Recensione. Io so chi sei

Sinossi ufficiale

Sono passati due anni, da quando Saverio è stato dato prima per disperso e poi per morto. Quel ragazzo, sbandato e contestatore, da cui Lena si era lasciata calpestare – lei così brillante e determinata – in nome di un amore che era solo nella sua testa. Poi, una sera, Lena trova nella cassetta della posta un cellulare, su cui arrivano dei messaggi. Uno scherzo o uno sbaglio? Eppure quei messaggi parlano di cose che solo Saverio può sapere. E quindi è vivo. È tornato. Quel telefonino diventa vitale per Lena, e non importa che i messaggi le ordinino di commettere atti di cui mai si sarebbe pensata capace. Almeno fino a quando le persone che le stanno intorno cominciano a morire. E la prossima vittima prescelta potrebbe essere lei.

Recensione

Paola Barbato è davvero un mito. Con questo secondo libro della trilogia iniziata con Zoo ci porta ancor di più nell’abisso della crudeltà e della malvagità di cui sono capaci gli esseri umani. Già nel libro precedente è difficile accettare che qualcuno possa rinchiudere i propri simili in carrozzoni da circo, lasciandoli nudi, con un po’ di cibo , un po’ d’acqua e della paglia per riscaldarsi. In questo secondo libro la perversione e la malvagità aumentano se possibile, portando avanti un gioco assurdo e terribile che ha come bersaglio principale Lena, la ragazza di Saverio, uno degli ospiti dello zoo.

Lena viene braccata da un uomo misterioso che le ricapita un cellulare sul quale le arrivano messaggi e video che le fanno sperare di ritrovare il suo fidanzato. Incerta se informare le forze dell’ordine o meno, la ragazza rischia di impazzire, perché non sa più di chi potersi fidare, arriva a dubitare anche degli amici di Saverio, della sua stessa migliore amica Betta, persino dei suoi genitori.

Lena è un personaggio molto affascinante: prima degli eventi narrati in questo libro è la classica brava ragazza, cambia dopo l’incontro con Saverio, diventa vegetariana, animalista, comincia a vestirsi in modo trasandato e sciatto. Poi dopo la scomparsa del fidanzato e due anni vissuti in un limbo, sospesa in una sorta di incoscienza, Lena si risveglia dal suo torpore esistenziale per cadere in un baratro di orrore e angoscia, braccata nella sua stessa casa, controllata da mille occhi, disposta a fare di tutto, anche del male a chi finora le aveva teso una mano pur di riavere indietro il suo amore.

Questo mi ha fatto riflettere molto su quello che saremmo disposti a fare pur di proteggere una persona a noi cara… Indubbiamente ci sono dei limiti che ognuno di noi non è disposto ad oltrepassare, ma questo forse rimane solo un discorso valido a livello teorico, perché se ci trovassimo in una situazione concreta poi potremmo scoprire di essere capaci di atti terribili e feroci.

Avevo letto questo libro l’anno scorso ma poi ho scoperto che, pur essendo stato scritto prima di Zoo, in realtà è il secondo della trilogia che si conclude con il volume Vengo a prenderti. Dopo aver letto i due testi nell’ordine logico, molte cose si sono chiarite e adesso non vedo l’ora di iniziare l’ultimo titolo, che sicuramente darà molte risposte alle domande che sapientemente Paola Barbato insinua nella mente dei lettori e che sono rimaste ancora senza una risposta.

L’autrice

Classe 1971, è milanese di nascita, bresciana d’adozione, prestata a Verona dove vive con il compagno, tre figlie e tre cani. Scrittrice e sceneggiatrice di fumetti, tra cui Dylan Dog, ha pubblicato BilicoMani nude (vincitore del Premio Scerbanenco), Il filo rossoNon ti faccio niente e Io so chi sei(il primo titolo di una trilogia). Ha scritto e co-sceneggiato per la Filmmaster la fiction Nel nome del male, con Fabrizio Bentivoglio. 

Con Piemme ha pubblicato Non ti faccio niente (2017), Io so chi sei (2018), Bilico (2018), Mani nude (2019)

Biografia e foto da https://www.edizpiemme.it

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