Recensione. Civico-19

Gloria Bertolasi

Edikit editore

Pagine 101

Sinossi ufficiale

Tutte le certezze di Irina si sgretolano quando il marito la lascia.
Si vede perciò costretta ad abbandonare il suo Paese, l’Ucraina, sua madre e i suoi figli per cercare un futuro in Italia, dove riesce a trovare lavoro. È in un paesino tra le colline emiliane che si stabilisce per fare la badante a Teresa, una vecchia conoscente di suo padre. Qui si costruisce una nuova vita, una nuova routine, ricominciando a sperare di riabbracciare un giorno i suoi cari. Farà nuove amicizie e consocerà anche un uomo interessante, il medico del paese, che le farà di nuovo battere il cuore.
Ma non ha fatto i conti con una pandemia globale, quel Covid-19 che in pochi giorni sconvolgerà ancora una volta la sua vita, e quella di tutto il mondo.

Recensione

Questo anno che si sta concludendo ha messo tutti noi a dura prova, prima con il Lockdown di marzo e poi con queste nuove restrizioni recenti che per le feste di Natale ci terranno lontani dai nostri cari.

Quando Gloria Bertolasi mi ha proposto il suo libro, dedicato al padre scomparso ad aprile a causa del COVID e i cui proventi saranno devoluti all’Unicef, ho subito accettato di leggerlo.

Il testo scivola via velocemente con una prosa semplice e scorrevole e ci porta a conoscere la storia di Irina, una donna simile alle tante badanti dell’Est Europa che si prendono cura dei nostri genitori o dei nostri nonni, costretta a lasciare il suo paese per assicurare ai suoi figli una vita dignitosa.

È un libro che purtroppo mi ha emozionato poco, mentre mi sarei aspettata una storia più coinvolgente, che mi precipitasse nel dolore e nella disperazione.

Ho trovato comunque dei lati positivi, come la descrizione della pandemia che fa da sfondo alla storia della protagonista ma non prende il sopravvento, i lunghi flashback che ci fanno capire la vita della donna prima di arrivare in Italia o la mancata storia d’amore di Irina con il bel dottore del paese, che forse sarebbe stata troppo scontata e banale.

Probabilmente il fatto che la storia non sia stata sufficientemente emozionante dipende dalla penna ancora acerba della scrittrice, che parte da un discreto stile e che avrà sicuramente modo di maturare e di dare altre prove della sua abilità di narratrice.

L’autrice

Gloria Bertolasi, nata a Crema nel 1985, si è laureata in farmacia nel 2008. Vive a Parma ed è mamma di Anita.
Il 3 Aprile 2020 perde il padre per una polmonite da Covid-19 e a lui dedica il suo primo romanzo.

Estratti

La nostra era una storia senza colpi di fulmine né colpi di scena. Un innamoramento lento e nemmeno troppo casuale, viste le ore passate insieme sui banchi di scuola. Non c’erano state nottate di fuoco nelle stanze di qualche motel economico, né intrighi da romanzo. Era stata l’abitudine a metterci insieme, come se fosse impossibile immaginarsi l’uno senza l’altra. Una tenera comodità che calzava bene a entrambi. Un amore semplice, trasparente. Tutt’altro che dannato, il nostro sentimento mi dava serenità e le certezze di cui avevo bisogno.

C’è chi crederà che il virus sia frutto di un inutile caos sollevato dai media, una strategia politica, un’arma prodotta in laboratorio, un’influenza che uccide chi sarebbe comunque morto a breve. C’è chi ancora discute sull’obbligatorietà delle mascherine e chi si dispera per aver perso la caparra della vacanza a Santorini. Nonostante il numero dei morti sfiori i 35.000. Chissenefrega della causa quando la conseguenza è così dolorosa.

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