Recensione. Gli ansiosi si addormentano contando le apocalissi zombie

La nostra epoca è la più infelice mai esistita, ma è anche quella più attrezzata a livello di palliativi che sopperiscono alla mancanza di felicità.

Sinossi ufficiale

La depressione è il male della nostra epoca. È la malattia più diffusa al mondo ed è la più temuta dopo il cancro. Il nostro anti-eroe ci si imbatte nell’adolescenza e cerca di liberarsene con la disciplina e il metodo di un ricercatore, peccato che la cavia da laboratorio sia lui stesso. Finirà così per autocondannarsi a un’interminabile escalation di sfortune e miserie umane: queste daranno corpo a un romanzo di formazione in cui tragedia e commedia si intersecano e fondono fino a diventare del tutto indistinguibili.

Recensione

Bogdanovic è un giovane autore emergente che ha messo in piedi una storia molto divertente e dissacrante. In poco più di 100 pagine ci racconta in prima persona la vita di un ragazzo dei nostri giorni, in preda all’ansia, che cerca di tenere a bada con rimedi più o meno efficaci. Ha una vita sentimentale molto complicata, non riesce a tenersi una ragazza, ha anche problemi di impotenza e nel suo percorso di vita incontra personaggi assurdi come Yon, un Sex coach cinese.

Uno dei passaggi più divertenti è quello in cui l’autore ci propone le vicende di due Homo sapiens Bruf e Gnarf, che nonostante vivano in un’epoca lontanissima da noi in fondo in fondo hanno le nostre stesse problematiche, solo che le affrontano con dei mezzi molto diversi da quelli che abbiamo a disposizione noi oggi.

Il protagonista del libro ha tutta una sua teoria su come eliminare l’ansia, che funziona solo fino ad un certo punto. Innanzitutto quando prova rimorso per le ragazze a cui rovina la vita tenta di non frequentare nessuno per un po’, perciò l’ansia diminuisce perché non sta più facendo soffrire nessuno, ma diminuisce anche l’ossitocina, che poi gli fa aumentare l’ansia. Per questo motivo dopo un po’ è costretto ad andare in cerca di una donna per riportare l’ossitocina a livelli accettabili, ma tutto ciò gli provoca anche un aumento dell’empatia e dell’ansia, perciò interrompe di nuovo ogni legame, ma così facendo diminuisce l’ossitocina e il circolo vizioso ricomincia da capo. Praticamente non c’è via di scampo !!!!

Per chi volesse semplicemente trascorrere un paio d’ore in totale relax, divertendosi alle varie trovate esilaranti che l’autore ci propone, questa è senza dubbio la lettura ideale. Ma non fatevi ingannare dall’apparente leggerezza, perché tra una battuta e l’altra ci sono diverse riflessioni sul disagio esistenziale che riguarda molti dei nostri contemporanei, unito a del sano umorismo sulle difficoltà e sulle problematiche che possono essere comuni a molti uomini della XXI secolo.

L’autore

Alec Bogdanovic è uno scrittore italiano. Nato a Sofia il Primo Gennaio 1992, Alec perde i genitori in tenera età in seguito a due circostanze separate. Il padre adottivo e zio materno, Lyudmil, è un militare che lavora all’ambasciata bulgara a Roma, dove Bogdanovic si trasferisce all’età di 6 anni.

Alec passa un’adolescenza turbolenta in periferia, frequenta bande di strada restando coinvolto in piccoli reati che, grazie all’influenza del padre adottivo, non hanno conseguenze. In questo periodo Bogdanovic comincia ad appassionarsi alla scrittura, prima di testi rap e poi di monologhi teatrali, lasciando però naufragare presto entrambi i progetti.

Dopo essersi diplomato a fatica come perito agrario, contro la volontà del padre, continua gli studi in università mentre si mantiene lavorando come barista. Studia prima Scienze Politiche, poi Psicologia e infine Statistica, in cui riesce finalmente a laurearsi con 110 e lode con una tesi sull’analisi dei Big data.

Dopo aver lavorato per un breve periodo in una Big Four, si licenzia per cominciare a frequentare il corso di sceneggiatura al Centro Sperimentale di Cinematografia, non arrivando a completare gli studi.

Comincia allora a collaborare per diverse piccole case editrici, prima come traduttore e correttore di bozze, in seguito come editor.

Nel 2020 debutta col suo primo romanzo, Gli Ansiosi si Addormentano Contando le Apocalissi Zombie, edito dalla Rogas Edizioni.

Estratti

In un’epoca come la nostra vagliamo in una sola giornata una quantità di possibilità, scelte e pericoli percepiti di gran lunga superiori a quelli che affrontavano Bruf e Gnarf nell’arco di un’intera vita. Che male c’è allora a prendere una pillolina magica per far passare tutto? Nessuno, l’unico problema è che quella pillolina non funziona, altrimenti la prenderebbero tutti. È parecchio difficile fregare il tuo cervello, se devi avere un determinato livello di ansia per lui c’è un motivo: deve proteggerti da un branco di orsi supposti. E puoi provare a fregarlo per qualche giorno, ma il giorno dopo trova il modo di rimetterti in pari. Allora devi aumentare la dose per provare a fregarlo di nuovo ma lui è sempre un passo avanti a te. La tragica ironia è che il tuo cervello, rovinandoti la vita, pensa di aiutarti.

Sull’anima gemella… … che statisticamente non può esistere, visto che conosciamo una quantità limitata di persone e poi il capitalismo, la cattiveria della gente e tutte le altre motivazioni che ho provato ad addurre senza particolare convinzione nell’arco di questo libro.

2 pensieri riguardo “Recensione. Gli ansiosi si addormentano contando le apocalissi zombie

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