Recensione. Prima esecuzione

Domenico Starnone

Feltrinelli editore

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Sinossi ufficiale

Domenico Stasi è un anziano ex insegnante, uomo colto, sollecito, impegnato e di apparente pacatezza. Quando apprende che Nina, una sua antica allieva, è indagata per partecipazione a banda armata, decide di incontrarla per essere rassicurato della sua innocenza. Ma Nina si proclama colpevole e affida a Stasi un incarico delicato: dovrà recarsi in un appartamento abbandonato, cercare una copia della “Morte di Virgilio” di Hermann Broch, trascrivere una frase sottolineata a pagina 46 e farla avere a un non meglio precisato “contatto”. Con leggerezza, quasi per gioco, Stasi esegue gli ordini. Non si tratta affatto di un gioco. Stasi viene convocato dalla polizia, che segue ogni sua mossa; il contatto non si accontenta del messaggio e gli fa recapitare una pistola con la quale dovrà sparare a un importante bersaglio… Un meccanismo inesorabile si è messo in moto. Ma è realmente così? Chi è, realmente, il professor Stasi? È un assassino? È una vittima? È un innocuo zimbello?

Recensione

Anche questo libro è stato scelto per partecipare alla #zonarossareadingchallenge organizzata su Instagram da @giulsbook e in questo caso è stata la prima volta che ho letto il libro di un autore al quale finora non mi ero mai avvicinata, Domenico Starnone.

Ho scovato il testo su una bancarella di libri usati e mi sono fatta attirare dal nome dello scrittore e anche dalla trama molto particolare letta sulla seconda di copertina. Il testo presenta un intreccio molto insolito con due diversi piani narrativi: da un lato abbiamo il professor Stasi, insegnante in pensione, che in prima persona racconta il suo incontro con un’ex alunna, Nina, che è stata arrestata; dall’altra parte invece abbiamo il narratore che si svela essere l’autore del racconto di cui è protagonista il suddetto professore. Le due storie s’intrecciano e si intersecano l’una con l’altra permettendoci di vedere direttamente attraverso gli occhi di uno scrittore la genesi di un racconto.

Il narratore svela di aver avuto fin da piccolo dei moti di rabbia violenti e un odio feroce verso diverse persone, ma poi con il tempo ho imparato a tenerli a bada. Allo stesso modo anche il professor Stasi, protagonista del racconto che lui sta scrivendo, ha sempre trattenuto dentro di sé un odio viscerale verso il sistema, verso le ingiustizie, verso i soprusi, non ha mai avuto il coraggio di passare all’azione ma ha sempre spinto i suoi alunni a combattere per un mondo migliore.

Una delle frasi che più mi ha colpito è quella in cui si dice che “la vita è un ossimoro orrorifico, passa estinguendosi.”Questo mi ha fatto riflettere sul fatto che la nostra esistenza si trascina spesso senza che riusciamo a coglierne il senso, senza che riusciamo ad impiegare in modo proficuo il nostro tempo, troppo presi da incombenze e impegni a volte inutili. In questo modo arriviamo alla fine dei nostri giorni senza aver approfittato delle occasioni di felicità che la vita ci ha offerto, persi a rincorrere ideali precari e obiettivi assurdi.

Ho apprezzato tutto di questo breve testo: le due vicende che sono strettamente collegate l’una all’altra, il personaggio del professor Stasi che nasce pian piano nella mente del narratore, il lavoro di limatura che quest’ultimo apporta al suo racconto. Mi è particolarmente piaciuta anche la cura formale molto evidente che serve a mettere a nudo i rovelli del narratore, i suoi momenti di dubbio e i ripensamenti durante la stesura del testo. Il narratore prende appunti mentali, segna frasi che poi saranno sviluppate o buttate, attinge alle proprie esperienze e ai suoi ricordi, sceglie di ampliare un personaggio anziché un altro, di passare dalla terza alla seconda persona. È interessante anche il fatto che si riesca a penetrare nella mente del professor Stasi, lacerata fra l’ansia di rivoluzione e l’impotenza di passare a compiere delle azioni concrete.

Questo libro mi ha confermato ciò che avevo già letto a proposito di Starnone, un autore del quale voglio recuperare gli altri testi che ha scritto.

L’autore

Domenico Starnone ha insegnato a lungo nella scuola media superiore e si è occupato di didattica dell’italiano e della storia (Fonti orali e didattica, 1983). L’esperienza dell’insegnamento lo ha portato a scrivere Ex cattedra e altre storie di scuola, pubblicato originariamente alla fine degli anni ottanta, e Solo se interrogato. Appunti sulla maleducazione di un insegnante volenteroso.
Per “I Classici Feltrinelli” ha introdotto, tra gli altri, Cuore di De Amicis (1993), Ultime lettere di Jacopo Ortis di Foscolo (1994) e Lord Jim di Conrad (2002). È stato redattore delle pagine culturali del “Manifesto”. Dai suoi libri sono stati tratti i film La Scuola di Daniele Luchetti, Auguri, Professore di Riccardo Milani e Denti di Gabriele Salvatores. Nel 2001 ha vinto il Premio Strega con il romanzo Via Gemito (Premio Speciale Il Molinello 2001; Premio Napoli 2001; Premio Zerilli-Marimò 2001; Premio Nazionale Corrado Alvaro 2001; Premio Selezione Campiello 2001). Tra gli altri suoi successi ricordiamo Lacci (Einaudi 2014, The Bridge Book Award), Scherzetto (Einaudi 2016, Premio Isola d’Elba) e Confidenza (Einaudi 2019).

3 pensieri riguardo “Recensione. Prima esecuzione

  1. Un libro davvero bello, non penso che l’avrei mai comprato leggendo solo la copertina!
    Mi è piaciuto molto il punto in chi parli della verità e di quanto tempo sprechiamo senza raggiungere o conoscere lo scopo ultimo della nostra vita! Mi hai incuriosita!

    Piace a 1 persona

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