e l’egoismo, sul potere e la sopraffazione, sulla guerra di tutti contro tutti, una dura denuncia del buio della ragione, con un catartico spiraglio di luce e salvezza.

Narratore, poeta e drammaturgo portoghese, ha vinto il Premio Nobel per la Letteratura nel 1998. Costretto a interrompere gli studi secondari fece varie esperienze di lavoro prima di approdare al giornalismo che ha esercitato con successo su vari quotidiani. Dopo il romanzo giovanile Terra e due libri di poesia caratterizzati da una forte sensibilità ritmico-lessicale, si è rivelato acquistando fama internazionale con un’originale produzione narrativa in cui rielaborazione storica e immaginazione mistica e allegorica, realtà e finzione si mescolano in un linguaggio tendenzialmente poetico e vicino ai modi della narrazione orale. Tra le sue opere più note pubblicate da Feltrinelli: Il vangelo secondo Gesù Cristo, Cecità, Tutti i nomi, L’uomo duplicato, L’ultimo Quaderno, Don Giovanni o il dissoluto assolto. Riconosciuto come uno degli autori più significativi del Novecento, la sua produzione spazia dalla poesia al romanzo, dal teatro La seconda volta di Francesco d’Assisi e Nomine Deiai racconti storici. Intellettuale raffinato e impegnato, ha spesso fatto discutere per i suoi racconti dissacranti che colpiscono al cuore i mali della nostra società. Nel 1998 l’Accademia di Svezia gli ha conferito il Premio Nobel per la Letteratura premiando le sue qualità di scrittore ma anche l’uomo delle battaglie civili. Fissa in una frase il perché del proprio scrivere: “Le parole sono l’unica cosa immortale: quando uno è morto, ai posteri rimangono solo loro”. Tra le pubblicazioni più recenti per Feltrinelli figurano: nel 2012 Lucernario, romanzo giovanile perduto e ritrovato; nel 2014 Alabarde Alabarde; nel 2019 Diario dell’anno del Nobel.

“Contro-romanzo”, “cronaca di una follia”, “il buco nero di un enorme imbuto”, “un grido di allerta”, “una specie di bomba atomica”, “un appello al disordine necessario”: con queste e altre espressioni venne salutato al suo apparire, nel 1963, “Rayuela”, uno dei capolavori del Novecento che ha cambiato la storia del romanzo e la vita delle persone che lo hanno letto. In una Parigi popolata da affittacamere xenofobe, intellettuali male in arnese, pianiste patetiche, scrittori distratti, facili vittime di incidenti stradali, l’eterno studente argentino Horacio Oliveira si muove attraverso la città e l’esistenza come attraverso le caselle del “gioco del mondo”. Un percorso dalla terra al cielo, da Parigi a una Buenos Aires grottesca alla ricerca del Centro, della vera vita e soprattutto di Lucia, “la Maga”, inconsapevole depositaria di ogni mistero e pienezza, l’unica che non dimentica che, in fondo, “per arrivare al Cielo servono solo un sassolino e la punta di una scarpa”.

Figlio di un funzionario dell’ambasciata argentina in Belgio, è stato uno scrittore, poeta, critico letterario, saggista e drammaturgo argentino naturalizzato francese, particolarmente attivo nei generi del fantastico, della metafisica, del mistero. È oggi considerato fra i maggiori autori di lingua spagnola del ventesimo secolo.
Nella sua vasta produzione narrativa figurano diversi libri di racconti (non seguono sempre una linearità temporale ed i personaggi esprimono una psicologia profonda; il volume complessivo dei racconti è apparso, nella «Biblioteca della Pléiade» per le cure di Ernesto Franco) oltre a Bestiario (1965) e al Gioco del mondo. Rayuela(1969), forse il suo romanzo più celebre.
Storie di cronopios e di famas è del 1971, Ottaedro del 1979, poi sono seguiti Il viaggio premio, Il persecutore, Fine del gioco, Carte inaspettate e Gli autonauti della cosmostrada ovvero Un viaggio atemporale Parigi-Marsiglia, diario di viaggio scritto a quattro mani con la terza moglie, Carol Dunlop.

Pietra miliare della letteratura americana, Furoreè un romanzo pubblicato negli Stati Uniti nel 1939 e coraggiosamente proposto in Italia da Valentino Bompiani l’anno seguente. Il libro fu perseguitato dalla censura fascista e solo ora, dopo più di 70 anni, vede la luce la prima edizione integrale, nella nuova traduzione di Sergio Claudio Perroni. Una versione basata sul testo inglese della Centennial Edition dell’opera di Steinbeck, che restituisce finalmente ai lettori la forza e la modernità della scrittura del Premio Nobel per la Letteratura 1962. Nell’odissea della famiglia Joad sfrattata dalla sua casa e dalla sua terra, in penosa marcia verso la California, lungo la Route 66 come migliaia e migliaia di americani, rivive la trasformazione di un’intera nazione. L’impatto amaro con la terra promessa dove la manodopera è sfruttata e mal pagata, dove ciascuno porta con sé la propria miseria “come un marchio d’infamia”. Al tempo stesso romanzo di viaggio e ritratto epico della lotta dell’uomo contro l’ingiustizia, Furore è forse il più americano dei classici americani, da leggere oggi in tutta la sua bellezza.

Autore di numerosi romanzi e racconti, è uno dei massimi esponenti della letteratura americana e della cosiddetta “Generazione perduta”.
Dopo aver frequentato la Stanford University senza mai laurearsi, compare sulla scena letteraria con opere minori finché non raggiunge la notorietà con Pian della Tortilla (1935) a cui seguono molti romanzi racconti e saggi tra cui Uomini e topi, La lunga vallata, Furore – opera grazie a cui Steinbeck riceve il Premio Pulitzer -, La luna è tramontata, La valle dell’Eden, Quel fantastico giovedì, Viaggio con Charley. Nel 1962 gli viene conferito il Premio Nobel per la letteratura.

“Tatuaggio” è il primo romanzo poliziesco della serie di Pepe Carvalho e va considerato una specie di presentazione del curioso detective galiziano, della sua bizzarra filosofia e del suo mondo. Pepe viene ingaggiato dal signor Ramon per scoprire l’identità di un cadavere senza volto ripescato in mare a pochi chilometri da Barcellona. Unico indizio: un inquietante tatuaggio … “Sono nato per rivoluzionare l’inferno”.

Poeta e romanziere spagnolo. Ha svolto un’intensa attività giornalistica collaborando con diverse testate e in particolare con «El País». Ha raggiunto la fama con la creazione del personaggio-detective di Pepe Carvalho, sorta di ironica versione catalana di Maigret o Marlowe, avventuriero dagli spiccati interessi erotico-gastronomici, protagonista di numerosi romanzi polizieschi: da Io ho ucciso Kennedy (Yo maté a Kennedy, 1972), a La solitudine del manager (La soledad del manager, 1977), a Un delitto per Pepe Carvalho (Los mares del Sur, 1979), a Gli uccelli di Bangkok (Los pájaros de Bangkok, 1983), che ha segnato l’inizio della sua popolarità internazionale. Sono seguiti, tra gli altri, La rosa di Alessandria (La roja de Alejandría, 1984), Le terme(El balneario, 1986), Il centravanti è stato assassinato verso sera (El delantero fue asesinado al atardecer, 1988), Il labirinto greco (El laberinto griego, 1991), Quintetto di Buenos Aires (Quinteto de Buenos Aires, 1997), L’uomo della mia vita (El hombre de mi vida, 2000) e Millennio I. Pepe Carvalho sulla via di Kabul (Milenio Carvalho I. Rumbo a Kabul) e Millennio II. Pepe Carvalho, l’addio (Milenio II. En las antipodas), entrambi postumi (2004).
La sua vena di scrittore acuto e disincantato, brioso e amaro si ritrova anche nelle altre opere narrative e saggistiche: Il pianista (El pianista, 1985), una vicenda incentrata sul rapporto tra intellettuali e potere politico; Galindez (1985, Premio nacional de narrativa), ricostruzione dell’assassinio di un diplomatico basco in esilio, nel 1956; Io, Franco (Autobiografía del general Franco, 1992), opera di grande impegno storiografico; Pamphlet dal pianeta delle scimmie(Panfleto desde el planeta de los simios, 1994), polemica riflessione sulle società opulente; Il fratellino (El hermano pequeño, 1995), Pasionaria e i sette nani (Pasionaria y los siete enanítos, 1995) su Dolores Ibarruri e il saggio Il potere e la boria (La aznaridad, 2003), profonda critica al governo di J.M. Aznar.
Il lavoro poetico, che V. M. pone al centro della sua attività, testimonia la sua riflessione sul rapporto tra l’uomo e un mondo fondato sull’ingiustizia e sull’ineguaglianza: Una educazione sentimentale (Una educación sentimental, 1967), Praga (1983), Memoria e desiderio (Memoria y deseo, 1986), Ma il viaggiatore che fugge (Pero el viajero que huye, 1990).
Tra le sue ultime opere ricordiamo: L’uomo della mia vita (El hombre de mi vida, 2000), Millennio 1. Pepe Carvalho sulla via di Kabul (Milenio. Carvalho I. Rumbo a Kabul, 2004), Millennio 2. Pepe Carvalho, l’addio (Milenio. Carvalho II: En las antipodas, 2005), La bella di Buenos Aires, 2013 (La muchacha que pudo ser Emmanuelle.

Da: Enciclopedia della letteratura edizioni Garzanti 2007

Dopo mesi trascorsi dietro una scrivania per aver ferito un passante nel corso di una retata, un ispettore viene inviato in un villaggio vicino alla frontiera di cui nemmeno conosceva l’esistenza. Ad attenderlo c’è un caso d’omicidio considerato già risolto. La vittima è una donna che conduceva un’esistenza appartata, e il presunto assassino è suo fratello, un giovane con disturbi mentali che abitava insieme a lei e che ora è scomparso. Facile, forse troppo. Magari è solo suggestione, magari dipende dal paesaggio, bello e violento, o magari è la presenza inquietante della clinica che sorge sul confine, nella «terra morta», un centro specializzato in interventi disperati, ma in quel luogo c’è qualcosa che non torna. Nella pensione che lo ospita l’investigatore fa conoscenza con alcuni personaggi quantomeno singolari, e a poco a poco davanti ai suoi occhi si apre uno scenario che nessuno avrebbe mai immaginato. Insospettabile anche per il potentissimo capo dell’agenzia governativa che gli ha affidato l’indagine: un funzionario spaventoso e ridicolo al tempo stesso, che dietro le spalle tutti chiamano «il Maiale».

Dopo aver frequentato «il severissimo liceo Manzoni» di Lecco, Andrea Vitali si laurea in medicina all’Università Statale di Milano ed esercita la professione di medico di base nel suo paese natale.
Scrittore molto prolifico, ha esordito nel 1990 con il romanzo breve Il procuratore, ispiratogli dai racconti di suo padre; nel 1996 ha vinto il Premio letterario Piero Chiara con L’ombra di Marinetti, ma il grande successo lo ha ottenuto nel 2003 con Una finestra vistalago (Premio Grinzane 2004).
Nel 2006 ha vinto il Premio Bancarella con il romanzo La figlia del Podestà; nel 2009 il Premio Boccaccio e il Premio Hemingway.
Tra i numerosi romanzi, ricordiamo: nel 2011 La leggenda del morto contento e Zia Antonia sapeva di menta. Nel 2012 Galeotto fu il collier e Regalo di nozze. L’anno successivo escono Le tre minestre, lungo racconto autobiografico edito da Mondadori-Electa e Di Ilide ce n’è una sola. Nel 2014 Quattro sberle benedette, Premiata ditta Sorelle Ficcadenti e Biglietto, signorina!; nel 2015 La ruga del cretino, scritto con Massimo Picozzi, Le belle Cece, La verità della suora storta, Quattro schiaffi benedetti, Un amore di zitella (tutti editi da Garzanti). Nel 2016 Nel mio paese è successo un fatto strano (Salani), Le mele di Kafka(Garzanti), Viva più che mai (Garzanti). Nel 2019 esce Certe fortune. I casi del maresciallo Ernesto Maccadò (Garzanti), Sotto un cielo sempre azzurro(Garzanti) e Documenti, prego (Einaudi). Altre sue pubblicazioni sono: Un uomo in mutande. I casi del maresciallo Ernesto Maccadò (Garzanti, 2020) e Nessuno scrive al Federale. I casi del maresciallo Ernesto Maccadò (Garzanti, 2020).
Tra le sue pubblicazioni si ricorda anche il libro per bambini La zia Ciabatta (Garzant, 2020).
Da ricordare che con il romanzo Almeno il cappello (edito nel 2009 da Garzanti) Andrea vitali ha vinto il Premio Casanova, il Premio Isola di Arturo Elsa Morante, il Campiello sezione giuria dei letterati ed è stato finalista al Premio Strega.
I suoi libri, pubblicati in Italia da Garzanti, sono stati tradotti in molti paesi, tra cui la Turchia, la Serbia e il Giappone.

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